Finn wolfhard...
Abitava in una piccola casa di new york.
La sua camera era sempre stata piena di poster.
E vicino al letto c'era quello della sua band preferita: la Nirvana; il poster che ogni giorno li ricordava chi voleva essere e chi non sarà mai...
A differenza di Jack non aveva paura di essere diverso...
Gli aveva sempre fatto schifo essere nella norma.
Così cercava di distinguersi in ogni modo possibile: si dipingeva le unghie di nero, si tinse i capelli di viola e si fece anche un piercing.
Lui era sempre stato il bambino strano....
Quello diverso....
Quello che quando la maestra chiedeva ai bambini cosa volessero fare da grandi, quando quelli rispondevano cose come astronauti o pompieri, lui si ritrovata a rispondere "io non ci arriverò da grande"
Era il bambino che trovava conforto nelle cose che ai bambini normali facevano paura.
Trovava conforto nel buio....
Negli spazi stretti...
Passava ore e ore seduto su una scrivania in mezzo ad una stanza vuota e completamente buia mentre gli altri bambini giocavano al parco...
Era il ragazzo che non aspettava altro che la pioggia.
Mentre gli altri correvano con gli ombrelli al riparo era quello che andava in mezzo alla piazza e ballava sotto la pioggia.
Apriva le braccia e alzava il volto verso l'alto chiedendo gli occhi e lasciando che ogni goccia possa cadere sui suoi candidi capelli corvini per poi scivolare sul naso e sulle labbra.
Non è mai stato troppo educato.
Anzi...
Era piuttosto scontroso.
Come quella volta al ristorante...
«un pacchetto di patatine,un hamburger e una cazzo di coca cola»
«scusa ma questo linguaggio non è tollerato»
«bene...allora prendo: un cazzo di pacchetto di patatine, una minchia di hamburger e una fottuta coca cola.»
«se continua così dovrò prendere provvedimenti...
Marvin!»
«SI BRAVA! CHIAMA MARVIN MAGARI MARVIN POTRÀ PORTARMI QUELLO CHE HO ORDINATO»
«CIAO MARVIN!»
Urlò uscendo dal locale.
Oppure quella volta dallo psicologo...
«Siamo qui per aiutarti...»
«IO NON MI FARÒ FARE IL LAVAGGIO DEL CERVELLO, BRUTTA TROIA SFONDATA»
Ad ogni modo andava dallo psicologo anche contro la sua volontà.
Dicevano che era malato....
Forse era per via dei suoi istinti...
Quelle voci che li dicevano di farsi del male o di mettere la mano nell'acqua che bolle...
Oppure per quella volta che a 12 anni che aveva messo la mano nella friggitrice di suo padre.
Scoprire che era masochista non fu una grande sorpresa.
Già da quando aveva 6 anni amava graffiarsi il naso e far scendere il sangue a fiotti.
Ma come poteva essere normale d'altronde?
A 7 anni trovò il suo gatto in fin di vita davanti al portico di casa.
Era stato investito...
Gli fu messa una pietra tra le mani e li fu detto che nessuna creatura al mondo doveva soffrire.
Fu così che Finn liberò il per sempre dal dolore il suo gatto Caramel.
Anche se avevo eseguito gli ordini non riusciva ancora a credere a quelle parole...
nessuno doveva soffrire?
Beh lui aveva sofferto invece.
Lui a 10 aveva sofferto nel vedere i bambini gioiosi al parco a giocare con le loro mamme...
Lui a 12 anni aveva sofferto per le prese in giro dei compagni...
Lui a 14 anni aveva sofferto nel sentirsi diverso...
Lui a 16 anni...
Cosa?
Lui a 16 anni non soffriva più.
Ma non perché non provava più emozioni, ma perché cominciò a vedere il mondo in bianco e nero.
Di fatto lui era un arcobaleno di emozioni, solo che non riusciva a vedere i colori.
Col tempo sembrò che le sue batterie si fossero scaricate...
Non aveva più la forza di piangere...
Non aveva più le forze di ballare sotto la pioggia...
Non aveva più le forze per sorridere...
Era cambiato...
Si limitava a sedersi su un'altalena del parco con una sigaretta tra le mani ossute e guardare come i bambini correvano felici...
Oppure come stendevano la terra per giocare come ormai lui aveva imparato a fare con la cocaina.
La cosa che dava ancora più fastidio era che tutti continuassero a farglielo notare o a pensare che lo facesse per essere notato...
In più col tempo capì che era meglio così.
Capì anche che per essere rispettato dovevi fare il duro...
Capì che o maltratti o vieni maltrattato.
Fu così che cominciò la sua carriera da bullo.
Quando entrava a scuola aveva tutti gli occhi addosso.
Li piaceva vedere i primini che si nascondevano vedendolo arrivare...
In più riuscì a far parte del gruppo di ragazzi più popolari della scuola...
Ed eccola che entra in scena lei; la ragazza popolare a cui tutti leccano i piedi: Millie Bobby Brown.
Sinceramente a Finn faceva solamente schifo.
Si vestiva da "oMg GuArDaTeMi iL cUlO!1!1!2! e se la tirava per tutto.
Solo che avere lei dalla sua parte, essendo la figlia del preside, li avrebbe soltanto fatto comodo, così finse di innamorarsene.
Ed eccoli lì, a pomiciare in ogni angolo della scuola.
Tutto sembrò andare bene ma col tempo Finn non riuscì più a controllare i suoi istinti.
Divenne violento.
E non riuscì più a controllarsi...
Ognuno ha un punto di rottura nella sua vita, dove ogni cosa cambia.
Quello era stato il suo punto di rottura...
Ecco a voi il tanto richiesto flashback di Finn.
Nada spero che vi sia piaciuto.
Il prossimo capito sarà la parte due e capirete un sacco di cose...
Voi intanto non Potete capire che parto è stato cercare un titolo per questo capitolo.
Poteva anche starci: sputtatando Millie Bobby Brown ahahhaha
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masochism | Fack
Random❝per lui avrei pure ucciso, il problema è che alla fine l'ho ucciso io❞ Jack non si era mai trovato nel posto finché non ha provato a vedere come si stava tra le braccia di Finn, E doveva proprio dire che sembravano fatte apposta per stringere lui. ...
