6 - Common

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Liam pov's

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Liam pov's

Una volta finito di mangiare, Harry mi scrive un messaggio.

~Louis mi sta riportando a casa. DEVO ASSOLUTAMENTE RACCONTARTI. Comunque potete tornare e riprendere l'orologio~
Sospiro.
Sono quasi triste che la giornata con Zayn non possa proseguire.
Mi stavo divertendo, cioè più o meno.

Stavamo ridendo quando il cameriere in quel bar è inciampato su una fetta di pizza e gli è volato tutto addosso.
Con mia grande sorpresa Zayn è andato ad aiutarlo e ad accertarsi che stesse bene.
Non lo facevo un ragazzo dolce e quindi ho iniziato a stuzzicarlo.
Lui ovviamente si è innervosito e mi ha risposto a monosillabi tutto il tempo, ma io mi sono divertito.

-Harry mi ha detto che c'è casa libera, possiamo recuperare l'orologio-
all'inizio sembra quasi deluso.
Se sta pensando che non mi sono divertito con lui si sbaglia, ma sono troppo imbarazzato per dirglielo.
Questo non è un appuntamento, lui deve solo ridarmi l'orologio e poi tutta questa storia finirà.

-Andiamo- dice, ma il suo tono di voce è cambiato.
Sembra più distaccato, più freddo.
-Tutto bene?- gli chiedo io.
Ovvio che non va tutto bene, quanto sono stupido.
-Oh sì certo, tanto ho avuto un'idea geniale prima- gli torna di nuovo il sorriso.
Questo è più bipolare di me.
E poi, che intende con idea geniale?
Bho... non chiedo niente per sicurezza, solo ricambio il suo sorriso e lo seguo verso casa.

Con un gesto abile apre il cancello e poi il portoncino.
Faccio per chiamare l'ascensore quando mi blocca.
-Se non vuoi rimanerci bloccato usa le scale-
Ah.
-Le scale?- chiedo io, penso di aver fatto le scale solo per salire e scendere in casa mia, quindi al massimo una rampa e nemmeno troppo lunga.
-Sai, gradino dopo gradino...-
-Oh ma stai zitto so cosa sono le scale!- dico sbuffando.
Ho già il fiatone dopo le prime due rampe e me ne mancano cinque.
Mi uccido.
-Già stanca principessa?- chiede ridendo, si ferma al pianerottolo successivo e si appoggia al muro aspettandomi.
Principessa...
Mi ha appena chiamato principessa.
-Non ho mai fatto più di una rampa di scale- dico tra i miei respiri affannati.
Lui all'inizio ride, poi vede la mia espressione seria e spalanca la bocca.
-Stai scherzando spero-
-No, le ho solo dentro la villa e saranno al massimo sette gradini, poi ho sempre preso l'ascensore o sono arrivato nei palazzi più alti dall'eliporto-
-Cioè mi stai dicendo che hai preso più elicotteri che scale?- sembra sbalordito.
-Sì- dico io.
Cosa c'è di strano?
-Ti escono i soldi dal culo proprio- dice lui con una risata amara -È già tanto se io e Louis arriviamo a fine mese facendo cose illegali-
-Cose illegali?-
-Spaccio, piccoli furti. Si deve pur sopravvivere- sembra colto da un senso di nostalgia.

Chissà a cosa sta pensando.
Forse alla sua famiglia, Louis in auto ci ha detto che non la vede da anni.
Non so cosa ribattere, perciò rimango zitto e lo seguo fino alla porta del suo appartamento.

Quando entro nella casa mi sento come compresso in una scatoletta.
Sono tre stanze, di numero.
Una camera con due letti singoli, un bagno e un salotto minuscolo con angolo cottura.
-Sono sicuro che solo la tua cabina armadio sia più grande- ridacchia.
Come fa a ridere di questa cosa?
-Un giorno vedrai- dico io, pentendomene subito quando i suoi occhi incontrano i miei.
Non lascia trasparire nessuna emozione, l'ho colto alla sprovvista.
In effetti, che cazzo vuol dire "un giorno vedrai?" L'ho implicitamente invitato a casa mia? Ho ammesso che ci rivedremo? Che voglio incontrarlo di nuovo?
Ah, sono un disastro.
-Ci conto- dice poi, alleggerendo la tensione tra noi.

Mette la mano in tasca e sono confuso quando tira fuori l'orologio.
L'ha avuto dietro tutto il tempo, eppure ha fatto finta di averlo lasciato a casa.
Non capisco, voleva stare con me?
-Sei di buona compagnia Liam, sai ascoltare, sei piuttosto vivace quando ti arrabbi- dice appoggiando l'oggetto tanto cercato accanto a me su un tavolino di legno.
-Potevi semplicemente dirlo di voler stare con me- constato prendendo il Rolex in mano e mettendomelo al polso.
Sta volta lo copro bene con la manica del maglione.

Si toglie il portafoglio di pelle con un simbolo familiare dall'altra tasca e lo mette nascosto dietro ad alcuni libri.
A quanto pare i furti nelle case sono una cosa comune se arriva a nascondere ogni cosa di valore.
Eppure quel colore l'ho già visto da qualche parte.
Boh, sarà uno di quei suoi tatuaggi stampato sull'oggetto.

-Vuoi qualcosa?- chiede andando in cucina, ovvero facendo esattamente tre passi alla sua destra.
Vederlo fare gli onori di casa mi fa tenerezza.
Riesce a scherzare nonostante questa specie di loculo sia opprimente.
Quanto è ingiusta la vita, solo paragonare la mia alla sua mette in contrasto mondi completamente diversi.
Ognuno con pregi e ognuno con difetti, certo, ma ho sempre pensato che una via di mezzo per tutti fosse la cosa migliore.
Se avessi in mano anche solo pochi dei soldi che ha mio padre li darei in beneficenza seduta stante.
Ho già dovuto insistere per mesi affinché quell'uomo donasse 20.000$ alla Unicef.
Odio vedere quei bambini negli spot pubblicitari, sono così piccoli e non posso immaginarli indifesi e da soli contro la malnutrizione e le malattie.
Ah già, Zayn mi ha fatto una domanda.

-No grazie- rispondo alla sua offerta.
-Siediti pure- mi metto comodo sul divano.
Comodo relativamente, è grande quanto una poltrona e voglio proprio vedere come facciamo a starci in due.
Mi metto sul lato sinistro per lasciare spazio anche a lui, ma nemmeno mi guarda e si siede sul tappeto difronte a me.
Mi sento in colpa.
Mi siedo anche io per terra.

-Non hai paura di sporcarti i pantaloni?- chiede curioso.
Forse non si aspettava che mi mettessi giù con lui.
Ho scoperto che mi piace sorprenderlo.
-Nah, ne ho otto paia uguali- dico gesticolando.
Gli arriva un messaggio.
Dopo un rapido sguardo mi dice che è Louis, che ha portato a casa Harry e sta andando un attimo a fare la spesa, dato che il frigorifero è vuoto.
Tempo qualche secondo e anche il mio cellulare vibra.
Una chiamata.

Mi aspetto Harry dall'altro capo del telefono pronto a sclerare su Louis, quando sento la voce più odiosa che conosca.

-Ehi, te l'ho detto che sono fuori con amici- dico guardando ovunque tranne che Zayn, ancora seduto accanto a me, che piano piano mi sta consumando la schiena.
Odio sentire il suo sguardo addosso ma adoro il fatto che mi stia fissando.

-Sì lo so, ma è così spiacevole allontanarli un attimo per il tuo bellissimo ragazzo?- chiede ironico.
Beh, bellissimo non direi...

Zayn sembra trattenere il fiato.
Ecco, ha sentito Mark definirsi il mio ragazzo.
Già con lui non ho possibilità, ci mancava questo stronzo.
-Sì emh, stavamo parlando, devo andare- dico alzandomi in piedi e dando le spalle al moro seduto sul tappeto.
Non riuscirei a guardarlo e a parlare con Mark insieme.
Mark riprende il discorso, ma non lo sto ascoltando.

Sobbalzo quando sento il respiro di Zayn sul collo, mentre si avvicina con la bocca al mio orecchio abbastanza pericolosamente.
Ecco e ora chi si concentra più.

-Emh, ripeti non ho sentito- dico cercando di tenere la voce ferma.
Zayn ha capito che effetto mi fa, oh altro che se l'ha capito.
Sento le sue labbra morbide sul lobo del mio orecchio.
Oh merda, mi sta venendo un'erezione cazzo.
Eh no, non ora.
Cerco di rispondere a Mark, la voce mi trema in modo spaventoso e mi sta solo stuzzicando il lobo dell'orecchio con la lingua.
Non ho mai provato però sensazioni così forti in vita mia.

Andiamo avanti così per qualche minuto, e penso che Zayn si sia stufato di ascoltare.
Mi stringe la natica destra, lancio un urletto che non passa inosservato a Mark.
-Sì emh, mi è passato accanto un insetto... senti ora devo andare, ti richiamo a casa ciao- chiudo la telefonata senza aspettare una sua risposta.
Mi giro e lui si allontana da me con un sorrisetto innocente sul viso.

-Sei...- inizio io.
-Il tuo ragazzo eh? Eppure mi sa che ti eccito più io- abbassa lo sguardo sul cavallo dei miei pantaloni.
Non c'è bisogno che lo faccia pure io, so già a cosa sta alludendo.
Prendo la mia giacca ed esco dalla porta di casa sua senza nemmeno salutare.
Non voglio che veda l'effetto che mi fa più di quanto sia necessario.

Chiamo Niall e gli dico di trovarci dove ci siamo lasciati qualche ora prima.
Mi serve qualcuno con cui parlare.


N.A.
Ho appena finito una videolezione e niente, mi è venuta voglia di aggiornare però penso che il prossimo capitolo lo farò sto pomeriggio.
-v🦋

𝐀 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐫𝐚𝐢𝐭 𝐨𝐟 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐜𝐭𝐢𝐨𝐧 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora