Inizio a schiaffeggiarlo e dopo poco si riprende.
-Ei tutto bene? Dove ti sei fatto male?- è molto pallido,
-Martina non preoccuparti- con la coda dell'occhio vedo un minuscolo batuffolo di pelo arrivare verso di noi, è Pongo che subito sale in braccio a Nicolas e gli lecca la faccia.
-Mi sono presa un bello spavento- mi mette una mano sul volto ed è gelida, restiamo a guardarci negli occhi senza dire niente fino a quando lui non si alza,
-Il riso non si cucina da solo- e si dirige verso i fornelli
-Cosa pensi di fare?- gli chiedo con fare molto cattivo
-Cucinare per te direi- la sua voce è quasi di sfida,
-Hai proprio sbagliato a capire, tu adesso ti siedi lì sullo sgabello e fai cucinare me- senza dire una parola si volta e si mette sullo sgabello, alzando gli occhi al cielo e mettendomi il broncio.
-Ecco così mi piaci- e d'istinto mi mordo il labbro.
Cucinare per gli altri mi piace molto, così decido di seguire la ricetta di mia madre e dopo aver preso il soffritto lo inserisco nella pentola.
Mentre sono immersa nei miei pensieri girata di spalle lo sento parlare,
-Sai, si dice che ci si morsichi il labbro quando si ha intenzione di baciare una persona- per poco non mi cade il cucchiaio che stavo adoperando, lui inizia a ridere e capisco due cose, la prima è riuscito a provocare la reazione che voleva e secondo lo desidero più di ogni altra cosa.
La cena prosegue deliziosamente, la musica di sottofondo mi fa rilassare notevolmente, lui si congratula per la mia cucina anche se io sostengo che al riso manca un po' di sale, ma fortunatamente mangia volentieri due piatti.
-Se mi dici dov'è il detersivo lavo i piatti- lui sembra guardarmi un po' strano,
-Oppure possiamo farli lavare alla lavastoviglie e sederci a guardare un po' la tele-
-Direi che la seconda opzione mi piace di più- così dopo aver messo i piatti nella lavastoviglie ci dirigiamo verso il divano.
-Cosa vorresti vedere?- chiede una volta seduti sul divano,
-Non saprei quello che vuoi tu per me va benissimo- voglio solo stare lì con lui, perciò gli lascio scegliere.
-Che ne pensi dei film dell'horror?- non capisco se è una proposta o si sta solo informando così gli rigiro la domanda,
-A te piacciono?- lui incuriosito mette i piedi sotto le cosce e li porta sopra al divano e con lo sguardo fisso cerca di scrutarmi,
-Te l'ho chiesto prima io però, comunque per rispondere alla tua domanda non ne vado matto tu?- faccio un sospiro di sollievo,
-Non è il mio genere preferito, anzi non mi piacciono proprio, l'ultimo che ho visto mi ha tenuta sveglia per due notti di fila, sai preferisco altri generi-
-Tipo vampiri, licantropi e streghe?- lo guardo perplessa poi aggiunge -Ne stavi parlando prima al negozio, non sono uno stalker- e inizio a ridere, è molto distante da me, è come se i nostri cuori fossero sintonizzati sulla stessa frequenza così decido di provocarlo un po'
-Ah giusto, mi stavi ascoltando allora- cerco di sembrare rilassata ma allo stesso tempo sono agitata,
-Ascolto tutto ciò che dici, non riesco a fare diversamente- la sua mano si posiziona sullo schienale del divano, come se volesse instaurare un rapporto con me,
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Non è un addio
ChickLitMartina lavora part-time in una pasticceria, è una ragazza dolce e semplice mentre Nicolas è un personal trainer, sfacciato e romantico. Una serie di coincidenze li fa incontrare e inizia così la loro storia d'amore. Ma non è tutto rosa e fiori. La...