"Ora sento le sue mani reggermi la schiena decise. Sprofondo di nuovo il viso tra il suo collo e il colletto della sua giacca calda, cullata dal battito del suo cuore, e immagino se qualcuno dal basso della città illuminata possa vederci solcare leg...
Gli sto puntando il coltello dritto alla gola. Non voglio uccidere nessuno, voglio solo tornare a casa. "Siamo tutti soli, giusto?" dico citando le sue parole "...quindi o si impara a cacciare da soli o si diventa il pasto di qualcun altro, e io non intendo cacciarti i tuoi pasti" Alza le mani in segno di resa, mentre sento lo sguardo di Spinner sulla schiena. "La ragazza ha le palle quadrate, eh, Dabi?" dice, tirando il guidatore che aveva perso conoscenza fuori dalla macchina. "Non sai nemmeno fare il tuo lavoro, t/n" mi dice Dabi, sprezzante.
Abbasso il coltello e alzo le antenne, girandomi di scatto. "Cos'hai fiutato?" mi chiede Dabi, con una chiara punta di ironia. "Niente di buono... pollo fritto e colonia" Dabi mi supera e appoggia la sua mano sulla vettura. "ASPETTA DABI, NO!" provo a fermarlo, senza successo, solo per vedere la macchina prendere fuoco. "Andiamo" dice poi a me e e Spinner.
Salta sul tetto insieme a Spinner e li sento correre via. Io corro dall'altra parte: apro la portiera della macchina sotto lo sguardo dell'uomo, incapace di muoversi, e prendo il bambino in braccio. Lo porto lontano dall'auto, per poi tornare a riprendere il padre. Le fiamme divampano e non posso avvicinarti per prendere l'ultimo uomo, così inizio a spogliarmi.
"S-signorina, cosa sta facendo?" Ignoro la domanda e lancio i miei vestiti nel fuoco, sperando di cancellare le mie tracce. Sopporto per qualche attimo il dolore delle mie ossa che si riformano, prima di distribuire il peso di quattro zampe ed alzare il muso affusolato verso la macchina. Corro verso il fuoco, mordo il colletto della maglietta della vittima e inizio a tirarlo nella speranza di allontanarlo da morte certa.
Sto per abbandonare quando una piuma rossa lo porta in salvo dalle fiamme, giusto prima di un'esplosione che mi brucia un po' il pelo. Sento il calore vicino, troppo vicino, ed inizio a scappare. È un vicolo cieco, non so dove andare e la mancanza dell'udito mi destabilizza. Me ne sono accorta solo ora, del dolore lancinante alle orecchie.
Vedo il bimbo di prima piangere e non posso che sentirmi incredibilmente in colpa. Mi avvicino e provo a consolarlo facendolo appoggiare su di me. Sembra funzionare un minimo, dato che abbraccia il mio pelo morbido. Alzo il muso e noto un elicottero dei giornalisti, ma la mia unica domanda ora è dove sono i soccorsi. Mi domando anche cosa ci faccia Hawks qua, non è la sua zona di pattugliamento.
Sento qualcosa prendermi per il collo. Guaisco e provo a liberarmi, prima di accorgermi che è Dabi che mi sta portando via. Vedo che mi sta parlando ma non ho la minima idea di quello che mi stia dicendo. Mi scaraventa sul tetto e capisco che vuole che io lo segua. Alzo il muso e vedo i soccorsi arrivare. Mi basta. Prendo ed inizio a correre affianco a Dabi.
00:00 Arrivo in camera e mi ritrasformo. Chiudo la porta a chiave, non voglio avere a che fare con Dabi o Spinner, non ora. Mi vesto comoda, le orecchie ancora sanguinanti. Non penso a fasciarle, sto cercando il telecomando per vedere il telegiornale, quando trovo la piuma con il numero di Hawks. Ecco cosa ci faceva nei paraggi. Prendo il telefono e salvo il suo numero. Esito. È l'unica persona che vorrei affianco eppure ho paura che possa solo peggiorare la situazione. Poi penso che peggio di così tanto non può andare.
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Non riesco a guarire e questo mi sta mandando fuori di testa. Esco da camera mia e mi dirigo sul tetto ignorando Dabi. In realtà non so nemmeno se mi ha detto qualcosa, mi limito a tirare dritto verso il tetto.
Mi siedo, lontana dal bordo, e guardo i pompieri spegnere le fiamme del casino che ho fatto. Vedo Hawks arrivare, il che a contrario di quanto previsto mi mette solo che più ansia. Atterra con affare preoccupato, mentre mi alzo e vado verso di lui. Emotivamente sono a pezzi e mi trattengo per non piangere.
"Quel lupo ero io, ok? È-è tutta colpa mia, non avrei dovuto..." è la prima, patetica cosa che riesco a blaterare prima che mi poggi un dito sulle labbra. Vedo che mi parla ma non ho idea di quello che dice. Mi manca così tanto la sua voce. Scosto i capelli e mostro le orecchie. Vedo la sua espressione sorpresa e poi lo guardo mentre si indica un orecchio e scuote la testa, al che scuoto la testa anche io. "No, Hawks, non sento niente. Non riesco a guarire, non so che fare" Mi poggia le mani sulle spalle e in qualche modo capisco che mi sta chiedendo di calmarmi. "Come dovrei fare?!" Sto per piangere, lo so, ma non voglio assolutamente cedere. "Senti, io..." provo a dire, ma non faccio in tempo a finire la frase che sento le sue labbra sulle mie. Lascio che lacrime salate si mescolino a quel bacio dolce, mentre le sue braccia mi prendono i fianchi ed avvicinano il mio corpo al suo, in un abbraccio protettivo. Gli metto un braccio intorno alle spalle e gli appoggio una mano sulla guancia mentre ricambio il bacio. Perdo la cognizione del tempo e mi lascio trasportare in quel mondo di pura immaginazione, finché Hawks non mi riporta alla realtà. Appoggia la sua fronte sulla mia e riapre gli occhi. Mi guarda con un sorriso dolce e nei suoi occhi trovo tutte le risposte che stavo cercando, senza il bisogno di parole.