Capitolo 9

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Paura di cadere o voglia di volare?

Ridendo e scherzando continuiamo a camminare assieme per circa 20 minuti verso il bar.
"Convinto tu, convinti tutti"
"Beh, scusa vorresti dire che non ho ragione?" sorrido alla sua risposta e scuoto la testa. Passiamo vicino ad un ristorante e mi godo il profumo di cibo appena fatto.
"Qualcuno ha fame" mi prende in giro.
"Decisamente, non ho nemmeno pranzato"
"Come mai?" mi dice guardandomi.
Mi ritorna in mente della mia caduta e di Dabi piegato in due dalle risate e sorrido.
"Come mai quel sorriso?"
"Adesso ti spiego: stavo pitturando la mia stanza quando Dabi minacciò di prendere il mio toast. Così da sopra la scala mi giro..."
"...e?"
"E niente, la scala si sbilancia e cado come un sacco di patate insieme a tutta la pittura. Dabi si mette a ridere così inizio a schizzarlo, e sporco anche il mio toast di vernice..." dico guardando la sua espressione divertita.
"E perché non te ne sei fatta un altro?"
"Non ho avuto tempo: ho dovuto pulire il parquet dalla vernice e poi mi sono fatta di nuovo una doccia per togliere la vernice che avevo addosso per poi venirti a cercare"
"A proposito...."
Mi mette i capelli dietro all'orecchio e passa il pollice sulla fine della mia mandibola. Rimango confusa dal suo gesto fino a quando non lo sento parlare.
"... avevi ancora della vernice sulla faccia. Bel colore"
Sorrido alzando gli occhi al cielo.

Camminiamo ancora un po' in silenzio, fino a che Hawks non mi parla.
"Facciamo così, t/n, ora siamo quasi arrivati al bar: mi aspetti sul tetto e io ti raggiungo là?"
Lo guardo confusa.
"Cosa vuoi fare?"
"Tu fidati"

20.45
Passo a prendere una felpa prima di andare verso il tetto. Appena arrivo mi siedo con le gambe a penzoloni come il giorno precedente e aspetto Hawks.

"Hey t/n"
"Hey" mi giro e gli sorrido non appena atterra sul tetto, prima di tornare a guardare la città. Lui si siede accanto a me e mi offre del pollo fritto. Inutile dire che accetto senza troppi problemi.

"Posso chiederti una cosa?" mi chiede dopo qualche minuto, serio.
"Certo"
"Qual'è il tuo cognome?"
Rimango sorpresa. Non so se rispondere oppure no o se mentire. Dopo qualche secondo abbondante spezzo il silenzio.
"T/c"
"Non è un cognome molto comune"
"No" rispondo.
"Posso... posso raccontarti dei miei quirk?" gli chiedo, fintamente incerta.
"Vai"

Gli racconto quello che sospetto sappia già, ed ometto completamente il carcere e la fuga apposta.
"È tutto?" mi risponde serio, un'esperienza cupa in volto.
"La verità la sai già, perché chiedi?" chiedo con leggerezza, per smorzare la tensione.
Mossa azzardata. Però ho ragione.

Mi guarda sorpreso, mentre io continuo a tenere lo sguardo all'orizzonte.
"Li hai davvero uccisi tu?" mi chiede andando dritto al punto. Mi mordo il labbro.
"No... però sono contenta che siano morti di una morte lenta e dolorosa"
Mi guarda un po' allibito, ma io non do segno di ironia o sarcasmo. Sono seria.
Stringo le mani a pugno.

Dopo aver usato dei ragazzini per test sperimentali sui quirk tornavano a casa dalle loro famiglie ignare di tutto, mettendo su una maschera di innocenza. E così come lo facevano loro lo faceva mio padre. Fino a quando uno dei ragazzi ne ha avuto abbastanza e ne ha uccisi 3 prima di rimetterci la vita.

"T/n, ... hey t/n..."
Mi appoggia una mano sulla spalla, gesto che mi provoca un brivido lungo la schiena. Lo guardo con un'espressione triste soffocando le lacrime. Mi mette un braccio intorno alle spalle e appoggio la testa sulla sua spalla, mentre mi copre con un'ala.

Mi parla, cambia discorso e non mi fa domande riguardanti il mio passato.
Sopprimo le lacrime, ma mi concedo comunque un momento di sfogo ascoltando Hawks e mangiando dei nuggets di pollo.
"Dabi ha detto che Toga ti ha soprannominato 'chimera'. Secondo le leggende a volte le chimere hanno le ali. Chi lo sa, magari anche tu hai un paio di ali"
Sappiamo entrambi che non è così.
"Spero di no" rispondo
"Come mai? Non ti piace l'idea di volare?"
"No, non è quello, è che non voglio assomigliare ad un piccione troppo cresciuto" dico ironicamente riferendomi a lui.
"Secondo me invece soffri di vertigini"
"Un po'"
"Vieni"

Mi fa alzare e ci mettiamo in piedi sul cornicione del tetto. Guardo giù ed istintivamente stringo il braccio di Hawks. Mi piace la sensazione del vento che sfiora la mia pelle. Chiudo gli occhi e mi rilasso, sorrido.
Mi viene davvero voglia di poter volare.

POV Hawks

La vedo rilassarsi e la sento allentare la presa sul mio braccio, senza mai lasciarlo andare. Sposto il mio sguardo sulla città illuminata e un'idea mi viene in mente.

POV t/n

Mi sto godendo il momento quando sento un braccio cingermi i fianchi. Mi giro sorpresa verso Hawks e noto un sorriso beffardo sul suo volto. Mi prende in braccio spiegando le ali.
"HAWKS COSA..."
Non faccio in tempo a finire la frase che salta nel vuoto.

Un salto nel vuoto/Hawks x reader La tua prossima ossessione. Scoprilo ora