Capitolo 8

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Sono morta? Dove sono? In paradiso? Mi trovo in una stanza tutta bianca. Ad un certo punto iniziano ad arrivare persone tutte vestite di bianco. Io sono l'unica vestita di nero. "Katniss" sento urlare il mio nome da una voce. Mi giro di scatto e vedo mio padre. Gli corro in contro e l'abbraccio. E' lui, non posso crederci. "Che ci fai qui?" mi chiede. "Non so nemmeno io come ci sono finta qui. Non so nemmeno cos'è questo posto. E tu che ci fai qui? Come ci sei finito?" chiedo. "Katniss tu non puoi stare qui" dice preoccupato. "Perchè?" domando confusa. "Non vedi" dice indicando i miei abiti "Sei diversa da tutti gli altri" risponde. "Be posso indossare un vestito bianco e diventare uguale a voi, semplice." dico sorridendo "Non sai quanto sono felice di vederti". "Anche io piccola mia. Ma non puoi stare qui. Lo dico per il tuo bene. Devi andartene" dice. "Ma perchè?" chiedo. "Perchè lo dico io" risponde e poi mi abbraccia. "Ma io non voglio andare" dico. "E' stato bello rivederti" dice andandosene. Rimango sola nella stanza che intanto si è fatta più piccola. "Papà" urlo. Nessuno mi risponde. Rimango li in piedi, da sola. Dopo poco, davanti a me, vedo una luce che diventa sempre più grande. Mi avvicino a quella luce misteriosa ed alla fine ci entro dentro. Spalanco gli occhi e vedo un soffitto bianco. Non mi trovo più in quella staza, mi trovo in una staza d'ospedale. Sono attaccata a vari tubi. Non ho più le fitte alla pancia, ma quando la tocco fa male. Quindi qualcuno mi ha vista e mi ha portata in ospedale. Sono viva, un pò ammaccata, ma viva. Vorrei alzarmi ma un'infermiera entra nella stanza. "Ciao come ti senti?" mi chiede mentre sistema i tubi.  "Em...credo bene" dico "Solo un pò stanca". "Allora riposa" dice sorridendo "Sai sei stata fortunata, ti hanno operato in tempo". Mi hanno operato in tempo? Cosa intendeva dire? Non ci penso troppo e così mi addormento. Appena mi sveglio vedo una figura seduta accanto a me che ha la testa appoggiata sulle nostre mani incrociate. Ho un colpo al cuore. Non può essere lui. No lui dovrebbe essere a casa tranquillo. "Peeta?" dico a bassa voce. Lui alza la testa di scatto. Ha gli occhi rossi e le borse sotto gli occhi, segno che non ha dormito tutta la notte. "Oh mio dico Katniss come stai?" dice allarmato. "Io bene. Ma tu che ci fai qui?" chiedo. "Annie mi ha detto che eri in ospedale e sono venuto subito qui. Poi i dottori mi hanno detto che avevi questa malattia" dice "Perchè non me l'hai detto?". "Non volevo farti preoccupare" dico. "Non volevi farmi preoccupare!? Katniss stavi per morire." dice con le lacrime agli occhi. "Morire?" chiedo confusa. "Si. L'infezione era aumentata e se non fossero intervenuti subito tu saresti morta" dice. Per un pò rimango in silenzio, non perchè non voglio rispondere, ma perchè non so davvero che dire. "Scusa, mi dispiace. Avrei dovuto dirtelo" dico guardandolo negli occhi. "Già, forse. Credevo che fra noi due non ci fossero più segreti...ed invece mi sbagliavo" dice uscendo dalla stanza e sbattendosi la porta alle spalle. 

Il dente di leone che fiorisce a primaveraDove le storie prendono vita. Scoprilo ora