Perdonate il ritardo di questo aggiornamento, ma sono stata terribilmente occupata! Ringrazio sempre tutti coloro che votano e commentano, siete preziosi! Ellis.
CAPITOLO VENTIQUATTRESIMO – CONSAPEVOLEZZE
Erano passati ormai svariati giorni da quando Hermione e Severus si erano visti l'ultima volta, in quel pomeriggio in cui il potion master aveva fatto dono alla ragazza del suo "oggettino divertente". Hermione dal canto suo, dopo essersi chiusa la porta dell'ufficio di quel bastardo di suo marito alle spalle, aveva fatto ritorno alla torre, stando ben attenta ad inventare una scusa plausibile con i suoi amici per quel rientro anticipato. I giorni successivi erano passati troppo lentamente per la ragazza, che più il tempo passava meno riusciva a sopportare quella subdola tortura. Aveva provato a resistere, cercando di non pensarci, distraendosi con lo studio ma persino la notte quel dannato aggeggio infernale non la lasciava in pace, con l'unico risultato di far aumentare a dismisura le sue occhiaie. Il suo orgoglio grifondoro tuttavia le impediva di tornare da Severus, pregandolo di porre fine a quella situazione, così una sera di qualche giorno dopo aveva deciso di mettere da pare la vergogna e parlare alla sua migliore amica, aveva necessariamente bisogno di un cervello in più. Ginevra Weasley, al racconto dell'amica era scoppiata in una fragorosa risata, iniziando a capire la vera motivazione degli strani comportamenti della riccia nei giorni precedenti. Avevano parlando a lungo, tentando di trovare una soluzione che non includesse il perdere la dignità, e quella piccola sfida, da parte di Hermione ed alla fine erano giunte alla conclusione di aver bisogno della biblioteca, in modo particolare della sezione proibita, per capire se ci fosse un qualsiasi incantesimo che potesse servire in quella situazione.
Mi infilai le sneaker e scesi velocemente le scale che conducevano alla sala comune, chiudendo la porta della mia stanza dietro di me. Ginny era già in piedi accanto al ritratto della signora grassa ad aspettarmi con il mantello di Harry stretto al petto. Appena mi vide mi fece segno di non parlare con il dito, probabilmente gli altri ragazzi erano ancora svegli e si aggiravano per le camere, difatti pur essendo sera era da pochissimo passato il coprifuoco e molto probabilmente per il castello c'era ancora qualche studente in piedi, soprattutto dell'ultimo anno a cui era concesso attardarsi un po' di più. Annuii al suo gesto, data la nostra complicità non erano necessarie le parole, inoltre sapevamo qual era il piano: andare nella sezione proibita coperte dal mantello dell'invisibilità per non farci vedere e iniziare a cercare qualche libro che contenesse la soluzione per quel mio" piccolo problema". Uscimmo dal buco del ritratto e Ginny coprì entrambe, scendemmo rapidamente le scale e ci incamminammo verso la biblioteca. Gin e se non dovessimo trovare nulla di utile? Sussurrai all'orecchio della mia amica, mentre camminavamo. Ci penseremo poi, ora stiamo solo attente a non farci beccare, non voglio passare la giornata in punizione domani. Ribattè Ginny, fermandosi davanti la porta della biblioteca. Fortunatamente non c'era nessuno nei paraggi, afferrai la bacchetta tirandola su dal fodero attaccato alla coscia e la puntai in direzione della porta. Alohomora. Sussurrai e con un rumore di ferro la serratura del portone si aprì. Con la coda dell'occhio vedevo Ginny continuare a guardarsi intorno per essere certa che non ci fosse nessuno. Tirai fuori la mano dal mantello e spinsi la porta, la quale si scostò con un cigolio sinistro. Afferrai Ginny dal braccio e la trascinai dentro velocemente, accostando la porta dietro di noi. Lasciala socchiusa Gin, o farà troppo rumore la serratura! Parlai, uscendo dal mantello, mentre Ginny toglieva la mano dalla maniglia della porta. Va bene, ma facciamo in fretta. Rispose la roscia, iniziando ad incamminarsi verso la sezione proibita. Attraversammo l'intera biblioteca arrivando alla fine, girammo a destra e il corridoio contenente libri proibiti ci si parò di fronte. Lumos. Sussurrai, sentendo dietro di me Ginny fare lo stesso, le tenui luce delle bacchette rischiararono l'oscurità in cui era immerso il corridoio ed iniziammo a scorrere lo sguardo sulle varie copertine, leggendone i titoli. Passarono svariati minuti, lessi decine di titoli ma nessuno sembrava fare al caso mio. Gin, hai trovato qualcosa? Mi girai in direzione della mia amica. La vidi passare la bacchetta dalla mano destra a quella sinistra dove teneva appoggiato il mantello di Harry e allungarsi, sfilando un grosso tomo marrone dal suo posto. Forse...guarda qui. Ribattè, mostrandomi il libro. Mi avvicinai a passi rapidi e buttai l'occhio sulla copertina, Ginny lo aprì velocemente arrivando alla pagina dell'indice. La vidi scorrere con il dito sulla carta ingiallita e fermarsi al paragrafo 7. Incantesimi di arresto. Mormorai, scorrendo ancora le righe con lo sguardo. Arrestare il tempo, arrestare il movimento, arrestare ... un fruscio poco lontano da noi ci fece alzare la testa di scatto. Con un gesto rapidissimo presi il libro dalle mani di Ginny, spegnendo la bacchetta, lei coprì entrambe con il mantello e spense anche la sua, facendoci ripiombare nell'oscurità. Ci girammo e dal buco lasciato dal libro vidi passare un'ombra scura nel corridoio accanto. Rapidamente afferrai Ginny per la felpa e la trascinai, iniziando a camminare tornando sui nostri passi. Arrivate alla fine del corridoio facemmo per svoltare a sinistra ma i nostri copri si bloccarono appena in tempo per non finire addosso a qualcosa che si stava muovendo nella nostra stessa direzione. Ginny mi tirò prontamente verso destra, schivandolo per un soffio. Godric!E' Piton! Ginny sussurrò, portandosi una mano davanti alla bocca per non far sentire il respiro accelerato. Voltai lo sguardo e lo vidi, fermo davanti a noi, nel buio era terribilmente inquietante. Una scossa di adrenalina mi scese lungo la schiena ed istintivamente feci un passo indietro, costringendo anche la mia amica a farlo. Lo vidi guardarsi intorno, la luce della luna filtrava dalle finestre illuminando il corridoio centrale. Passò lo sguardo attentamente intorno a lui, poi si mosse facendo un passo nella nostra direzione. Afferrai la mano di Ginny e la tirai ancora indietro, leggermente verso sinistra per non finire addosso alla parete. Sapevo perfettamente che aveva percepito qualcosa, nonostante non potesse vederci, sapeva che qualcuno era li. Lo vidi guardarsi ancora intorno con circospezione, afferrando la bacchetta da sotto il mantello. Restammo immobili nella nostra posizione, aspettando la prossima mossa. Sentii Ginny trattenere il respiro, mentre i suoi occhi resi ancor più scuri dalle tenebre si soffermavano esattamente su di noi. Spinsi leggermente Ginny in direzione della porta e molto, molto lentamente iniziammo a muoverci, gli passammo accanto sfiorandolo quasi con il mantello, mentre i suoi occhi continuavano a restar puntati nel punto in cui eravamo ferme prima. Quando il mio corpo passò a pochi centimetri dal suo lo vidi ispirare prepotentemente dalle narici. Merda. Maledetto shampoo. Fu l'unica cosa che riuscii a pensare prima che quel dannato attrezzo in mezzo alle mie gambe iniziasse a vibrare come mai prima. Le mie gambe divennero della stessa consistenza del budino, il mio corpo