cap.30

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CAPITOLO TRENTESIMO – RITORNI

Ero appoggiata al bancone della cucina, con in mano la mia solita tazza di thè, mentre aspettavo mio figlio e mio marito che scendessero per fare colazione. Spostai leggermente lo sguardo accanto alla porta, dove il mio baule era già pronto da ieri, al contrario degli altri due, che ancora non avevano piegato neanche i loro vestiti. Sospirai, pensando all'indomani. Quello era l'ultimo giorno di vacanze natalizie poi saremmo dovuti tutti tornare al castello. Era stata una decisione difficile...quell'estate io e Severus avevamo passato momenti delicati pensando al nostro futuro. L'allora preside di Hogwarts Silente era venuto a mancare alla veneranda età di 128 anni, lasciando un grande vuoto in tutti i nostri cuori, soprattutto in quello di Severus e di Alan...erano così legati, ma oltre all'immenso vuoto emotivo aveva lasciato anche il posto di preside vacante. La lettera da parte di Minerva era arrivata poco dopo il funerale, chiedeva a Severus di prendere il posto di Albus, mantenendo il ruolo di insegnante di pozioni non che capocasa Serpeverde e, con enorme sorpresa di tutti, aveva annunciato il suo pensionamento, chiedendo a me di sostituirla, divenendo quindi vicepreside, insegnante di trasfigurazioni non che capocasa Grifondoro. La scelta ci aveva tormentato per giorni, mentre Severus non si sentiva pronto a prendere il posto lasciatogli dal suo più fedele e forse unico vero amico, io non ero certa di voler lasciare il San Mungo e la professione di medimaga. Alla fine la fedeltà e l'amore per quella scuola aveva prevalso, facendoci accettare dopo settimane di incertezze e ripensamenti. A settembre quindi, eravamo partiti tutti e tre con direzione Hogwarts, Alan era tornato nei suoi dormitori, mentre io e Severus avevamo preso gli alloggi privati appartenuti a Silente accanto alla presidenza che, con qualche piccola modifica, erano apparsi perfetti. Sapevamo entrambi che ci avrebbe atteso un anno decisamente stancante, con tutto quel lavoro. I miei pensieri vennero interrotti da una chioma nera corvina che, salutandomi a mezza bocca, si accomodava al tavolo in salotto infilando la testa nella sua tazza di latte, cacao e cereali. Buongiorno anche a te Al... sorrisi, sapendo che non mi avrebbe degnata di uno sguardo, non prima di aver ingurgitato tutta quella brodaglia...era terribilmente simile al padre. Passai il peso da un piede all'altro guardando il profilo di mio figlio. Capelli corvini gli ricadevano scompigliati ai lati della testa, non lisci come quelli di Severus ma, fortunatamente, neanche ricci come i miei...diciamo mossi. La pelle chiara come quella del padre, ma il mio nasino...per fortuna! Quell'osservazione mi fece sorridere. La cosa più particolare però erano gli occhi...enormi occhi verde scuro. Ricordo ancora la faccia di Severus quando, appena nato, lo aveva preso in braccio guardandolo. Sei sicura che non sia figlio di Potter? Aveva detto, facendomi ridere. Ero decisamente sicura...e se non bastava il suo carattere la conferma era arrivata il giorno dello smistamento lo scorso anno. Ricordo l'orgoglio dipinto sul volto di entrambi quando il capello lo aveva spedito dritto dritto a serpeverde. Severus si era alzato dalla sedia applaudendo in direzione del figlio, sorridendo come poche volte gli avevo visto fare. La tavolata intera aveva esultato creando un grande baccano per tutta la sala. Erano stati momenti di tensione quelli di poco prima...il cappello parlante aveva notato la sua intelligenza brillante, la sua curiosità innata, la sua determinazione e la sua forte astuzia, ma anche un certo quantitativo di coraggio e di solidi valori di rispetto e lealtà. Io e Severus ci eravamo guardati ed io avevo sorriso, sicura che finisse tra le righe dei Grifondoro. La mia disfatta era arrivata poco dopo, facendomi però sorridere ugualmente.

Tuttavia, nonostante le ore passate nel laboratorio del padre fin dalla più tenera età ed i geni Piton, che per metà costituivano il suo corredo genetico, pozioni non era la materia in cui Alan eccelleva maggiormente, con grande disapprovazione del padre, non che suo insegnante. Difesa contro le Arti Oscure era invece il suo vero talento. Quel bambino aveva un potenziale magico enorme, fuori dalla norma, ed era stato evidente a tutti quando a neanche un anno aveva fatto esplodere tutti i vetri e gli specchi di casa a causa di uno scoppio di magia involontaria. Era decisamente il primo della classe, aveva imparato a duellare grazie anche ad Harry...zio Harry...ed a volare con la scopa, anche se non ne aveva voluto sapere di entrare a far parte della squadra di Quidditch, con grande gioia del padre. Alan era prodigioso con la bacchetta in mano. Dei passi sulle scale mi fecero ridestare dai miei pensieri, mi staccai dal piano della cucina camminando in direzione del tavolo dove era seduto Alan. Ngiorno tesoro... mormorò Severus, stampandomi un bacio sulle labbra, prima di abbassarsi a baciare la testa di suo figlio, per poi accomodarsi sulla sedia davanti a lui afferrando la tazza di caffè nero senza zucchero. Gli sorrisi, spostando poi lo sguardo sulla colazione di Alan che per metà era ancora tutta li... COSA? Quel pensiero mi diede un impulso di avvertimento. Alan...c'è qualcosa che non va nella tua colazione? Chiesi, fissando mio figlio che a testa bassa giocherellava con il cucchiaio. No...mamma, va....va tutto bene. Rispose, mentre io mi avvicinavo a lui, appoggiando la tazza che ancora avevo in mano sul tavolo. E come mai allora non stai mangiando? Domandai, ancora, poggiando un palmo sulla superficie di legno, mentre con l'altra mano gli accarezzavo i capelli. Non ho molta fame mamma... La sua risposta mi lasciò di sasso. C'era decisamente qualcosa che non andava se mio figlio, dodici anni, in piena età di sviluppo non aveva fame a colazione, per giunta. Al... amore... è strano che tu non abbiamo fame....non...non ti senti bene? Ribattei, alzando lo sguardo poi su mio marito che alle mie ultime parole sollevò la testa dal suo caffè, iniziando a mettere in moto gli ingranaggi del cervello. Mamma no...sto bene... è solo che... Conoscevo mio figlio e sapevo che quando iniziava così c'era realmente qualcosa che non andava. Scoccai un'ultima occhiata a Severus che era rimasto immobile a fissare Alan con la tazza sospesa a mezzaria, mentre spostavo la sedia accanto per sedermi. Amore...sai che se c'è qualche problema, qualunque, a noi puoi dire tutto...io e tuo padre cercheremo di aiutarti. Dissi, guardando prima Alan e poi Severus che per fortuna era uscito dal suo stato di catalessi ed aveva appoggiato nuovamente la tazza sul tavolo. Lo so mamma...è che voi... adesso, tra poco, torneremo ad Hogwarts... Rispose, abbassando ancora di più la testa. Guardai mio marito, sentivo le rotelle del suo cervello lavorare velocemente per cercare di capirci qualcosa, insomma come me. Si, Al...non sei contento? Ribattei, tornando a guardarlo. Si...cioè no... La sua risposta mi fece sussultare, girai lo sguardo vedendo negli occhi di Severus un lampo di preoccupazione. Come mai? Parlò, finalmente, dandomi manforte. Cioè, non è che non sono contento lo sono...è che...perché non posso stare con voi? Nei vostri alloggi intendo...La sua domanda mi lasciò ancora più impietrita mentre il sopracciglio di Severus scattava terribilmente verso l'alto. Amore...non capisco perché questa domanda ora...neanche ad inizio anno lo hai chiesto... Risposi. Al...non puoi stare con noi perché è giusto che tu viva gli anni di scuola come abbiamo fatto ai nostri tempi io e tua madre...con i tuoi compagni di casa...Rimboccò mio marito, seguendo la mia risposta. Ma papà...nonno Albus me lo avrebbe concesso...lui mi lasciava fare tutto quello che volevo. Parlò mio figlio, assumendo un'espressione