Capitolo 19

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Drammi familiari

Il giorno seguente

POV Pamela

17:00
Arrivo al lavoro e vedo James venirmi incontro. 'Ci risiamo' penso.
"Ciao Pamela. Oggi il tuo turno è dalle 17:30 alle 20:30, non fare tardi. Porta tutti gli obbiettivi, per favore" mi dice tranquillo, prima di andarsene. Lo guardo andar via e per poco non mi metto a ridere. Questa la devo assolutamente dire a t/n. Tiro fuori il telefono e la chiamo.

POV t/n

Sono nella sala comune, sto per prendere la valigetta che sento il telefono suonare. Guardo lo schermo e vedo il nome di Pamela.
"T/n, niente distrazioni" sento Shigaraki dirmi. Metto in silenzioso e afferro la valigetta prima di uscire.
Questa gonna non mi piace, la camicia è stretta e la cravatta mi sembra un cappio al collo, però so che è tutto necessario.

18:00
Arrivo davanti a quella che era la mia casa.
"Certo che i soldi non gli mancano" sento Spinner commentare.
"Questa situazione è ridicola" dico guardando il celeste in completo e cravatta, e per un momento vorrei tornare indietro.
"Tu attieniti al piano, non è stato facile ricevere un appuntamento di lavoro con tuo padre" dice suonando il citofono.
Tengo la valigetta con entrambe le mani e sono abbastanza in ansia. Shigaraki e Dabi sono alle mie spalle, in giacca e cravatta, mentre Spinner sta già facendo il giro della casa.
Non ho idea di come andrà a finire il tutto, ma un presentimento mi dice non bene.

POV Pamela

18:30
"Pausa!" sento dire. Ah, ci voleva. Guardo Hawks che sembra preoccupato.
"Problemi con t/n?" chiedo
"Non ti si può nascondere proprio niente, eh?" mi risponde forzando un sorriso.
"Non se si parla di lei." rispondo.
"Diciamo che è solo in una.... posizione un po' complicata..."
"Sa badare a se stessa. Più o meno. Sono sicura che se la caverà, è il tipo di persona che non lascia mai niente in sospeso"
"...è proprio questo che mi preoccupa"

POV t/n
Salgo al secondo piano e giro in quei corridoi abbastanza familiari, notando piccoli cambiamenti d'arredo qua e là.
Mi fermo davanti ad una porta più grande delle altre e sento una mano cauta sulla mia spalla.
"Fa attenzione, t/n"
Annuisco al celeste, prima di entrare assieme in quel salotto enorme.
Vedo due persone sedute sul divano che parlando indicando dei fogli dall'aspetto importante sparsi sul tavolo di fronte.
Le riconosco subito. Non pensavo ci fosse anche mio fratello maggiore.

POV Shigaraki
Seguo t/n in quel salotto, per poi sedermi nella sedia accanto alla sua.
Ci doveva essere solo il vecchio. Ora che c'è anche il fratello, la situazione degenererà quasi certamente.
Odio quando le cose non vanno secondo i piani.
"Buongiorno, signor t/c" dice t/n nel tono più rilassato possibile.
"Mhm... avete insistito davvero molto per questo appuntamento... spero sia qualcosa di più che importante, devo recuperare molto lavoro" risponde brusco.
Guardo t/n irrigidirsi.

POV t/n
'Stronzo' penso, ma per lui sarebbe solo che un complimento. Stringo la maniglia della valigetta che tengo sulle ginocchia e mi pento di esser voluta venire qua.
Sento gli occhi di mio fratello addosso. Per fortuna Alex non ha il quirk di mamma, o mi avrebbe riconosciuta quasi subito.
Sento Shigaraki e mio padre parlare.

"Posso andare in bagno?" dico improvvisamente.
"Alex, accompagnala per favore"
Ah. Fantastico.
Lascio la valigetta sulla sedia e mi faccio accompagnare nel corridoio.
"Il bagno è..."
'...la terza porta in fondo a destra. E devo fare attenzione al gradino. Lo so, Alex, grazie' finisco la sua frase mentalmente, ignorando quello che mi sta dicendo, prima di andare in bagno e chiudere la porta a chiave.

Apro il rubinetto, prima di raccogliermi i capelli e sciacquarmi il viso con dell'acqua fredda. Appoggio le mani sul lavandino, prima di alzare lo sguardo verso lo specchio.
Sono un'estranea. È tutto come prima, eppure non riesco più ad associare questo posto a casa mia.

Esco e vedo Alex appoggiato al muro. Inizio ad andare verso di lui, ma mi fermo prima, davanti a quella che era la nostra stanza. Appoggio la mano sulla maniglia.

"Hey, non puoi entrare lì." sento Alex dirmi, prima di girare la maniglia e spalancare la porta. È tutto esattamente come prima, ma non faccio in tempo ad entrare che sento una mano prendermi per il colletto della camicia.
"Ma dove pensi di essere? A casa tua?" mi dice prima di richiudere la porta, senza lasciarmi il colletto.
Sorrido a quell'ironia, prima di venire riportata da Alex nel salotto.

POV Shigaraki
La vedo entrare rilassata seguita dal fratello, che lascia la porta aperta e che al contrario suo sembra parecchio agitato, per poi sedersi sulla sedia riprendendo la valigetta in mano.

POV t/n
Guardo mio padre tenere uno sguardo annoiato prima di farci la domanda che tanto aspettavo.
"Cosa siete venuti a fare qui?" dice.
Sorrido, ma non è un sorriso molto cortese.

Prendo la valigetta e la appoggio sopra al tavolino, coprendo i fogli di prima.
"Cosa stai facendo? Sono carte importanti" mi dice irritato mio padre.
"Non quanto il contenuto della valigetta" rispondo io, prima di aprirla e mostrarne il contenuto.
"Questi sono i vostri campioni"
Lo dico apposta con un tono tranquillo, come se niente fosse, quasi ammirando le loro facce sconvolte.

"Signorina, io non so chi sia lei o come abbia avuto questi campioni, ma dalle ricerche su quell'auto bruciata sono stati trovati resti di vestiti femminili. Questo mi porta a dedurre che tu sia la responsabile, e, innocente o no, voglio che tu sia sottoposta ad un processo"
"Con l'accusa di...?"
"Furto, aggressione e sequestro di persona"
Mi viene da ridere.
"Proprio tu parli di legge... e non hai nemmeno il mio nome" dico, provocandolo.
"Non mi serve il tuo nome se gli eroi arriveranno direttamente qua. E non provare a scappare, farai solo peggio"
"Bene, perché non ho intenzione di andare da nessuna parte. Nonostante questo, resterò solo se lui potrà andarsene. Non c'entra niente in questa situazione"
Esitano
"...fa come ti pare"
Questa volta a rispondermi è stato mio fratello. Non posso esporre Shigaraki in questa maniera, quindi, anche se controvoglia, lo faccio andare via. Ora sono quasi sola e non sarà facile mantenere il controllo.

Mi tolgo la cravatta, mi sbottono appena il colletto della camicia e mi sciolgo i capelli, prima di appoggiare i gomiti sulle ginocchia.
"Nel mentre che aspetto, vorrei farti un paio di domande" dico a mio padre, indicando le boccette dal contenuto liquido dentro la valigetta, affiancate da siringhe parecchio inquietanti.

Un salto nel vuoto/Hawks x reader La tua prossima ossessione. Scoprilo ora