Bene, eccomi con un nuovo capitolo. Come già detto in passato, questo è l'ultimo capitolo che avevo scritto, in teoria perchè all'inizio avevo pensato di terminarla così. Tuttavia ora ho cambiato idea e voglio continuarla. Detto ciò però sto faticando a capire come vorrei farla continuare. Spero non mi prenda il famoso "blocco dello scrittore", non che io mi reputi tale, anzi. :D Il capitolo tredici dunque inizierò a buttarlo giù da domani. Da quello che la mia testolina malata ha immaginato fin'ora, credo che i nostri personaggi abbiano tribolato abbastanza in questo inizio, (alla faccia dell'inizio, 12 capitoli!), per cui credo proprio che dai prossimi capitoli in poi la storia proseguirà più tranquillamente, mi concentrerò sull'evoluzione del rapporto di Sev ed Herm, (ed anche sulle scene più piccantine! XD) non che sulle varie difficoltà che incontreranno (stiamo sempre a parlà de sti due eh), ma non escludo assolutamente qualche altro colpo di scena! Vediamo dove mi porterà Cervellinobacato! Ringrazio sempre infinitamente chi commenta e chi vota! Ellis
P.S. Posto delle foto, dato che c'è un Severus Piton in versione differente e non sono sicura di aver descritto al meglio la cosa, quanto in realtà meriti. (Perchè mi eccita una cifra in queste vesti) :D Le troverete alla fine, il sito da dove sono prese è sempre lo stesso del precedente capitolo (Pinterest)!
CAPITOLO DODICESIMO – COMBATTI
Ero seduto nell'ufficio rotondo di Silente da quasi cinque minuti e quel vecchio rincitrullito a parte offrirmi da bere, ancora non si era degnato di guardarmi. Mi stavo spazientendo. Aveva la testa infilata in una pergamena del ministero che ara arrivata via gufo appena avevo varcato la soglia. Mi schiarii la voce per attirare la sua attenzione. Perdonami, Severus, affari importanti dal ministero... disse Albus, alzando la faccia dal foglio e guardandomi, appoggiandolo davanti a se. Sbuffai. Mi hai fatto chiamare tu, se sei impegnato posso anche andarmene. E feci per alzarmi dalla poltrona. No figliolo, resta. Il ministero potrà attendere, domani, quando il castello sarà vuoto e tutti saranno in gita ad Hogsmeade riprenderò da dove ho lasciato, ma ora voglio sapere... lo vidi guardarmi da sopra gli occhiali a mezza luna. Mi rimisi a sedere e sbuffai un'altra volta, tenendo la testa bassa ed i capelli a coprirmi il volto. Cosa Albus? Cosa vuoi sapere? Gli dissi, esasperato. Lo vidi alzarsi dalla poltrona e girare intorno alla scrivania. Mi pare ovvio, Severus, voglio sapere come va con la nostra cara Hermione...il vostro rapporto...come procede? Mi chiese mentre lentamente percorreva la distanza che mi separava da lui, fino a fermarsi accanto a dove ero seduto. Meravigliosamente bene. Ringhiai, incazzato fino al midollo. Sono contento, ragazzo mio, sono contento...ma allora.... Guardami un secondo. Posò una mano sulla mia spalla per farmi alzare la testa nella sua direzione. Merda. Imprecai dentro di me. L'aveva visto. Provai a tergiversare. Albus ti conosco perfettamente, non ho bisogno di guardarti, ti ricordo. Risposi acido, girandomi dalla parte opposta. Per tutta risposta il mago accanto a me rise. So bene che mi ricordi, non è per quello infatti che voglio che tu mi guardi. Suvvia, non fare il pauroso. Disse ridendo. Sbuffai per la terza volta, sapeva quanto fossi orgoglioso. Non mi sarei mai tirato indietro. Mossi la testa, mi girai e la alzai nella sua direzione. I capelli si spostarono all'indietro. Lo vidi guardarmi lo zigomo, ancora livido dal pugno che mi aveva rifilato quella maledetta. Scoppiò a ridere. Talmente forte che quasi mi dovetti tappare le orecchie. Infastidito feci per alzarmi. Spostai la sedia ma mi trattenne per un braccio. Severus, perdonami, non voglio mancarti di rispetto... tentò di restare serio...inutilmente, ma è una cosa troppo divertente! E scoppiò a ridere nuovamente. Io mi afflosciai sulla poltrona. Abbattuto. Ah ah. Si Albus, davvero molto divertente. Vedi come sto ridendo! Gli risposi acido. Stringendo i pugni sui braccioli. Hai ragione, figliolo, scusami ancora. Sorrise, tornando a sedersi al suo posto. Ha un bel pugno la nostra fanciulla... devi averla fatta infuriare seriamente per averti colpito in quel modo. Non risposi, mi limitai ad alzare le spalle restando in silenzio. Beh... continuò tutto pomposo... è una guerriera, da vera grifondoro si fa rispettare! Sentenziò drizzando la schiena, pieno di orgoglio. Io lo guardai male.... Da vera grifondoro è una saccente, arrogante, indisciplinata, ribelle, trasgressiva ed anche manesca! Gli risposi, sibilando. Silente per tutta risposta sorrise. E' una ragazza forte, Severus, che ha vissuto tante esperienze brutte, cose che l'hanno segnata nel profondo...sai in un certo senso mi ricorda te. Severus, siete più simili di quanto pensiate. Mi disse guardandomi con uno strano luccichio negli occhi. Credo che la demenza senile si stia facendo sentire Albus, vedi i fischi per i fiaschi! Ringhiai, procurandogli l'ennesima risata. Magari hai ragione, ragazzo mio, magari hai ragione...ma permetti ad un vecchio mago nostalgico della gioventù e dell'amore di fantasticare guardando voi giovani... mi disse sorridendo. Sbiancai. Ma quale amore? Albus, ti sei bevuto il cervello insieme al vino? Soffiai, come un gatto, alzando un sopracciglio. Suvvia, Severus, non fare il troglodita! Si vede lontano chilometri che tra te e la nostra principessa grifona c'è dell'attrazione! Non ero sicuro di aver sentito bene, sapevo solo di avere la bocca aperta. Silente vedendo la mia espressione rise nuovamente. Non importa figliolo, sappi solo che...qualunque cosa succede, io sono dalla vostra parte!! Disse le ultime parole portandosi la mano sul cuore in segno di giuramento. Io non sapevo se fossi più basito per quello che aveva appena detto riguardo all'attrazione o per la proposta che mi stava facendo di una possibile relazione professore/studentessa. SCANDALOSO. Dissi soltanto, alzandomi e andando verso la porta. Se è tutto io vado, buonanotte Albus. Aprii la porta velocemente senza dargli il tempo di rispondere e scesi. AVEVO BISOGNO DI UN LITRO DI WHISKY. Altro che vino. Percorsi velocemente i corridoi, fregandomene anche di controllare se non ci fossero studenti in giro ad infrangere qualche regola. Avevo solo bisogno di spegnere il cervello in quel momento. Arrivai davanti la porta del mio ufficio. Aprii la maniglia ed entrai. L'ufficio era illuminato dal fuoco del camino, camminando vidi una grande scatola sopra la mia scrivania. Che cosa sarà? E soprattutto chi l'ha portata qui dentro? Pensai tra me e me bloccandomi sul posto, guardingo. Mi avvicinai alla scatola, guardandola per cercar di capire da dove provenisse. Non vedendo nulla mi avvicinai ancora. La luce del camino non illuminava abbastanza così accesi le torce. Aprii il primo lato, un forte odore di terra mi fece spostare la faccia di lato, aprii il secondo lato e.... un grido acuto squarciò l'aria facendo tremare i vetri delle finestre. Indietreggiai tenendomi le mani premute sulle orecchie. Il rumore era talmente forte da non riuscire neanche ad avvicinarmi alla scatola per richiuderla. Cosa cazzo ci fa una mandragola nel mio ufficio? CHI CAZZO HA MESSO QUEST'ESSERE QUA DENTRO.... Pensavo furioso mentre cercavo di fare qualcosa per evitare di svenire. Quando finii di formulare l'ultima frase un'intuizione mi colpi in pieno. GRANGER!! Urlai. Tenendomi sempre le mani sulle orecchie. Più il tempo passava più sentivo le forze venire meno, quel suono era troppo acuto, mi stava distruggendo i neuroni del cervello. Non sapevo cosa fare. Quella dannata pianta continuava ad urlare. Le mie mani non bastavano più a ripararmi da quegli ultra suoni. Piano piano iniziai a vedere le immagini davanti a me farsi sfocate e dopo poco tutto divenne buio.
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Normal Rebel, Hermione Granger-Severus Piton
SonstigesUna storia diversa tra la studentessa più brillante (e ribelle) della scuola e il professore più cinico e bastardo del castello. Se siete quanto meno curiosi di sapere di cosa tratterà questa FF entrate e leggete il prologo e poi deciderete se conti...
