Capitolo 7

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Erano passati già due giorni da quell'episodio e con Daniele non aveva più spiccicato parola. Era passato poco tempo e Rebecca già iniziava a non sopportare più assistere alle smancerie di Claudia e Daniele. Se ne stava lì seduta al banco della sua classe mentre attendeva che l'insegnante si facesse vedere. Gioia quel giorno si era assentata per malattia ed il chiasso dei suoi insopportabili compagni di classe rieccheggiava nelle sue orecchie. Nulla, però, era più intollerabile di Katia che aveva appena preso posto accanto a Rebecca. Lei alzò un sopracciglio e sbuffó già annoiata.

-"Non hai un altro posto dove sederti?"- domandò con freddezza e disprezzo fissando Katia intenta a sfilarsi via il giubbotto griffato.

-"No"- rispose l'altra con la sua vicina da cornacchia. Alzò gli occhi al cielo e ridacchió.

-"Allora vedi di non parlarmi"-

-"Come vuoi tu"- rispose Katia con un sorrisetto. Poi si guardò attorno e si ritrovò Claudia e Daniele intenti a baciarsi, come di consueto. Il suo sorriso si trasformò in un'altro ancora più beffardo e cattivo ed iniziò a progettare nella sua testa un qualcosa di diabolico.

-"Non credi anche tu che siano disgustosi?"- domandò lei alzando un sopracciglio e riferendosi a Rebecca. Lei alzò la testa a fissò nella direzione dove stava guardando l'antipatica.

-"Tu sei disgustosa"- sputó lei lasciando Katia con un pugno di mosche. Nonostante Rebecca stesse odiando a morte Daniele non pensó nemmeno per un solo secondo di poter parlare male di lui alle sue spalle. Ad ogni modo la mora non molló. Doveva giocarsela bene.

-"Oh, avanti..sai meglio di me che stai morendo di gelosia"-

-"Assolutamente no. Cosa te lo fa pensare?"- chiese alzando un sopracciglio e mettendo le braccia a conserte.

-"Oh non saprei. Magari il modo in cui lo guardi o meglio.. il modo in cui ti rivolgi a Claudia ultimamente solo perché è quasi la ragazza di Daniele"- cantilenó la ragazza arrogante sorridendo beata.

-"In ogni caso non sono affari tuoi!"- esclamò esausta da tutta quella serie di parole. Da sempre aveva odiato quella Katia e di certo non stava cercando proprio di farsi amare.

-"Si ma stai calma.. "- disse lei per poi scoppiare a ridere. Rebecca sentiva i nervi tendersi e a breve avrebbe preso per i capelli Katia e le avrebbe fatto fare il giro dell'intero istituto. Per fortuna il professore fece il suo ingresso e costrinse tutti a stare in silenzio. Le orecchie di Rebecca si rilassarono completamente e lei iniziò a godersi quel poco di pace che le era possibile.

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-"Ti dico che qui il risultato è 2!"- esclamò per la quinta volta Gabriele e mettendo una mano sulla fronte. Rebecca alzò gli occhi al cielo e scosse la testa contrariata.

-"2 è il voto che ti meriteresti!"- affermò spazientita la ragazza dopo aver spiegato al suo amico un esercizio di matematica per chissà quante volte. Gabriele non era mai stato un asso in quella materia, ma nonostante ciò pensava il contrario e credeva di svolgere i calcoli sempre correttamente.

-"Avanti.. Possibile che non riesci a capire?"- chiese ancora Rebecca. Loro due non facevano quasi mai i compiti insieme, anche a causa delle classi totalmente differenti, ma quelle volte in cui capitava i ragazzi finivano sempre per litigare.

-"Sono una testa dura e non capisco"- rispose Gabriele infilando una mano nei lunghi e lisci capelli.

-"Allora se lo sai perché continui a contraddirmi?"- chiese esasperata la ragazza portando le mani davanti agli occhi. Lui sospirò e strinse la penna nella mano destra.

-"D'accordo ora mi sforzo e cerco di mettere un po' in ordine le mie idee"- Rebecca fissó per piccoli istanti Gabriele, il quale sentendosi osservato guardó confuso l'amica.

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