special, not different

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Il corvino era sdariato sul letto con la testa che cadeva a penzoloni da esso facendo si che i suoi ricci toccassero delicatamente terra.
Più in la era seduto jack che cazzeggiava apertamente col suo telefono con lo schermo ormai fottuto per la botta presa l'ultima volta.

Nella stanza regnava un silenzio assoluto che a jack non dispiaceva affatto, a differenza di Finn che doveva in qualche modo per forza rovinare quell'attimo di pace che si era creato.

«jackieeee....mi sto annoiandoooo»
Urlò il corvino al più piccolo.
«vuoi che ti faccia una sega?»
Chiese con una punta di malizia jack.

«no grazie faccio da solo»
Rispose il corvino alzando lo sguardo verso il minore.
«JAAACK....SCOPIAMOOOOO?!»
urlò insistentemente di nuovo.
«NO, FINN HAI ROTTO I COGLIONI»
Urlò senza cercare di mascherare la sua risata.

Rideva raramente.
Quasi mai.
Ma questo "raramente" si cancellava quando stava con finn.
Sembrava che fosse avvolto da una barriera indistruttibile che solo finn riusciva a penetrare.

«ti va di fare un bagno?»
Propose jack.
Finn si mise seduto sul letto e li sorrise maliziosamente
«FINN! INTENDEVO AL LAGO!»
urlò jack ormai esasperato.
Si alzò dal letto in direzione dell'armadietto per poi tirare fuori qualche asciugamano.
«okay okay... Pero dopo me lo fai un pompino»
Il ragazzo più piccolo li lanciò un asciugamano in faccia senza rispondere.
«ora preparati»
E con queste due parole cominciò a preparare quello che doveva essere lo zainetto che avrebbero usato per passare il loro pomeriggio.

«finn dove andiamo? Conosci un bel posticino?»
Chiese jack una volta chiuso lo zainetto.
«boh, per me basta che sia vicino da qui perchè...ehm...isomma...diciamo che sono ricercato»
Disse finn con fin troppa nonchalance.

Jack spalancò gli occhi non sapendo minimamente come rispondere.
«ok ce n'è uno vicino. Ti ci porto solo se non fai cacate. Sono troppo bello per andare in prigione »
«si certo e anche modesto.
Finiscila e muovi quel bellissimo  che ti ritrovi, nano da giardino »
«vuoi vedere come te le taglia le palle adesso il nano da giardino »
«sto bene cosi grazie.»
Disse finn mettendosi lo zaino in spalla e pronto per uscire.

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I due ragazzi erano ormai giunti a destinazione:
Un laghetto sul retro di casa grazer.

«ora dimmi, che minchia hai combinato per essere ricercato? »
Chiese jack sdraiato sull'erba.
Ottimo modo di cominciare una conversazione no?

Ad ogni modo finn senza farsi problemi rispose.
Come se non avesse più nessuna emozione e come se non provasse più vergogna per nulla.
Insomma quante persone raccontano certe cose senza alcuna preoccupazione?
Dentro finn si era rotto qualcosa.
Qualcosa di irreparabile.

«ah beh...ho rubato un bel po di soldi ma nulla di ché »
«si certo, nulla di ché, infatti le persone normali rapinano le banche e fanno finta di nulla»
Disse jack con un sorriso sarcastico sul volto che piano piano scomparve lasciando spazio alla sua solita espressione priva di ogni emozione ripensando alla parola che era appena uscita dalla sua bocca, normali

«gia ma noi non siamo persone normali vero jackie?»
Silenzio.
Jack rispose dopo un tempo che parve infinto.
«gia... noi siamo diversi»
Disse portandosi le ginocchia al petto per poi circondarle con le braccia.

Il cuore di finn si frantumò.

Quella parola pur essendo una sola stupida e innocua parola pesava.
E voi non sapete quanto.

«noi non siamo diversi jackie, noi siamo speciali.»
Il corvino strinse l'amico a se in un abbraccio e li lasciò un bacio tra i capelli.

E non lo lasciò.
Lo tenne così per tutto il tempo che fu necessario.
Perché finn gli avrebbe dato tutto il tempo del mondo.
Come se non volesse lasciarlo scappare e tenerselo stretto a sé per sempre.

Rimasero lì per un buon quarto d'ora finché jack non decise di staccarsi.
«e allora che voi fare? Rimanere così tutto il tempo? O vieni con me a farti un bagno? »
Disse finn indicando jack che era ancora nella stessa posizione di prima.
Accovacciato atterra.

Finn cominciò a togliersi i vestiti per poi rimanere con soli i boxer.
Il più piccolo guardava con la bocca aperta non riuscendo a trattenere un "wow"
«ti eccito eh?»
La voce di finn lo fece svegliare dal suo stato di trance e col viso in fiamme riuscì a malapena a rispondere.

«v-vai tu. Io resto qui»
«uff, sei noiso... Togliti la maglietta e facciamo un bagno!»
«n-no. Non voglio togliermi la maglietta.»
«perchè? »
«a che ti serve saperlo?»
Finn non rispose.
«ecco appunto. Non ti serve a nulla.
E ora vai a divertirti. »

Finn rimase scioccato dalla reazione del piccolo.
Solo che non sapeva cosa dire quindi si limitò a rivolgergli un ultimo sguardo per poi andare in acqua senza tutta quell'eccitazione che aveva prima.

Intanto jack era ancora lì.
Con la testa fra le gambe a riflettere su quel che aveva fatto.
Si sentiva in colpa.
Si okay...
Lui la magliette non voleva togliersela per un motivo.
Solo che questo finn non poteva saperlo.
E a questo pensiero li scese una lacrima solitaria sul viso.

Lui si sentiva brutto.
Aveva la pancia, i brufoli, i capelli Brutti....
Finn l'avrebbe solo deriso.
Perché insomma...guardate jack e poi guardate finn...
O almeno era quello che jack pensava...
Perché lui ancora non sapeva che finn lo adorava così come era.
Capelli brutti o belli.
Pancia oppure no.
 
Ma purtroppo jack non voleva farsene una ragione.... Era cresciuto coi pregiudizi degli altri e attorno al suo cuore si era formata una corazza.
Proprio perché glielo avevano ferito troppe volte.
E purtroppo aveva smesso di fidarsi.
Per paura di essere vulnerabile.

masochism | FackLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora