cap.25

3.1K 91 14
                                        

Eccoci con il nuovo aggiornamento, colgo sempre l'occasione per ringraziare chi vota e/o commenta. Questo capitolo non è molto lungo, ma decisamente importante! Ellis.


CAPITOLO VENTICINQUESIMO – SORPRESE INASPETTATE

La fatidica serata era infine arrivata, quella in cui io e Severus saremmo andati a parlare con Silente, annunciando apertamente le nozze, quella in cui tutto il castello sarebbe venuto a conoscenza della nostra relazione. La giornata era passata velocemente, tra le lezioni mattutine e lo studio intenso in preparazione degli esami ormai davvero prossimi, il mio umore oscillava costantemente tra la felicità di portare finalmente a termine la mia istruzione, nonche la gioia per l'imminente matrimonio con l'uomo che amavo, ed uno strano mix di angoscia, ansia, agitazione, paura, non solo per le reazioni che sarebbe seguite alla nostra rivelazione, ma anche per il futuro. Difatti poche sere prima avevamo deciso che per i mesi estivi, subito dopo il matrimonio, saremmo andati a vivere nella vecchia casa di Severus, intanto di capire cosa avrei deciso di fare dopo il diploma e prendere poi di conseguenza una casa più adeguata alle nostre esigenze, o tornare al castello. Questo mio continuo bipolarismo psicologico ed emotivo era inoltre accompagnato da uno strano senso di nausea che, a momenti alterni, mi assaliva da almeno tre o quattro giorni, probabilmente a causa di una qualche forma influenzale di stagione o dello stress di quel periodo. A tutto ciò si era aggiunta una Ginevra Weasley a dir poco agguerrita che da una settimana mi tartassava le orecchie ed il cervello con la storia dell'abito da sposa... ma perché non ci si può sposare in jeans e scarpe da ginnastica? Avevo pensato, sbuffando, all'ennesima richiesta di andare a visitare qualche atelier. Alla fine, mancando ormai davvero poco, avevo acconsentito ad andare a visitare una boutique nella Londra babbana, che avevo intercettato su un giornale abbandonato da chissà chi in sala comune, il sabato del primo fine settima a disposizione. Quella mattina quando ero scesa in sala grande per fare colazione, il forte odore di caffè aveva quasi rischiato di farmi rigurgitare la cena della sera prima, costringendomi a fare qualche respiro profondo per calmare il senso di nausea, così avevo deciso di passare in infermeria da Madama Chips prima dell'inizio delle lezioni. L'infermiera, alla mia spiegazione frettolosa mi aveva squadrata con una strana espressione indecifrabile, ma alla fine mi aveva dato una piccola ampolla di vetro marrone con un contagocce e si era raccomandata di prenderne solo due gocce la mattina e di tornare se i miei sintomi non fossero passati nel giro di due o tre giorni.

Herm ancora qui sei? Mancano dieci minuti e tuo marito ti starà aspettando! Ginny entrò in camera come una furia spalancando di botto la porta, mentre io riponevo il contagocce nell'ampolla marrone, richiudendola. Hai ragione Gin, sto andando, ho praticamente fatto. Risposi, posando il contenitore sul comodino, piegandomi ad infilare le scarpe. Ancora non ti senti bene? Poppy non aveva detto solo la mattina quelle? Chiese la roscia, puntando un dito in direzione del comodino. Si Gin...lo so che aveva detto solo la mattina ma lo sai come sono no...lo stress per il matrimonio, gli esami...questa nausea mi sta dando il tormento ormai da più di una settimana. Ribattei, alzandomi, cercando poi di chiudere il bottone e la zip dei jeans. E questi maledetti pantaloni che non si vogliono chiudere! Aggiunsi, saltellando per la camera, provocando a Ginny una rumorosa risata. Ti credo Herm, se continui a mangiare così...nell'ultimo mese ho avuto paura di vederti trasformare il mio fratello Ron! Parlò, sghignazzando ancora. Ehhiii, stai dicendo che sono io ad essermi ingrassata per caso? La guardai con una finta espressione arrabbiata. Se devo essere onesta...forse un paio di chiletti, ma sei sempre stupenda, anzi da qualche tempo a questa parte lo sei di più... Disse la mia amica, attirandomi in un forte abbraccio. Va bene, ti perdono per avermi detto che sono ingrassata sta volta! Risi, staccandomi da lei. Ora vai, mi raccomando stai tranquilla, Silente farà i salti di gioia alla notizia ufficiale e credimi nessuno avrà nulla da obiettare, e se solo qualcuno dovesse provarci beh...lo affatturerò! Mi sussurrò Ginny, spingendomi leggermente verso la porta. Ci vediamo direttamente in sala grande? Le domandai, prima di scendere gli scalini. Si, ti aspettiamo li per cenare! Salutai la mia amica, lasciandola in sala comune, uscendo dal buco del ritratto diretta verso i sotterranei. I corridoi erano pieno di ragazzi che camminavano di qua e di la per il castello, alcuni entravano ed uscivano dalla biblioteca carichi di libri, altri si fermavano a parlottare in piccoli gruppetti. Guardai l'orologio che segnava pochi minuti alle sette, Silente ci attendeva nel suo ufficio alle sette ed io sapevo di essere in ritardo. Accelerai il passo, percorrendo velocemente la distanza che mi separava dall'ufficio di Severus e senza bussare abbassai la maniglia, aprendo la porta. Pensavo non arrivassi più, sei in ritardo. Severus era appoggiato alla scrivania, con le braccia incrociate e lo sguardo puntato su di me. Hai ragione, scusami è che...il solito mal di stomaco. Abbozzai un mezzo sorriso, avanzando, scoccandogli un leggero bacio a fior di labbra. Lo vidi scostare le braccia ed attirarmi contro il suo petto in un caloroso abbraccio, che ricambiai volentieri ispirando il suo profumo che riusciva a calmare ogni emozione turbolenta. Piccola, è un po' che va avanti... troppo per una semplice influenza stagionale. Mi sussurrò, baciandomi la fronte. Alzai lo sguardo, allontanandomi leggermente dal suo petto, leggendo chiaramente nei suoi occhi una certa preoccupazione. E' tutto lo stress di questo periodo...i preparativi del matrimonio...lo studio per gli esami...Ginny che mi sta pressando per scegliere il vestito...e io che pensavo di sposarmi con la t-shirt. Severus sorrise alla mia affermazione, spostandomi una ciocca di ricci ribelli dietro l'orecchio, catturandomi poi le labbra in un bacio passionale. La Weasley intelligente ha ragione...credo che stonerebbe alquanto una t-shirt vicino allo smoking. Disse, a pochi centimetri dalle mie labbra. Il pensiero di quel mago, vestito di tutto punto con lo smoking, con tanto di cravatta e gemelli ai polsini, mi fece sorridere maliziosamente. Non vedo l'ora che arrivi il momento di togliertelo...quello smoking. Mormorai, passandogli la lingua sul labbro inferiore mentre mi teneva ancora le mani sulle guance, ed i nostri volti a pochi centimetri l'uno dall'altro. Un movimento all'altezza del mio ventre mi fece notare che Severus aveva decisamente apprezzato la mia ultima frase. Andiamo, prima che io decida di prenderti all'istante mandando al diavolo Silente. Disse. Mi allontanai, camminando in direzione della porta, sorridendo. Severus si chiuse la porta alle spalle e, allungando il braccio destro mi afferrò la mano, incrociando le dita con le mie, iniziando a camminare. Io per tutta risposta mi girai di scatto, guardandolo con un'espressione perplessa stampata nitidamente in faccia. Alla mia domanda inespressa, ma chiaramente evidente sul mio volto, lo vidi sogghignare, trascinandomi nel corridoio. Al massimo tra pochi giorni, sarebbe comunque stato lo scoop del momento, quindi tanto vale fare le cose per bene. Parlò, ghignando nella mia direzione, con le nostre mani saldamente intrecciate l'un l'altra. Percorremmo tutto il castello, dai sotterranei in direzione dell'ufficio rotondo del preside. Le persone che affollavano i corridoi si giravano a guardarci mentre passavamo mano nella mano, con espressioni scandalizzate. Ma era pur comprensibile, Hermione Granger, principessa grifondoro, salvatrice del mondo magico, miglior studentessa di Hogwarts mano nella mano con Severus Piton, arcigno e bastardo insegnante di Pozioni, mangiamorte, spia e doppiogiochista. Un'accoppiata decisamente particolare. Mano a mano che avanzavamo sentivo il brusio dei ragazzi che iniziavano a parlare tra di loro farsi sempre più forte, nel giro di pochi minuti sapevo che la notizia sarebbe arrivata pure ai quadri del castello. Voltai leggermente lo sguardo alla mia destra. Severus camminava tranquillo, senza degnare di uno sguardo nessuno di coloro che ci guardavano scioccati, con portamento elegante ed un'andatura fiera, il mantello nero che ondeggiava dietro di noi e la mano arpionata alla mia, i nostri corpi vicinissimi. Un sentimento di orgoglio mi divampò nel petto, facendomi sorridere. Dopo pochi minuti arrivammo davanti al gargoyle, sentii Severus pronunciare la parola d'ordine e le scale e chiocciola apparvero difronte a noi. La porta si aprì e ancora mano nella mano entrammo nell'ufficio, Silente era seduto di fronte a noi, dietro la grande scrivania di legno e ci guardava sorridendo. Hermione, Severus, cari ragazzi, vi stavo aspettando...prego accomodatevi. Silente ci fece segno ed avanzando, ci sedemmo sulle due poltroncine davanti a noi. Non feci in tempo ad accavallare le gambe che percepii la mano di Severus riafferrare la mia, sotto lo sguardo attento del preside, facendomi avvampare le guance come poche volte mi era successo. Silente mi sorrise, allisciandosi la lunga barba bianca. Posso intanto offrirvi qualcosa da bere? Domandò poi, passando lo sguardo da me al mio futuro marito, seduto alla mia destra. Mi hanno appena regalato un'ottima bottiglia di vino elfico, Severus, è al solito posto e direi che è perfetta per un'occasione del genere. Finì, posando lo sguardo sul mago di fronte a lui che, con un movimento fluido si alzò, dirigendosi verso una vetrinetta di cristallo. Lo sentii armeggiare con la bottiglia, la quale con un sono pop si stappò e con i calici, che tintinnarono tra di loro mentre venivano tirati fuori dal loro posto, mentre io continuavo a torturarmi le mani con lo sguardo basso ed un groviglio di emozioni che mi stava facendo tornare la nausea. Dopo pochi secondi tre calici pieni a metà di liquido rosso – violaceo erano posizionati davanti ad ognuno di noi. Inutile dire che bastarono un paio di sorsi a farmi rigirare le budella ed a farmi abbondonare decisamente l'idea di berne ancora. Bene, direi che ora possiamo iniziare...a cosa devo questo piacevole appuntamento? Il preside iniziò a parlare, posando delicatamente il calice di vino sulla scrivania. Girai lo sguardo sentendo Severus sbuffare di fianco a me. Albus...non iniziare ti prego, sai benissimo perché siamo qui e non vorremmo restarci più del dovuto, dato che le cose da fare ancora sono molte ed il tempo non così tanto. Ribattè Severus, riacchiappandomi la mano. Vidi Silente ridacchiare e prendere un altro sorso di vino dal calice. Figliolo, vedo che l'amore non ti ha tolto l'acidità neanche di un grammo! Rispose Silente, facendomi sorridere, mentre Severus girava gli occhi al cielo. Sono rinomato per questo, dovresti saperlo che mi chiamano per paesi per il mio sarcasmo. Rimboccò Severus. Ragazzo mio, mi chiedo come faccia a sopportarti questa dolce fanciulla... Silente posò il bicchiere, ridacchiando. Inutile dire che andarono avanti così per almeno dieci minuti buoni, punzecchiandosi a vicenda, mentre io ero impalata su quella sedia a girare la faccia dall'uno all'altro, con lo stomaco sottosopra ed un leggero accenno di mal di testa che quella scenetta mi stava procurando. Tutto avrei immaginato, meno di dover assistere ad un incontro di battute ironiche e sarcastiche tra due maghi. Sospirai, girando gli occhi, all'ennesima risposta piccata di mio marito, seguita subito dopo da un'altra battuta del preside. Se tutto quel siparietto all'inizio mi era sembrato decisamente divertente e simpatico, adesso il mio umore era decisamente mutato, provocandomi un certo grado di irritazione. Non vorrei interrompere questo momento ludico mi intromisi, con un tono di voce particolarmente alto, ma è decisamente arrivato il momento di finirla. Sorrisi al vecchio mago seduto di fronte a me e, voltando lo sguardo, fulminai il mio futuro marito, se solo si fosse azzardato a dire qualcos'altro. Un forte moto di nausea mi costrinse e stopparmi un secondo, obbligandomi ad un paio di respiri profondi. Finire. Finire rapidamente e correre in camera. Quello fu l'unico pensiero in quel momento. Preside Silente, come tutti ormai qui abbiamo più che capito... tinsi l'ultima frase con una certa quantità di sarcasmo, io e Severus tra poco più di un mese ci sposeremo, precisamente il dieci giugno. Vidi Silente sobbalzare sulla sedia, con un sorriso a 54 denti. Ma in realtà, il vero motivo per cui siamo qui è un altro... Avremmo scelto come luogo proprio il castello...vorremo quindi sapere se ci è accordato il permesso di celebrare le nozze qui... Silente iniziò a battere leggermente le mani come farebbe un bambino, provocando a me un risolino ed a Severus l'ennesimo sbuffo. Permesso certamente accordato figlioli! Rispose, il preside, che non stava più nella pelle per la gioia. La ringrazio infinitamente preside...inoltre vorremmo comunicarle che saranno presenti, oltre al corpo docenti, la famiglia Weasley al completo e qualche altro invitato...ed anzi, a proposito degli insegnanti... Silente interruppe la mia frase a metà. Non preoccupatevi, a questo penserò tutto io! Mi anticipò, gesticolando allegramente. Le sarei davvero riconoscente...e come ultima cosa io e Severus avremmo preso una decisione circa chi celebrerà le nozze...e vorremmo sapere se lei fosse disponibile e ..insomma vorrebbe...celebrare il nostro matrimonio. Finii ed a quel punto Silente non si trattenne più. Iniziò a piangere tirando fuori un grosso fazzoletto di stoffa bianco dalla manica. Io mi girai perplessa, guardando Severus che per tutta risposta alzò per l'ennesima volta gli occhi al cielo, sbuffando. Te lo avevo detto che sarebbe finita così. Brontolò, mentre io tornavo a guardare il vecchio preside che si soffiava il naso. Cari ragazzi, sono così commosso... non potete immaginare quanto io abbia aspettato questo momento. La mia risposta è assolutamente si. Disse Silente, sistemandosi gli occhialini sul naso. io di rimando sorrisi allegramente ma mi bloccai vedendo l'espressione corrucciata di Severus. Albus...che vuol dire non potete immaginare da quanto tempo io abbia aspettato questo momento? Severus ripete le parole del preside, che a me erano, in quel momento di felicità, sfuggite. Mi girai e per una frazione di secondo lessi chiaramente sul volto dell'uomo un leggero senso di colpa. Vuol dire che il caro preside ad inizio anno, quando ti ha affidato la ragazza, già sapeva o meglio, immaginava... e poco prima delle vacanze ha scommesso 100 galeoni su quando sarebbe successo tutto questo. Ed aggiungo, meno male che siamo quadri o a quest'ora saremmo tutti più poveri! Il preside Phineas, serpeverde, rispose a Severus dalla sua cornice, facendoci girare verso di lui. Inutile dire un'altra volta che i due ricominciarono a battibbeccarsi peggio di prima ed il mio mal di testa ad aumentare. Mi portai una mano alla fronte, massaggiandomi le tempie, mentre frasi taglianti e battutine sarcastiche volavano da una parte all'altra del grande tavolo. Probabilmente se mi fossi sentita bene tutta quella situazione mi avrebbe fatto scompisciare dal ridere, ma in quel momento mi stava solo portando troppo vicina all'esasperazione. L'ennesima sensazione di nausea, stavolta molto vicina ad un conato di vomito mi fece scattare in piedi, portandomi una mano alla bocca dello stomaco. Vidi i due uomini azzittirsi all'istante e guardarmi l'uno con un'espressione perplessa, l'altro, intercettando il movimento della mia mano, con espressione preoccupata. Senza dire nulla mi girai e corsi via da quella stanza, probabilmente se avessi aperto bocca per parlare, avrei vomitato sul prezioso tappetto che ricopriva il pavimento dell'ufficio. Scesi velocemente le scale a chiocciola, iniziando a correre in direzione della torre. Sentivo la bile risalirmi lungo l'esofago e sapevo di non poter arrivare ai dormitori. Passai di corsa davanti la sala grande e puntai in direzione dei bagni delle ragazze. Ero piegata sulla tazza con gli addominali doloranti quando sentii la porta aprirsi e chiudersi. Herm...dove sei? Tutto bene? Ginny parlò, da dietro la porta del bagno, bussando leggermente. Gin...dammi un secondo...mi alzai leggermente, aprendo la serratura della porta di legno per far passare la mia migliore amica. Vidi la roscia sedersi accanto a me, accarezzandomi un braccio. Herm...mi sto iniziando a preoccupare, ti ho vista che correvi dalla sala e ti ho seguita...dai, ti porto da Poppy...ho capito lo stress ma questo mi sembra troppo... sussurrò, continuando ad accarezzarmi mentre gli spasmi della nausea a poco a poco si affievolivano. Non c'è bisogno Ginny sul serio...sono solo molto agitata...l'incontro con Silente è andato alla grande...ha accettato tutte le nostre proposte, se non fosse che quei due si sono messi a battibbeccare come due zitelle. Credimi all'inizio era anche divertente ma poi...guardai Ginny, alzandomi dal pavimento. In quel momento la porta principale del bagno si aprì ed entrò Lavanda. Ragazze, che fate qui? Herm...ti senti bene? Sei un po' pallida... Lavanda avanzò verso di noi, guardandomi intensamente. Ehi Lav...si tutto apposto, solo un po' di nausea...sarà l'influenza stagionale... risposi, sorridendole, mentre mi lavavo le mani. Posso aiutarti in qualche modo? Ho delle medicine naturali che credimi fanno miracoli...me le ha spedite mia madre...sai io soffro molto quando ho il mio periodo...tipo ora...sono una rottura le mestruazioni...tra mal di pancia e mal di stomaco...non è che sono quelle che ti fanno stare così? Ribattè Lavanda, mentre mi asciugavo le mani. Grazie Lav ma non ti preoccupare...non sono le mestruazioni ...io in realtà non mi ricordo... la frase mi morì a metà, alzando la testa dalle mie mani, guardando Ginny, mentre sentivo le rotelle del mio cervello lavorare e duemila e quel poco colore che avevo sulla faccia venire sempre meno. Uscii dal bagno trascinata dalla mia migliore amica, attraverso i corridoi, su per le scale dei dormitori. Herm, cosa vuol dire che non ti ricordi? Chiese la roscia, guardandomi preoccupata mentre camminavamo. Io ...Gin... non lo so...tutte le cose da fare, lo studio, le lezioni, gli esami, la storia del matrimonio...io ... non lo so. Le risposi, mentre una consapevolezza sempre maggiore si faceva strada dentro di me. Arrivammo nella mia camera e Ginny mi trascinò al bagno. Aspettami qua e non ti muovere. La vidi uscire quasi correndo e dopo neanche un paio di minuti tornare, entrando nel bagno con me. Sentivo tutto il mio corpo tremare, probabilmente avevo un'espressione terrorizzata ed il mio cervello era totalmente il loop, l'unica emozione in quel momento era la paura. Ginny mi guardò, capendo quasi certamente il mio stato d'animo in quel momento, Herm...qualsiasi cosa non sei sola, va bene? Devi ricordartelo sempre. Mi sussurrò, abbracciandomi, prima di lasciare il bagno chiudendosi la porta dietro di sé. Passarono diversi minuti...molti minuti...infiniti minuti...mentre Ginny bussava ininterrottamente alla porta del bagno, minacciando di buttarla giù ed io ero immobile, paralizzata, con lo sguardo basso, le mani tremanti, il respiro mozzato e la certezza ormai di una sorpresa decisamente inaspettata. 

Normal Rebel, Hermione Granger-Severus PitonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora