"Ora sento le sue mani reggermi la schiena decise. Sprofondo di nuovo il viso tra il suo collo e il colletto della sua giacca calda, cullata dal battito del suo cuore, e immagino se qualcuno dal basso della città illuminata possa vederci solcare leg...
"Tu non dovresti essere qua" dico indietreggiando quasi istintivamente. Il ragazzo dall'aspetto minaccioso si limita a stare in piedi sulla porta. "T/n?" mi chiama Hawks, ma nemmeno lo sento. "Tu..." ripeto "...tu non dovresti essere qua..." Camminando all'indietro inciampo e cado. I ricordi che affiorano mi fanno venire voglia di urlare. "Tu... tu dovresti essere morto"
Lo vedo entrare e porgermi una mano. Esito per qualche secondo, ma poi prendo la sua mano e accetto il suo aiuto per rialzarmi. "No io... io non lo sono." "Lo dovresti essere, Hyosuke" "Beh, io non sono nemmeno Hyosuke..." Rimango visibilmente confusa così mi porge una mano per presentarsi mentre mette l'altra dietro al collo. "Sono suo fratello gemello, Tadashi" Tiro un sospiro di sollievo, prima di stringergli la mano nel mentre che Hawks ci raggiunge.
10:40 "Quindi è qui che stai" mi dice mentre fa un giro della mia stanza. Mi ricorda davvero molto Hyosuke anche come carattere. Aspetto minaccioso ma comportamento mite e gentile. "Come mai da queste parti?" gli chiedo. Si gira e sembra cadere dalle nuvole. "Umh? Ah sì, giusto. Sono qui per dirti che qualsiasi cosa tu decida di fare, io sarò dalla tua parte" "Cosa intendi..?" gli chiedo. "Sei la persona che ha conosciuto mio fratello per i suoi ultimi anni di vita, e mi sento meglio a sapere che non ci sia più piuttosto che vivere col dubbio costante di lui che soffre. Non eri l'unica persona che era sotto esperimenti, eppure lui ha deciso di provare a salvare te, e so per certo che non avrebbe mai salvato un'assassina. Sei riuscita a svelare al mondo gli affari crudeli di tuo padre in un paio di mesi, sono sicuro che tu possa risolvere anche questo, quindi se vuoi provarci io sarò dalla tua parte."
Mi ha letto nella mente. Ci sto pensando sul serio. Ma non come una specie di rivincita o vendetta personale, come... opportunità? Sorrido leggermente, involontariamente. "Non se ne parla" gli risponde Hawks. Eccoci di nuovo alla realtà. Tadashi rimane interdetto dalla risposta di Hawks ed incrocia le braccia. "Non dovrebbe essere lei a rispondere?" "È una ragazzina, sai già cosa sceglierebbe" "È maggiorenne e può prendersene le responsabilità" "Okay, okay, non serve agitarsi, entrambi" dico cercando di calmare le acque, prima di continuare. "Non ho intenzione di fare niente" Per il momento "Ora finirò le valigie e tornerò dalla mia famiglia e vedremo di risolvere la cosa in un modo legale, con avvocati ed il resto, okay?"
Hawks sembra sollevato dalla mia risposta. "Va bene, ci sentiamo, allora" mi dice. Mi da un bacio sulla guancia e poi esce dalla mia stanza. Aspetto qualche secondo prima di rivolgere uno sguardo a Tadashi. "Hai un piano?" mi chiede. "No. Ma non ho mentito, non farò niente, per quanto vorrei farlo. Però ho dei sospetti e so che con te posso parlarne."
13:30 Siamo davanti a casa mia. "Se i tuoi sospetti sono fondati ti conviene davvero non fare niente" mi dice Tadashi. "Se lo sono succederà qualcosa e parecchio in fretta. Il fatto che ogni pezzo si incastri perfettamente sembra darmi ragione ma spero davvero di essermi sbagliata" "E chi sarà compreso in questo 'qualcosa'?" "Io e molto probabilmente basta, dubito che prendano di mira la mia famiglia o i miei amici"
***
È passata una settimana da quando mi sono trasferita di nuovo dalla mia famiglia. Gli omicidi non si sono fermati e nonostante ci siano le prove che io non sia uscita di casa sono comunque la principale sospettata. Penso a cosa potresti dire a Pamela e se dovrei dire a qualcun altro oltre a Tadashi dei miei sospetti. Ho provato a parlarne con Hawks ma non ha fatto altro che cambiare discorso ogni volta che entravamo in argomento. Qualcosa si è incrinato tra noi dall'ultima notte alla sua agenzia, lo so.
Prendo il mio telefono che Kurogiri mi ha riportato per chiamare Hawks, ma un'altra notifica attira la mia attenzione.
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Mi vesto leggera, mi metto una felpa con cappuccio ed esco di fretta senza nemmeno avvisare.
18:45 Sono all'indirizzo che mi ha dato Dabi, davanti ad un teatro abbandonato, e di lui ancora nessuna traccia. Mi tolgo la felpa e me la lego in vita; fa parecchio caldo anche se è già sera. Sto per andarmene quando sento qualcuno chiamarmi. "Oi" Mi giro e vedo Dabi guardarmi dal tetto. Fa una salto e mi atterra accanto.
"Come mai mi volevi qua?" chiedo "Perché ora tu risolverai il tutto dietro a questi omicidi" "Si certo, entra pure, sali sul palco e racconta le tue battute a qualcun altro" gli rispondo ironica indicando il teatro. "Non dirmi che hai preso lo stesso senso dell'umorismo del pennuto" Mi guarda, ma io nemmeno gli rispondo. "Tornando a noi, voglio seriamente che tu risolva tutto" "Perché dovrei farlo?" "Fammi indovinare, il pennuto ti ha detto di non fare niente... Voglio che ti tiri fuori dal casino in cui sei ora, il tuo nome è evidenziato ovunque e se mai decidessero di indagare seriamente su di te rischierebbero di risalire a noi..." "Tutto qua?" "... e anche per ragioni personali." "Oh, quindi sei davvero capace di provare emozioni e affezionarti alle persone" "Ecco, ora non più" "No, dai" Mi metto a ridere e lo vedo sorridere. Ci incamminiamo per quella via abbandonata mentre parliamo un po' di tutto.
19:30 "Quindi essere figlio di un eroe nella mia condizione è solo che inutile e frustrante... invece come sta andando con la tua famiglia?" Sto per rispondere che sento un rumore. Ci giriamo entrambi, anche Dabi l'ha sentito. Affino i sensi. "Cosa senti?" mi chiede "Odore di umano" "...potresti essere più specifica?" "Sangue, sudore, ormoni.... maschio, tra i 16 e i 22 anni..." "Aspettami qua" mi dice, prima di avviarsi dentro un vicolo cieco secondario. Faccio come mi dice e stringo le mani a pugno.
Aspetto per qualche minuto, senza che lui faccia ritorno. "...Dabi?" chiamo a bassa voce. "Dabi?" ripeto, più convinta. Mi avvio verso il vicolo dentro al quale è entrato, solo per trovarlo vuoto. "Dabi..." dico prima di ridere nervosamente "Non è divertente!" Nessuna risposta. Ecco di nuovo quel senso di oppressione e di abbandono. "Touya, per favore, non è divertente..." dico piano. Ancora nessuna risposta. Stringo ancora di più i pugni, mi giro di scatto. Affino i sensi di nuovo. Sento un battito cardiaco vicino, ma non è quello di Dabi. Provo a girarmi di nuovo.
Troppo tardi.
Qualcuno mi stringe il naso e la bocca con uno straccio bagnato. Provo a liberarmi, invano. Cerco di urlare nell'ultima speranza che qualcuno possa sentire la mia richiesta d'aiuto, ma la persona che mi ha preso stringe la presa, facendomi quasi soffocare. "Shhh, non ti preoccupare, presto sarà tutto finito..." Mi sento stanca e sto per abbandonarmi a quella sensazione di intorpidimento che sento Dabi urlare il mio nome. Ho la vista offuscata e non riesco a capire dove sia, ma provo a resistere comunque, prima di non vedere o sentire più niente.