CAPITOLO NOVE.

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Per quasi una settimana Harry fece avanti e indietro tra la Sala Comune dei Serpeverde e l'infermeria, stando ben attento a non dire niente a Ron e Hermione di quello che era accaduto tra lui e Draco. Andava da Malfoy sempre di sera, quando tutti dormivano e Madama Chips era in procinto di dare le ultime cure della giornata a tutti i presenti, così potevano stare da soli senza essere visti né sentiti da nessuno. Harry gli portava le caramelle di Mielandia, i dolci rubati furtivamente dal banchetto della Sala Grande, la cioccolata calda, sempre senza farsi vedere da Madama Chips che non avrebbe mai approvato di far consumare quei cibi a uno dei suoi pazienti. In infermeria davano da mangiare soltanto minestre scondite e verdure bollite, se uno ci rimaneva per più di una settimana poteva dimagrire anche due chili. Inoltre tentava di portargli anche gli appunti di alcune materie, perché Draco odiava rimanere indietro con i corsi, ma Harry non era sicuramente il migliore in questo, tanto che Draco non faceva altro che prenderlo in giro per le sue frasi sconnesse sui quaderni. Harry assistette alla progressiva guarigione di Draco, che ormai stava bene e in forma proprio per poter affrontare la prossima partita di Quidditch, che si sarebbe disputata contro i Corvonero. Ovviamente madama Chips non diede il permesso a Malfoy di salire sulla scopa, diceva che aveva i riflessi ancora troppo confusi e che sarebbe potuto cadere con facilità, ma almeno poteva stare in campo e guardare gli altri giocare, dando delle direttive per la squadra. Gli allenamenti senza Draco erano rimasti nelle mani di Harry, che era molto più morbido per quanto riguardava dare i consigli di gioco.

Harry era molto nervoso all'idea di quella partita: avevano vinto l'ultima volta contro i Corvonero, ma in compenso i Corvonero avevano battuto tutte le volte i Tassorosso, quindi erano alla pari in classifica. Dovevano assolutamente vincere quella partita per poterli superare.

Harry si diresse con aria ansiosa verso il campo, attorniato da una parte dagli sguardi fiduciosi dei suoi compagni di squadra, compreso Ron, che sembrava avere una certa sicurezza, e dall'altra dalle occhiate di sfida dei Corvonero. In fondo al campo invece, si stagliava Draco, che con i suoi occhi gelidi guardava tutti i membri della squadra, compreso Harry, che si sentì sciogliere i nervi quando incontrò il suo sguardo. Non appena il fischio d'inizio risuonò per il campo, tutti si alzarono sulle scope, e la prima pluffa venne tirata in aria. La cacciatrice dei Corvonero l'afferrò subito, e facendosi strada tra tutti si avvicinò pericolosamente agli anelli.

"..Corvonero sta per segnare, ma...Ron Weasley la colpisce con un piede!" Urlò il telecronista quando Ron riuscì a parare il primo tentativo dei Corvonero di fare punti, e subito fece una piroetta in aria per festeggiare, acclamato da tutta la folla. La partita riprese e fu un continuo testa a testa tra le due squadre: segnava Serpedoro e poi subito Corvonero, e poi di nuovo e così finchè non si ritrovarono 140-160 per i Serpedoro. Malfoy dall'angolo inferiore del campo urlava a tutti cosa dovessero fare, avvertendo prima uno che gli stava per arrivare un bolide in testa, poi l'altro di spostarsi più a destra, persino a Harry dava delle indicazioni, nonostante il boccino ancora non si vedesse. I Serpedoro adesso erano in netto vantaggio: nonostante i Corvonero avessero una tecnica impeccabile, loro avevano sviluppato una notevole resistenza alla fatica, per cui riuscivano ad essere vigili anche dopo due ore di partita. Harry si sentì sollevato quando vide che stavano per vincere, e che forse non avrebbero avuto neanche bisogno del boccino. Ma poi, mentre rideva perché Ron aveva parato l'ennesima pluffa con la testa, rischiando di cadere dalla scopa, scorse uno scintillio vicino alle tribune. Si precipitò deciso ad afferrare il boccino ancora prima che il cercatore dei Corvonero potesse vederlo, ma questo non si fece perdere l'occasione di stargli alle calcagna e seguirlo in ogni sua mossa. Quando Harry fu vicinissimo al boccino, allungò una mano per prenderlo, poteva quasi sentirlo sotto le due dita, ma improvvisamente si sentì catapultare nell'altra direzione da un enorme bolide che colpì proprio il manico della scopa, e ci mancò poco che non colpì anche il suo braccio. Era a mezz'aria con una mano aggrappata alla scopa, quando sentì "Corvonero ha preso il boccino d'oro!" Così un enorme sconforto lo invase, e pigramente cercò di rimettersi a cavallo della scopa, in modo da poter tornare giù, con gli altri suoi compagni sicuramente abbattuti quanto lui.

Memories.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora