Un'ideologia interessante
*premetto che è basata sulle esperienze e il passato della protagonista*
POV Dabi
Vado nella sala comune e vedo t/n farsi un tè.
"Hey sacco di pulci"
"Ciao Dabi" mi risponde senza nemmeno girarsi.
La guardo e non capisco come mai Shigaraki non la voglia includere nei suoi piani, sarebbe un'alleata perfetta: ha conquistato la fiducia del pennuto in poco tempo e la sua faccia non è conosciuta per il momento, o almeno non come le nostre. Inoltre sembra non avere più una famiglia e pochi amici, il che la rende facilmente manipolabile. Nello scontro di ieri ho capito che riesce a ragionare abbastanza razionalmente anche in situazioni critiche, nonostante si lasci trasportare dalle emozioni.
"Hai bisogno di qualcosa?" mi chiede.
"Hai mai pensato di allenare i quirk che ti sono stati trasferiti?"
Mi guarda in modo strano, di certo non è quello che si aspettava.
"In realtà sì, ma poi non l'ho fatto"
"Non dirmi che non l'hai fatto perché ti senti in colpa"
"No, ma in prigione ci svegliavano e dopo una colazione abbondante a base di uova e bacon ci incitavano ad allenare e migliorare i nostri quirk, ovvio"
Dio quanto odio il suo sarcasmo a volte.
"Secondo me dovresti, potrei darti una mano"
"Per diventare il vostro burattino?"
Cazzo, ci è arrivata subito... non era difficile da capire ma non pensavo ci arrivasse così velocemente.
"Per difenderti. Quando chiamerai per aiuto nessuno verrà a salvarti, e non sperare nell'arrivo di qualcuno perché sarai sola." mento spudoratamente.
Appoggia la schiena al muro con la tazza di tè caldo in mano e ne beve un sorso. Spero solo che non tiri fuori la stronzata degli eroi o giuro che sta volta la ammazzo sul serio.
"Hai ragione, ma chi ti dice che non sappia già difendermi da sola?" risponde dopo qualche secondo.
"Perché puoi?"
Prende un coltello da cucina ed inizia a maneggiarlo con la mano destra abbastanza bene. Lo fa girare, poi con un gesto sicuro lo lancia e si conficca nel muro affianco a me. Guardo il coltello per poi riguardare lei.
Sto per andarmene quando la sento parlare.
"Però sarebbe utile. Hai detto che sei disposto ad aiutarmi, giusto? Cosa vuoi avere in cambio?"
Non è stupida, lo so, eppure mi sorprende sapere che è la stessa ragazza che è caduta da una scala pitturando la sua stanza.
"Niente, per il momento"
"Non dirmi che ti senti in colpa per avermi quasi uccisa" mi risponde, riprendendo le mie stesse parole.
"No, semplicemente se devo vedere il tuo cadavere in televisione voglia che sia colpa mia"
"Mhm... come vuoi"
Mi appoggio sullo stipite della porta prima di farle una domanda.
"Cosa pensi della società degli eroi odierna?"
Non mi interessa molto la sua opinione, voglio solo sapere se posso davvero ricavarci qualcosa, da lei.
"È... complicato. Odio il loro modo di etichettare le situazioni e le persone. Però non sono tutti uguali, gli eroi, come non lo sono i cattivi."
La sua risposta mi sorprende, e onestamente mi ricorda in parte la logica di Stain.
"Non so se hai capito il mio punto. Per esempio, non dirmi che non hai mai sentito parlare di quirk da cattivi. Non esistono quirk buoni o cattivi, la differenza la fanno le scelte chi li usa."
Entro nella stanza e mi siedo su uno sgabello mentre l'ascolto.
"Sono chiamati eroi quelli che combattono per il bene, ma chi ha deciso cosa è bene e cosa no? L'ha deciso chi, in passato, ha vinto. È sempre così. La storia è scritta da chi vince. Ma alla fine di questa storia non ci saranno eroi o cattivi, ci saranno solo persone vive e persone morte. Sta a te decidere dove vuoi stare."
La serietà con la quale lo dice non sembra nemmeno appartenerle, non un segno di ironia nel suo tono di voce o sul suo viso. Odio ammetterlo ma ha guadagnato un po' del mio rispetto.
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Un salto nel vuoto/Hawks x reader
Fanfiction"Ora sento le sue mani reggermi la schiena decise. Sprofondo di nuovo il viso tra il suo collo e il colletto della sua giacca calda, cullata dal battito del suo cuore, e immagino se qualcuno dal basso della città illuminata possa vederci solcare leg...