reso ormai ipersensibile da giorni e giorni di quella tortura rispose con una rapidità inaudita, strappandomi un ansimo. Percepii Ginny afferrarmi sotto braccio, tappandomi la bocca con una mano mentre mi trascinava lungo il corridoio. Uscimmo velocemente dalla porta ed appena girammo l'angolo per imboccare le scale quell'arnese cessò di vibrare, ridandomi la possibilità di respirare normalmente. Salimmo le scale velocemente, Ginny mi teneva ancora per un braccio, attraversammo il buco del ritratto e finalmente uscimmo da sotto il mantello. Herm, ma cosa ti è preso? Hai rischiato di farci beccare! Disse Ginny, mentre entravamo in camera e ci buttavamo sul letto insieme al libro. Quel maledetto coso, ha iniziato a vibrare come un dannato! Non lo sopporto più! Iniziai, prendendo il libro tornando all'indice. Io penso che Severus sapesse che eravamo li, quando gli siamo passati accanto deve aver sentito il profumo del mio shampoo. Finii, mentre Ginny si accomodava accanto a me, guardando il libro. E tu proprio stasera dovevi decidere di lavarti i capelli, non potevi farlo dopo tornate? Alzai leggermente lo sguardo, iniziando a ridere. Passarono svariati i minuti, leggemmo tutto il capitolo ma non c'era nulla che potesse essere utile. Dopo una buona mezzora chiusi il libro gettandomi malamente sul materasso. Gin!!Non c'è nulla...cosa facciamo ora?? Domandai, esapserata. Sentii la roscia sbuffare, agitandosi sul letto. Herm...ti è rimasta un'unica soluzione e sai qual è. RIbattè, passandosi una mano sulla fronte. No Gin, non andrò da lui, è una cosa di principio! Anche se mi manca terribilmente....ma non posso! Non posso lasciarlo vincere così! Tornai a sedere, guardando la mia migliore amica con una faccia da cane bastonato. Herm, lo so che è una cosa di orgoglio, credimi brucerebbe anche a me! Ma non possiamo fare altro, te non puoi continuare a stare così....anche se ammetto che è decisamente divertente e che il tuo futuro marito è decisamente un sadico ma non puoi continuare così. E poi lo hai detto tu stessa che ti manca....da quant'è che non vi vedete? Una settimana quasi? Il tuo umore è nero, ed anche le tue occhiaie lo sono. Finì, prendendomi una mano. Sospirai, buttandomi un'altra volta con la schiena sul letto. Aspetta, mi è venuta un'idea! Vidi Ginny saltare sul letto sorridendo malignamente. Ossia? Dissi, incuriosita. Hai detto che è da un po' che non vi vedete...quindi suppongo che non manchi solo lui a te ma anche te a lui...mi guardò, con in faccia stampata un'espressione degna di un serpeverde. Continua... ribattei, incalzandola. Ho un piano che beh...non farà vincere te ma diciamo...un pareggio, meglio di niente no? Mi rialzai, tornando seduta, annuendo. Domani se non sbaglio non abbiamo pozioni...ma il tuo caro maritino invece avrà lezione....e bene, avrà una piccola sorpresa subito dopo la fine dell'ultima ora! Ginny mi esplicò il suo piano, che infondo non era altro che prendere per la gola Severus. Finì di parlare dicendomi che si sarebbe fatta trovare in sala comune dieci minuti prima della fine dell'ultima ora e mi intimò di pensare ad una scusa credibile da dire alla McGranitt per poter uscire qualche minuto prima del suono della campanella. Ci sorridemmo complici e dopo esserci augurate la buonanotte mi spogliai, infilandomi sotto la morbida trapunta.
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Normal Rebel, Hermione Granger-Severus Piton
RandomUna storia diversa tra la studentessa più brillante (e ribelle) della scuola e il professore più cinico e bastardo del castello. Se siete quanto meno curiosi di sapere di cosa tratterà questa FF entrate e leggete il prologo e poi deciderete se conti...
