Capitolo 21

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Li vedo entrare e raggrupparsi attorno al mio letto.
'Ci siamo'

"Signorina t/c, abbiamo delle domande da porle, e le chiederei di rispondere nel modo più preciso ed onesto posssibile. Non abbiamo suoi documenti recenti, quindi le faremo anche domande personali, confidiamo nella sua sincerità, wof" mi dice un... cane?
"Certo" rispondo. Non hanno detto niente delle manette, forse nemmeno l'hanno notato. Guardo Hawks che con le braccia incrociate e con una faccia seria si appoggia al muro.
Mi prendo il viso tra le mani, inspiro ed espiro prima di prepararmi a tutto quello che mi chiederanno.
"Iniziamo"

[questa parte non è proprio rilevante, è più una parte aggiuntiva per la storia, quindi se non volete leggerla potete scorrere fino a "***"]

"Non so se lo sai, ma tuo padre è vivo ed ora è sotto processo con l'accusa di molestie, violazione dei diritti umani, omicidio ed aggressione, wof. Vorrei partire dal tuo passato con lui."
Cazzo. Iniziamo bene.
"Allora... Era tutto normale, fino a quando all'età di 11 anni e mezzo ho sentito una sua conversazione con un uomo nella quale parlava di alcuni esperimenti andati male e di corpi da far sparire. Quando mi ha scoperto ad ascoltare è arrivato al punto di minacciarmi di uccidermi se ne avessi parlato con qualcuno, ed io ho mantenuto il segreto. Successivamente c'è stata una fuga di informazioni dal laboratorio in cui lavorava, e ha attribuito la colpa a me. Al posto di uccidermi ha iniziato a studiare il mio quirk e cercare di capire i miei limiti. Il mio quirk originale è il lupo: mi permette di amplificare i miei sensi, mi conferisce una forza fisica molto superiore alla media e posso guarire molto più velocemente di una persona normale, rigenerando anche parti del corpo come dita ed orecchie, nonostante mi rimangano sempre delle cicatrici. Inoltre posso completamente trasformarmi in un lupo. La mia forma da lupo in sè non è molto forte, però la mancanza di forza fisica e resistenza è compensata in velocità ed agilità. Tornando a mio padre, lui era convinto che le mie alte capacità rigenerative potessero farmi sopportare più quirk, così copiò alcuni quirk e li trasferì a me tramite delle iniezioni endovena" dico, mostrando le braccia con i segni degli aghi.
"Non ho un'idea precisa dello schifo che ci fosse dentro, anche se spesso potevo sentirlo parlare di "estrazione del midollo osseo" e cose del genere. Mi tenevano in una stanza abbastanza piccola, insieme ad un altro ragazzo. Il suo nome era Hyosuke, aveva due anni in più di me e gli era stato riservato il mio stesso trattamento; anche lui possedeva un quirk di rigenerazione, molto più forte del mio, così gli trasferirono 7 o 8 quirk. Circa quattro mesi dopo il mio quattordicesimo compleanno, Hyosuke riuscì a farci scappare, o almeno quasi: io ero ancora debole dagli esperimenti sempre più invasivi, quindi rimasi indietro e riuscirono a prendermi, al che lui li uccise quasi tutti, prima di morire di sovraffaticamento. Se avete bisogno di più informazioni su di lui al di fuori del laboratorio mi ha raccontato di avere un fratello con il quale parlava di tutto. In ogni caso, l'unico sopravvissuto fece in modo che mi venisse attribuita tutta la colpa, mandandomi in carcere. In carcere passai quasi tutto il tempo a studiare il sistema e i piani che venivano utilizzati in casi di emergenza, per poi sfruttare una falla del sistema per evadere insieme ad altri detenuti poco più di un mese fa."
Ho omesso tutte le parti che riguardavano la lega dei cattivi e il mio contatto con loro, per quanto ne so non ci sono prove.
"I vestiti nella macchina bruciata erano i tuoi?"
"Sì. Passavo di lì e ho sentito odore di bruciato, così sono accorsa ad aiutare. Trasformandomi strappo tutti i miei vestiti, così li rimuovo prima."
"Che quirk possiedi oltre al tuo originale?"
"Ho la telecinesi, posso crearmi una coda e potrei averne un altro, che loro chiamavano Banshee, ma che fino ad oggi non si è mai manifestato."
"Come ti sei procurata quella scottatura?"
Oh merda.
"Aiutando le persone dell'incidente della macchina in fiamme"
"E i tagli sulle gambe e sulle braccia?"
"Alcune sono ferite di guerra..."
Mi fermo e sorrido a mia mamma. È così che lei le chiamava quando io ero piccola. La vedo sorridermi, e il suo sorriso dopo tutto quello che ha passato per me non ha prezzo.
"...ovvero, me le sono procurate per incidenti 'quotidiani', mentre le altre sono quello che rimane degli esperimenti" dico tranquilla.
"Puoi indicare quali sono le ferite degli esperimenti?"
Rimango abbastanza confusa, e il capo della polizia lo nota.
"Nel processo contro tuo padre tu sei uno dei principali testimoni, e abbiamo bisogno di più prove possibili." dice prima di indicare un poliziotto con una macchina fotografica in mano. Faccio come mi chiedono e mostro le ferite.
"Questi tagli precisi sono quelli fatti da lui" dico indicando segni ripetitivi sulle gambe e sulle braccia. Lascio il fotografo fare il suo lavoro.
"Ne hai altre?"
"Sì, sulla schiena" dico,  girandomi e alzando quella specie di vestaglia medica fin quasi alle spalle.
"I segni sulla spina dorsale"
"E... e le altre? Se posso chiedere..." mi chiede il fotografo.
"Quali... altre?" rispondo confusa.
Che altre cicatrici ho sulla schie... ah. Giusto.
"Queste quattro, molto simili" mi dice sfiorandone una, provocandomi un brivido lungo tutta la schiena.
"Quelle... quelle sono state lasciate delle piume di Hawks"
Cala il silenzio assoluto. Non sapevo cosa inventarmi. Mi risistemo e mi giro rimettendomi seduta, e vedo Hawks guardare fuori dalla vetrata della mia camera.
"Ok, qualche altra domanda e abbiamo finito... riguardo la valigetta, com'è che ne sei venuta in possesso, e dove si trovano ora le boccette originali?"
Oh cazzo. Pensa, pensa rapidamente.
"Quando sono arrivata alla macchina in fiamme, un signore mi ha chiesto di prendere la valigetta che c'era nel bagagliaio, così l'ho fatto, e poi li ho allontanati tutti dal pericolo. Appena dopo mi ha dato la sua giacca e mi ha chiesto il mio nome, così gliel'ho detto, e lui mi ha detto di prendere la valigetta e scappare, dicendo che mi avrebbe coperto facendola credere distrutta nell'incendio. Scappando sono stata fermata da colui che penso fosse il vero responsabile. Aveva una maschera addosso, e la puzza di bruciato mi ha impedito di memorizzare il suo odore. Ha chiesto la mia collaborazione, oppure mi avrebbe incastrata come artefice del tutto, grazie al numero elevato di prove che avevo seminato. Dopo aver accettato, mi ha detto il contenuto della valigetta e mi ha spiegato approssimativamente un piano per restituirne una copia. Nonostante tutto non mi sono tirata indietro, anche perché pensavo potesse essere un modo per dire definitivamente addio al mio passato. Mi ha fatto accompagnare là da un uomo in completo, e poi è successo quello che è successo. Purtroppo non so dove si trovino i campioni originale, e nemmeno quali fossero le sue vere intenzioni o i suoi moventi, mi dispiace"
È la più grande stronzata che io abbia detto oggi, però sembrano credermi sulla parola.
"Lo sai vero che questo non giustifica le tue azioni?"
"Sì"
"Da quello che emerge dalla tua storia sei colpevole di furto, occultamento di prove, aggressione, tentato omicidio e inoltre hai agito senza la qualificazione necessaria, che a prescindere dal risultato rimane un crimine e va punito. Con probabilità davvero molte alte riceverai una pena da scontare in prigione o un riscatto da pagare. Ne sei consapevole?"
"... sì"

***

"Detto questo, gli uomini di tuo padre sono ancora liberi, e non vorremo che ti capitasse niente prima del processo contro tuo padre e... beh, anche prima del tuo. Per questo abbiamo deciso che rimarrai fino al tuo processo, ovvero circa un mese, sotto la supervisione stretta di un pro hero, nel tuo caso Hawks."

Poteva andare decisamente peggio. Tipo potrei rischiare un ergastolo. Ah, aspetta un attimo.
"Ti sono stati vietati contatti con la tua famiglia o altre persone al di fuori dello stretto necessario. Ci dispiace"
Che culo. Di bene in meglio. Non che mi andasse troppo a genio dover passare tutti i giorni con quella che ormai non è molto più che la mia famiglia biologica, ma il mio pensiero è più per Pamela, Shigaraki e gli altri

17:00
Vedo tutti uscire dalla stanza, ad eccezione di Hawks che chiude la porta a chiave prima di riappoggiarsi al muro.
"Non so nemmeno da dove iniziare" mi dice.
"È per... per la promessa?"
"È per il fatto che hai messo a rischio non solo la tua vita, ma anche quella di una decina di altre persone, t/n. Mi dici che non farai stronzate e la volta successiva che ti incontro hai una siringa conficcata del collo mentre trafiggi una persona."

Rimango in silenzio. I sensi di colpa mi stanno consumando dall'interno.
"Scena muta? Sul serio t/n?"
"Cosa vuoi che faccia?" dico, cercando di tenere un tono di voce relativamente basso, nonostante questo lasci trapelare tutte le mie emozioni.
"Vuoi che io pianga? Vuoi che io urli tutto il mio dolore? Perché se è così mi dispiace, ma non lo farò. Perché se lo facessi ogni volta che qualcosa non va come vorrei allora sarei a piangere e ad autocommiserarmi tutto il tempo. Pensi forse che fosse questo quello che volevo? Volevo solo chiudere un capitolo e aprirne uno nuovo, non mandare a puttane la mia vita, e in questo momento non so che altro fare se non passare questo inferno a testa alta, per quanto male possa fare. Quindi se sei qui per ricordarmi la persona orribile che sono diventata e come dovrei vergognarmi di me stessa, allora grazie, ma puoi anche andartene." dico impulsivamente, terminando con la voce spezzata. Cala il silenzio.
"Va bene, t/n. Messaggio ricevuto" mi risponde Hawks prima di uscire dalla stanza e lasciarmi sola. Ora sì che non può andare peggio di così.

-Due settimane dopo-

È circa una settimana che sono chiusa nella mia stanza all'agenzia di Hawks. Le scelte sono due: o resto tutto il tempo in camera, oppure devo seguire come un cane Hawks, il che adesso come adesso non è l'idea migliore.

"Quindi questa sarà la mia stanza?"
Uhm?
"Sì, Tokoyami."
'Un'altra persona... forse potrò parlare finalmente con qualcuno' è il primo pensiero che attraversa la mia testa.

Il mio telefono è rimasto al bar, e quindi per evitare problemi per tutti ho detto di non averne uno. Ho passato quasi tutto il tempo a disegnare, a leggere, a guardare la tv oppure ad osservare le persone fuori dalla finestra.
Era noioso.
Sento un vago odore di mele, e suppongo sia un frutto che piace al mio nuovo... "vicino di stanza"? Come l'ha chiamato? Oddio, non me lo ricordo più. Fa niente.
Sgattaiolo in cucina, prendo due mele, ed inizio a sbucciarle, troppo concentrata per notare che qualcuno mi sta osservando.

POV Hawks
La guardo tagliare delle mele in modo creativo e creare... un... gufo? Qualche volta la guardo e mi chiedo se abbia davvero diciott'anni. Sorrido a vederla così concentrata nel suo lavoro. Mi sento un po' in colpa per quello che è successo tra di noi. So di non essere nel torto, però so anche di aver preso un momento particolarmente delicato per parlare.
Sembra una bambina.
Quella di tenerla con me mi è stata presentata come una scelta, però era quel tipo di scelta obbligata che non puoi declinare. E a me va bene così.

POV t/n
Appena ho finito metto il piatto davanti alla porta, busso e torno in camera. Mi sento una bambina, ma non ci do troppo peso. Sento qualcuno aprire la porta.
"Uhm? Delle mele?" sento qualcuno dire.
"SÌ, MELE!" sento... qualcun altro rispondere?
"Shhh Dark Shadow, non fare confusione." dice la prima voce, prima di richiudere la porta.
Esco dalla mia stanza e il piatto con le mele non c'è più.

Angolo autrice
Ok questo è forse il capitolo più trash che potessi mai scrivere ma fa niente ahahah. Mi sembra che il tirocinio di Tokoyami sia prima del ritiro di All Might, ma in ogni caso avevo bisogno di un collegamento.
Bye ✨

Un salto nel vuoto/Hawks x reader La tua prossima ossessione. Scoprilo ora