triste che mi fece stringere il cuore. E' proprio questo il problema, avere troppe concessioni non è positivo come pensi tu... Non puoi fare sempre come ti pare...e a quest'ultima frase voltò lo sguardo, fissandomi, mentre io gli rispondevo con una smorfia, sapevo cosa stava intendendo, infondo c'erano anche i miei di geni in Alan. E poi nonno Albus purtroppo non c'è più...e poi immagina...saresti felice di sapere che i tuoi compagni pensino che tu abbia dei privilegi...o peggio...dei voti alti, solo perché sei il figlio del preside e della vicepreside non che tuoi insegnanti? Chiese Severus. Vidi Alan alzare lo testa, guardando il padre con uno sguardo tipicamente Grifondoro, riconobbi quella fiamma di orgoglio che mi aveva fatta pensare quasi con certezza che sarebbe stato un perfetto Grifone. No papà, non voglio che nessuno pensi questo di me. Disse, con una determinazione spaventosa che fece sorridere Severus. Alan era il suo orgoglio più grande. Bravo... è per questo che resterai con i tuoi compagni, così da poter dimostrare quanto vali...anche se sappiamo tutti che sei il migliore. Finì, facendomi scuotere il capo sorridendo. Va bene...è solo che... Alan riabbassò la testa...non era mai stato un bambino capriccioso, sapevamo entrambi che quando insisteva c'era un motivo valido di fondo. Amore...ascolta...hai qualche problema con i tuoi compagni...qualcuno che...non so ti infastidisce? Chiesi, vedendo gli occhi di mio marito tingersi ancor di più di preoccupazione e...rabbia. Sapevo la motivazione... e sapevo che avrebbe messo il figlio sotto una teca di cristallo se avesse potuto. No mamma...no...nessuno mi da fastidio... è solo che ecco c'è...c'è una ragazza... Rispose, torturandosi le mani incrociate sopra il tavolo. Oh...una ragazza... Ribattei, spostando lo sguardo su mio marito che sorrideva dietro la sua tazza di caffè. E chi è questa ragazza? Domandai. La conoscete... è del mio anno... rispose. E' una serpverde? Ribattè Severus, guardando Alan da sopra il bordo della tazza. Si... annuì, mentre il sorriso di mio marito si allargava. Bravo Al...le grifondoro portano solo guai. Rispose ridacchiando, beccandosi l'ennesima smorfia da parte mia, ti piace lei? Chiesi, ora decisamente incuriosita. Si...mi piace...lei è molto bella ed intelligente... e sveglia...ha un carattere forte ed è davvero determinata... venne interrotto da Severus. Al...perdonami, dicci almeno di chi stiamo parlando. Disse, riprendendo la tazza per continuare a bere il caffè. Ariana... Disse Alan. Sentii Severus strozzarsi leggermente con il caffè, facendo un paio di colpi di tosse mentre l'immagine di quella ragazzina terribilmente vispa, con due enormi occhi blu ed una cascata di capelli biondo platino mi passò davanti agli occhi. Ariana Narcissa Malfoy? La figlia di Drago e Astoria? Domandò, per accertarsi di aver capito bene. Si papà lei...ve lo avevo detto che la conoscevate... Ribattè, mentre Severus soppesava l'idea della piccola Malfoy. Ariana era nata poco dopo Alan, Draco e Astoria si erano sposati qualche mese dopo ma quasi tutti sapevamo che lei fosse già incinta, insomma...un po' come me. Al...se lei ti piace e...mi pare di ricordare che abbiate un bel rapporto...cosa c'è che ti preoccupa? Parlai, tornando al nocciolo della questione. Mamma...lei mi piace e penso di piacere anche io a lei... voltai lo sguardo trattenendo una risatina mentre Severus guardava il figlio decisamente compiaciuto, aveva approvato la piccola di casa Malfoy. E' solo che vedete ...Ariana è molto curiosa... io e lei facciamo praticamente tutto insieme, non ci separiamo mai...e poco prima dell'inizio della scuola...lei ha trovato un libro a casa sua...credo appartenesse al nonno o almeno così dice lei... Al sentir nominare Lucius i miei sensi si allertarono e così quelli di mio marito che prestò ancora più attenzione a ciò che stava dicendo il figlio. Io non dovrei dire queste cose, ho promesso di mantenere il segreto...ma sto iniziando a preoccuparmi...promettete che non farete nulla per ora? Ci guardò con gli occhi lucidi. Alan, non posso prometterti questo...ma confido nel tuo buon senso. Mi precedette Severus, rispondendo al figlio. Va bene...comunque Ariana ha trovato questo volume nella libreria del manor, io so che Drago le ha sempre proibito di salire ai ripiani più alti ...ma lei è fatta così, non le si può dire di no, fa sempre ciò che vuole... in realtà mi piace anche per questo... vidi con la coda dell'occhio Severs guardarmi, mentre cercavo di coprire con la mano una risatina. Ai geni Piton piacciono le ragazzine ribelli. Questo libro lo ha portato a scuola e lo ha fatto vedere solo a me, in realtà io e lei siamo gli unici che possiamo prenderlo perché lo tiene nascosto per bene tra le sue cose... il problema è che questo libro è di magia oscura, c'è scritto anche nel titolo. Alle ultime parole di Alan sentii i peli rizzarmisi sulle braccia, dovevo collegare prima...Lucius...mangiamorte, ovviamente. Voltai la testa di scatto verso Severus che d'istinto si era portato una mano sull'avanbraccio sinistro dove sapevo ci fosse ancora il marchio nero. Continua Alan... ti ricordi come si chiama questo volume? parlò, con un tono di voce grave. Si papà...il titolo è... Incanti oscuri ed altre arti... ha una copertina marrone scuro, di pelle... Alan abbassò la testa con un'espressione colpevole in viso. Lo conosco...è magia oscura ma non potenzialmente pericolosa...non è livello avanzato. Rispose subito mio marito, facendomi tirare un sospiro di sollievo. Il fatto è papà...che da quando è iniziata la scuola...beh...spesso io e Ariana ci siamo chiusi nella stanza delle necessità a leggere quel libro... vedete...lei impara le formule a memoria, senza in realtà capire veramente cosa sta leggendo e prova a fare gli incantesimi che però non le riescono quasi mai... Iniziò Alan, venendo interrotto quasi subito. E' logico...anche se non è di livello avanzato è comunque magia di molto superiore alle vostre competenze e conoscenze... disse mio marito, passandosi una mano sulla fronte per tirare indietro i capelli che gli erano ricaduti davanti la faccia. E' questo il punto papà... io invece quel libro lo capisco...capisco e memorizzo facilmente ogni cosa ci sia scritta e...a me gli incantesimi riescono...tutti...ma il fatto è che...quando ho in mano quel volume e leggo quelle cose io mi sento...mi sento strano... il cuore mi iniziò a tamburellare nel petto ed un nodo mi serrò la gola, mentre vedevo Severus guardare ancora più torvo il figlio. In che senso strano Al? Riuscii a domandare con un filo di voce. Mi sento...forte e potente... sento di poter fare del male a qualcuno...mi sento cattivo mamma...io non voglio essere cattivo. Non capisco perché non faccia lo stesso effetto ad Ariana...ho pensato che fossi pazzo...ma ogni volta io mi sento così... una sera siamo usciti di nascosto...dal dormitorio...siamo andati in biblioteca nella sezione proibita a cercare altri libri del genere...lei è curiosa di tutto...lo fa solo per questo in realtà ...ne abbiamo presi un paio...lei ha iniziato a leggerli a bassa voce e mentre li leggeva questa sensazione dentro di me aumentava...cresceva sempre di più...ogni parola, ogni incantesimo che leggeva io mi sentivo attratto...sentivo come una forza dentro di me... e volevo che continuasse...come quando mangio la torta di zia Molly al cioccolato e non vorrei più smettere perché mi piace troppo. Un pomeriggio siamo andati nella stanza delle necessità, Ariana voleva provare alcuni incantesimi che avevamo letto quella volta nella sezione proibita, ma io non volevo, mamma mi sentivo agitato e spaventato. Nella stanza sono comparse delle persone, non vere ovviamente, ma era come se lo fossero. Ariana ha iniziato a provare ma non le riusciva neanche mezzo incantesimo. Poi mi ha spinto a provare...io non volevo...ma alla fine mi ha convinto e... papà, se fossero state persone vere io...le avrei uccise. La frase gli morì in gola... mentre una lacrima rotolava giù per la sua guancia. Mi avvicinai prendendolo tra le braccia, obbligandolo a sedersi sulle mie gambe. Sentivo il cuore che minacciava di uscirmi dalla cassa toracica mentre l'espressione di Severus era buia come la notte. Alan...che incantesimi erano? Domandò, con un tono talmente basso da far fatica a sentirlo. Io...papà...mi dispiace...Balbettò mio figlio singhiozzando mentre si stringeva al mio petto. Alan...voglio sapere che incantesimi erano, poi ti beccherai una bella punizione per aver infranto le regole del castello. Disse, trattenendo la rabbia mentre io lo guardavo male. Lo so papà...me la merito la punizione...solo per favore...non mettere nei guai Ariana...lei non ha fatto nulla di male...è solo curiosa...farò io una punizione doppia se sarà necessario. Sorrisi, al sentire mio figlio parlare così. Questo è molto bello da parte tua Al...ti prometto che cercherò di non mettere Ariana nei guai, anche se capisci da solo che dovrò conferire con Drago per evitare che certi accadimenti succedano nuovamente...ora per favore, dimmi quali incantesimi hai usato. L'espressione di Severus si era addolcita ed anche i singhiozzi di Alan si erano affievoliti. Ne ho usato solo uno...poi mi sono spaventato e sono corso via dalla stanza delle necessità...abbiamo letto questo incantesimo su un vecchio libro di pozioni trovato nella sezione proibita... quando ho recitato la formula mi sono sentito così forte...ma poi ho visto cosa aveva fatto alla persona finta che era apparsa nella stanza e... mi sono terrorizzato. L'incantesimo è...Sectumsempra. Vidi la mandibola di mio marito cadere sul ripiano di legno, i miei occhi si sgranarono talmente tanto da uscire quasi fuori dalle orbite. La mia agitazione si era acuita già a sentir nominare libro e pozioni. I ricordi del libro che Harry aveva trovato nell'aula mi tornarono alle mente come velocissimi flashback, insieme a quelli della guerra. Hai prodotto un sectumsempra, Alan? Domandò Severus, ritrovando appena la sua compostezza. Mio figlio per tutta risposta annuì, con la testa bassa e le guance ancora bagnate di lacrime. Io alzai lo sguardo, intercettando quello di mio marito che aveva un'espressione imperscrutabile. Molto bene...Alan... prima di dire qualunque altra cosa sappi che sei in punizione per tutta la settimana successiva... penso di non doverti dire il perché, sei fin troppo intelligente per arrivarci da solo, detto ciò...voglio rassicurarti sul fatto che non sei pazzo come hai detto...avere dei talenti e delle propensioni verso qualcosa ci rende migliori di altri...anche se si parla di magia oscura. Interruppi Severus infilandomi nel suo discorso. Tanto più che qualcuno alla tua età era come te. Dissi, beccandomi un'occhiataccia di mio marito che mi fece sorridere mentre Alan rialzò la testa, abbozzando anche lui un piccolo sorrisetto. Tuttavia, questa situazione deve essere gestita al meglio...so che se ti vietassi di avvicinarti a certi saperi sicuramente lo faresti lo stesso...e lo faresti da solo...e ciò è la mossa peggiore che tu possa compiere. La magia oscura non è necessariamente accostata al male, dipende dal mago, farne buon uso o meno. Per cui ti darò la possibilità di studiare determinate cose...sotto la mia supervisione, durante i fine settimana, a patto che mi darai la tua parola di non avventurati più su questa strada da solo ...o con Ariana. Finì Severus, guardando intensamente il figlio. Parola di serpe! Rispose con determinazione Alan, scendendo dalle mie gambe lanciandosi tra le braccia del padre. Io con il cuore più leggero, mi alzai, lasciando quei due a giocare e chiacchierare tra di loro e mi diressi verso la cucina per preparare il pranzo.

Normal Rebel, Hermione Granger-Severus PitonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora