Capitolo 20

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Un (possibile) nuovo inizio

Riapro gli occhi. Vedo la mia coda trafiggere il fianco di mio padre, affondando senza problemi nella carne, contemporaneamente all'ago che affonda nelle vene del mio collo.

'Game Over' penso, prima di sentire mio padre premere lo stantuffo.
Guaisco sentendo il denso liquido entrarmi nelle vene, mischiandosi col mio sangue.
Sento l'odore metallico del sangue che scivola lungo il corpo di mio padre dalla ferita che gli ho inflitto, mentre estrae la siringa dal mio collo. Scuoto leggermente la testa.
Mi giro verso Hawks, che tiene gli occhi lucidi.

È colpa mia.
Abbasso lo sguardo. Mi sento un mostro. Sono un mostro. Estraggo la coda dal corpo di mio padre e lascio che si ritragga fino a scomparire. Il silenzio interrotto solo dai singhiozzi di mia madre e di mia sorella mi sembra porre tutto il suo peso sul mio corpo. La ferita che ho fatto non è mortale, ma nemmeno la mia iniezione.

"Non... non doveva finire così" dico.
"Hai ragione. Saresti dovuta morire per mano mia quattro anni fa. Dovresti vergognarti"
"L'unica cosa di cui mi vergogno è guardarti e vedere l'uomo che a 6 anni giocava con me sull'altalena e non il mostro che a 13 ha messo la mia vita sul filo del rasoio"
"Tu sei solo un mostro, e morirai come tale"
"Lo so. Ma non chiederò scusa per questo. Non a te." dice guardandolo negli occhi "...è tutto quello che ho da dirti, ed è anche troppo oltre quello che ti meriteresti."

Mi sento stanca.

"Mi sorprende tu non sia ancora morta adesso. Oppure hai solo perso i tuoi quirk..." dice, come se fosse deluso
"No... questi non sono i campioni originali"
"...cosa?"
"Alcuni erano antibiotici endovenosi, altri antidolorifici e quello che mi hai iniettato è un analgesico. Mi hai solo anestetizzato, niente di più" dico sorridendo leggermente.

Non sento più le dita, e stare in piedi sta diventando difficile. Sento un'ambulanza arrivare, anche se so che in realtà non è venuta a prendere me, prima di sentire Hawks cingermi la vita per poi prendermi in braccio.
"Mi dispiace, Hawks, mi dispiace davvero tanto" dico prima di sentire gli occhi umidi.
"È tutta colpa mia"
"Non è il momento per i sensi di colpa, t/n" mi risponde freddo.

Il suo tono mi fa più male di tutto quello che è successo nelle ultime ore. Sento di aver perso la persona che amo e non voglio accettarlo.
Fa freddo e mi sento davvero debole.
Chiudo gli occhi e l'ultima cosa che sento è una lacrima amara scorrermi lungo il viso, prima di perdere i sensi ed abbandonarmi, di nuovo, ad Hawks.

POV Hawks
Mi siedi tenendo t/n in braccio. Per il momento la mia preoccupazione è lei, mentre vedo Miruko occuparsi dei militari e della famiglia di t/n. Guardo suo padre accasciarsi a terra: la ferita non è mortale, t/n ha fatto attenzione, ma ha comunque perso molto sangue.
Guardo il viso pallido di t/n, i suoi occhi chiusi e quelle sue labbra, di solito rosee, ora sfumate di un colore bluastro.
'Ti avevo chiesto di non fare stronzate... perché hai deciso di rischiare così?' penso, quasi come se mi mi aspettassi effettivamente una sua risposta ora.

I miei pensieri vengono interrotti dalla porta che si apre bruscamente, lasciando entrare Pamela seguita da vari infermieri, medici e da alcuni eroi.
Pamela mi raggiunge e così fanno anche alcuni medici. Stringo istintivamente la presa su t/n, prima di consegnarla ad altre braccia che la portano via.

21:30
Sono seduto a quel tavolo di eroi e sto rispondendo a domande sull'accaduto.
Appena hanno finito di farmi domande, mi alzo ed esco da quella stanza per prendere una boccata d'aria.

"Hey Hawks"
"Ciao, Miruko"
"Ti... ti va del pollo fritto?" mi chiede.
"Non sono proprio dell'umore"
"Ed dai, se sei preoccupato per quella ragazza sappi che ho sentito i medici dire che starà bene. Non dirmi che vuoi davvero rinunciare."
Ci penso. Non ho davvero voglia di stare da solo ora... e poi si sta parlando di pollo fritto.
"Dammi 5 minuti" dico, prima di tornare dentro e finire alcune richieste.

POV t/n
Mi sveglio in un letto un po' scomodo. Provo a mettermi seduta ma il mio corpo non risponde. Muovo le dita dei piedi e poi quelle delle mani. Provo a muovere un polso ma una manetta che lega me ed il bordo del letto me lo impedisce. Giro la testa, e sull'altra mano vedo delle flebo.

Non ho la minima idea di che ore o giorno siano. A fatica mi metto seduta.
Mi ricordo tutto quello che è successo e mi vorrei sotterrare. Ho fatto proprio un bel casino.

"T/n.."
"Uhm?" rispondo svogliata.
Ero così persa nei miei pensieri che nemmeno mi ero accorta di qualcuno nella mia stanza.
"Come ti senti?"
"Emotivamente o fisicamente..?"
"..."
"Fa niente, tanto entrambi una merda"
"Sono contento che tu sia viva."
"Grazie. E grazie per aver rispettato il nostro accordo, Shigaraki. Non dovresti essere qui, o mi sbaglio?"
"No, hai ragione...." dice "...ma gli altri volevano controllare che tu stessi bene. Hai fatto proprio un bel casino, lo sai?" mi dice prima di distruggere le manette.
Annuisco.
"Non posso portarti via. Mi dispiace"
"Fa niente. Devo affrontare le conseguenze delle mie azioni."
Sento dei passi in lontananza.
"Vai, prima che ti becchino qui." dico, prima di vedere il celeste sparire in un vortice di Kurogiri giusto in tempo.
La porta si apre, ed entrano diverse persone, tra le quali Miruko, Hawks, mia mamma ed alcuni poliziotti.

Un salto nel vuoto/Hawks x reader La tua prossima ossessione. Scoprilo ora