Il tuo risveglio
Apro lentamente gli occhi, aspettando che si adattino alla stanza luminosa. Sento qualcuno parlare.
Provo a girarmi su un fianco ma una fitta alla schiena mi ferma. Per un momento credo di essere in ospedale, pensiero felicemente messo da parte quando riconosco la voce di Toga.
"Hey Toga... con chi parli?"
"T/n!!! Sei sveglia!" Mi saluta la ragazza allegra
"Oh, ero al telefono. Ne ho preso uno anche per te" mi dice, mostrandomi una scatola rettangolare.
"Che ore sono?" chiedo confusa.
"Sono le 10.00 di mattina"
Sto per chiedere cos'è successo che mi ritorna in mente di Dabi. E di Hawks.
A proposito, dovrei ringraziarlo. Mi prometto di farlo nel pomeriggio. Concentro le energie che ho nel rimarginare le mie ferite, e in mezz'ora riesco a muovermi e a camminare.
Non sono guarita del tutto, ma mi alzo comunque e vado a farmi una doccia.
Mi tolgo le bende alle mani e guardo i segni dei miei artigli e la brutta scottatura sul polso destro.
Mi tolgo la maglia e guardo la mia schiena allo specchio; noto dei piccoli tagli sulle spalle, oltre ai segni delle quattro piume di Hawks, ma niente di serio. Apro l'acqua della doccia e mentre aspetto che si scaldi mi spoglio completamente e chiudo la porta del bagno.
Appena la temperatura mi sembra ideale entro in doccia e lascio che l'acqua scorra sulla mia pelle segnata. Mi accuccio, l'acqua calda mi scivola leggera lungo la schiena mentre chiudo gli occhi e ciondolo leggermente la testa, cercando di mandar via i ricordi che gli ultimi avvenimenti hanno riportato a galla.
11.30
Entro nella sala comune, dove Toga mi salta al collo appena mi vede. Chiedo a Kurogiri un tè caldo e sento lo sguardo di Shigaraki addosso.
"Come vanno le ferite?"
"Bene, direi" rispondo con la bionda ancora appesa a me. A proposito...
"Sapete dove posso trovare Hawks questo pomeriggio?" chiedo.
"Teoricamente se non lavora è allo studio fotografico" mi risponde Dabi. Lo guardo e mi sento abbastanza in colpa per i graffi sul volto.
"Ecco il tuo tè caldo"
"Grazie mille" rispondo allungando la mia mano destra. Ora noto di nuovo la mia scottatura e i sensi di colpa scendono drasticamente.
"Senti t/n..."
Mi giro verso Dabi
"Perché non torni a casa tua?" mi chiede. Non riesco a decifrare il suo tono di voce, e non ho la più pallida idea se sia serio oppure no.
"...è un invito a levarmi dalle palle?"
Lo guardo con fare un po' scazzato ed ironico.
"...forse"
Lascio perdere la questione Dabi, girandomi verso Toga.
"Potresti accompagnarmi a prendere della pittura?" le chiedo.
Mi guarda, estremamente confusa dalla mia richiesta.
"..oke"
12.00
Entro in quella che sarà la mia nuova camera con pittura e pennelli sottomano, nello stesso momento in cui Dabi passa nei corridoi.
"Hai bisogno di una mano?" lo sento chiedermi.
"No, sono a posto, grazie" dico svelta, guardando verso il soffitto.
Era alto, saranno stati circa 3 metri. Forse anche di più. Esco dalla stanza mentre Dabi mi guarda ridendo, e torno dopo poco con una scala.
"Ok, ci siamo" mi dico, tirandomi su le maniche e successivamente legandomi i capelli in modo che non mi stiano in faccia.
Prendo un pennello e, sotto lo sguardo divertito di Dabi, inizio a dipingere una parete.
15.00
Ho quasi finito di dipingere la mia stanza ma non ho ancora pranzato, nonostante Kurogiri mi abbia portato un toast.
"Non ci provare"
"Cosa?"
"Ti ho visto che cercavi di prendere il mio toast, bastardo"
"E allora? Anche se lo prendessi? Cosa saresti in grado di fare?" mi risponde Dabi.
Mi giro di scatto per rispondergli dietro, ma la scala si sbilancia e cado insieme ai barattoli di vernice. Riesco ad atterrare in un modo quasi decente, e guardo incredula tutto il parquet sporco di vernice.
Alzo lo sguardo e vedo Dabi ridere, così prendo un pennello ed insultandolo inizio a schizzarlo, dicendo addio al mio tost tanto invitante.
17.15
È da mezz'ora che sono allo studio fotografico e sto per perdere le speranze quando vado a sbattere contro qualcuno, e per poco non cadiamo entrambi.
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Un salto nel vuoto/Hawks x reader
Fiksi Penggemar"Ora sento le sue mani reggermi la schiena decise. Sprofondo di nuovo il viso tra il suo collo e il colletto della sua giacca calda, cullata dal battito del suo cuore, e immagino se qualcuno dal basso della città illuminata possa vederci solcare leg...
