La festa era andata veramente bene e gli invitati stavano a poco a poco andando via. Intorno a noi erano rimasti bicchieri usati, palloncini e festoni con la cornice data dalla musica in sottofondo.
Eravamo rimasti io, Lea, Julia e Newt e stavamo dando una mano a riordinare alla meglio il salotto anche se con scarsi risultati viste le condizioni in cui ci trovavamo.
"Che ne dite di rimanere a dormire qui per stasera?" Chiese Newt a me e Julia quando all'improvviso uscì Jackson da una delle stanze.
"Credo sia un'ottima idea" biascicò il ragazzo appena entrato. Sghignazzai quando notai nello sguardo del mio migliore amico una nota di rammarico. Non pensava ci fossero altre persone quando chiese a me e Julia di rimanere.
" Ci sono anche io amico, spero non sia un problema" Mi voltai nella direzione verso la quale proveniva la voce e notai un Dylan con i capelli arruffati visibilmente stanco. I suoi nei erano illuminati dalla luce bluastra che regnava nella stanza e aveva un sorriso lungi dal sembrare malizioso sul viso.
"Ma ti pare? Certo che puoi rimanere" sorrise Newt di rimando prima di porre la domanda nuovamente a me e Julia. Quest'ultima annuì, mentre io rimasi qualche momento in silenzio pensando alle conseguenze che la mia azione avrebbe potuto avere. Quando alzai lo sguardo verso Lea e gli altri li ritrovai a guardarmi per avere una risposta.
"Ti porto a casa Sara, vieni" sorrise dolcemente Newt iniziando a camminare verso di me.
"Resto anche io" risposi guardando tutti notando nello sguardo di Dylan un qualcosa che non avevo mai visto. Che fosse sorpreso?
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Iniziammo ad andare verso il piano di sopra per organizzarci e dormire, quando sentii Jackson biasciare ancora una volta.
"Ragazzi la notte è giovane, che ne dite di giocare ad obbligo o verità?" rise il biondo probabilmente ubriaco fino al midollo.
"Per me va bene" dissero Julia e Lea all'unisono scoppiando in una fragorosa risata.
"Anche per me" si strinse nelle spalle Newt guardandomi.
"E' un gioco stupido, una roba da-" Iniziò Dylan.
"Ragazzini?" Risposi con aria di sfida guardandolo. Indugiai per qualche momento prima di continuare. "Io ci sto" sorrisi guardando i presenti. Non guardai Dylan ma sentii il suo sguardo pesarmi addosso come se lo avessi in qualche modo spiazzato.
"Gioco anche io" rispose il moro con un accenno di sfida nel tono di voce al che lo sguardo di Newt passò da me a Dylan senza capire cosa stesse succedendo. Lo stavo stuzzicando proprio come lui aveva fatto con me dal primo momento in cui mi vide.
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"Obbligo o verità Jackson?" Chiese Lea.
"Obbligo, ovviamente"
" Ti obbligo a baciare la persona più bella della stanza"
Il ragazzo molto semplicemente si alzò in piedi e si indirizzò verso lo specchio baciando il suo riflesso.
"Jack, sei pessimo" urlò Newt con le lacrime agli occhi dalle risate come tutti nella stanza.
"E' il tuo turno Lea" disse Newt "Obbligo o Verità?"
"Verità" rispose sistemandosi meglio sul posto.
"Hai mai bevuto fino a stare male?"
"Non ne vado fiera, ma si" rispose fingendo in modo teatrale il ce causò una risata generale da parte di tutti i presenti.
"E' il tuo turno mia cara piccola Sara" chiese Jackson 'Anche se tutti sappiamo cosa sceglierai" concluse il biondo.
"E questo cosa vorrebbe dire?" Risposi inclinando leggermente la testa di lato.
"Sceglierai verità, come sempre. Non corri il rischio, non cambi rotta e con la verità è tutto più semplice perchè da brava bambina quale sei non hai mai fatto niente di male" Strabuzzai gli occhi perchè il biondo ancora si ricordava bene come ero fatta, il problema fu proprio quello. Si ricordava com'ero fatta, non com'ero diventata.
"Obbligo" risposi quasi come ad accettare una sfida. Il semplice fatto di aver accettato obbligo era un obbligo di per se', almeno lo era per me.
"Ti obbligo" iniziò Jackson pensando ad un obbligo veramente memorabile "Ti obbligo a fare un complimento sincero alla persona che sopporti meno tra noi tutti" Bingo. Aveva trovato l'unico obbligo che non avrei voluto fare, ma non potevo tirarmi indietro quindi non potei far altro che accettare.
"Beh, io credo che tu abbia dei bellissimi occhi" Iniziai "..Dylan"
Il ragazzo si voltò verso di me e mi fece un sorriso. Non sapevo cosa ci fosse così tanto da sorridere alla fine gli avevo fatto un complimento, si ma avevo anche ammesso che fosse l'unico che sopportavo meno.
"Sta a te adesso" lanciai uno sguardo verso Dylan quando sua sorella gli chiese "Obbligo o Verità?"
Il ragazzo si toccò il mento come per pensare e poi rispose lanciandomi un'occhiata veloce che non passò inosservata a Julia. "Obbligo"
"Bacia la persona più interessante che si trova in questa stanza" Julia aveva un sorriso malizioso sul volto. Sapeva benissimo cosa sarebbe successo di lì a poco perchè conosceva bene suo fratello.
Dylan si alzò mettendosi di fronte prima a Newt, poi Jackson indugiò un'istante scatenando una risata generale dei presenti. Si avvicinò a Lea e poi a sua sorella, non baciò nessuno del gruppo quindi a quel punto sperai che, come Jackson, si alzasse per baciare il suo riflesso visto il suo enorme egocentrismo onnipresente come un'ombra. Il ragazzo dagli occhi nocciola mi si parò di fronte ed io alzai gli occhi, lui sorrise e avvicinò il volto al mio inclinando la testa di lato. Si avvicinò pericolosamente alle mie labbra, riuscivo a sentire il suo respiro su di esse quando ad un tratto si allontanò sussurrandomi all'orecchio "Non ti bacerò a causa di uno stupido obbligo perchè è una cosa da-" -
"...Ragazzini, O'Brien" finii la frase al posto suo provocando un sorriso sulle sue labbra. Si alzò e tornò al suo posto.
"Ho perso ragazzi e adesso se mi volete scusare, io me ne vado a letto" concluse salendo le scale lasciando esterrefatti i presenti. Jackson fece un sorriso malizioso mentre Newt si alzò per sistemare la sala e renderla consona per la nottata. Dopo poco ci sdraiammo chi in terra adagiato su alcune coperte, chi sul divano. Prima di addormentarmi la mia mente inizio a farsi i famosi viaggi. Non sopportavo Dylan O'Brien, Non lo volevo accanto e non volevo sentirlo nemmeno parlare perchè con il suo ego ci potevi costruire una casa ed era talmente sicuro di se che mi faceva perdere le staffe come pochi. Ma qualcosa in quella serata mi lasciò insoddisfatta, ancora non capivo che cosa. La corsa pazza dei miei pensieri venne interrotta dal trillo del mio cellulare, abbassai lo sguardo su di esso e trovai un messaggio.
*Tyler: Com'è stato il compleanno di Newt? Ti sono mancato?*
Non risposi subito, forse perchè non sapevo che cosa dire. Decisi che da quella sera i miei amici non sarebbero stati gli unici ai quali avrei mentito.
*A Tyler: E' stato divertente, una festa tranquilla con qualche amico. Mi sei mancato tanto*
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Unexpected ||Dylan O'Brien||
Fanfic🏅16 in #dylanobrien Sara Martin, originaria di Los Angeles, vive a New York da qualche anno. Futura ragazza in carriera fidanzata con un futuro imprenditore Dylan O'Brien, sbruffone e arrogante pieno di se vive a Los Angeles e non é in grado di ge...
