Capitolo 106

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Julia

Ancora non ci posso credere! Mi tremano le gambe al solo pensiero, ma dopo ore ed ore di viaggio siamo finalmente scesi all'aeroporto di Verona.

Solo ora, guardando il paesaggio fuori dal finestrino del suv che ci sta portando all'Arena, mi rendo conto di quanto mi sia mancata questa città e di come sia veramente stata parte integrante della mia vita.

È da qui che la mia vita è rinata, ed è questo il posto dove rinascerà ancora e dove io e Federico ritorneremo ad essere per sempre noi stesi, ma insieme.

Dopo un tragitto di circa un'ora, dovuto al tanto traffico che abbiamo incontrato,l'autista ci scarica dietro l'Arena, dove c'è un'ingresso secondario che molti artisti utilizzano per entrare senza farsi vedere dai fans.

Mi piacerebbe molto abbracciare tutte quelle ragazze che gridano all'impazzata fuori dal cancello, ma questa è un'operazione sotto copertura e dobbiamo stare molto attenti ad ogni nostro singolo movimento.

Una volta aver oltrepassato i camerini usciamo da sotto il palco e, dopo esserci incappucciati per renderci irriconoscibili, ci mettiamo seduti in quarta fila: perfetta sia per guardare il concerto che per nascondersi dagli occhi di Fede.

Non voglio che ci noti prima del dovuto, perché non sono in grado di dire quale sarà la sua reazione, ma di sicuro non voglio che il suo primo vero concerto da solista all'Arena sia un disastro per colpa mia.

Federico

"Mancano 30 secondi!" mi informa una ragazza passando velocemente alla mia destra.

Le mani stanno sudando e non riesco a smettere di muovere i piedi... si vede che sono nervoso? 

Eppure non è la prima volta che mi esibisco in questo palco, l'ultima è stata circa un mese fa, eppure l'emozione sembra essere la stessa.

"10 secondi!" dice un altro ragazzo e, senza aspettare ulteriori avvertenze faccio una breve corsa dal dietro le quinte al centro del palco, dove ad accogliermi con un caloroso applauso trovo migliaia di persone.

"Questo è il mio primissimo concerto da solista fatto sul palco di questa Arena... non starò qui a farvi un discorso strappa lacrime perché non ne sarei in grado, ma voglio ringraziarvi comunque tutti per il sostegno che mi date giorno dopo giorno! 
Siete la mia soddisfazione più grande!
" dico, e subito dopo parte la base per la prima canzone.

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"Grazie mille a tutti per aver avuto la pazienza di assistere a tutto questo!" esclamo scherzando dopo aver intonato le parole dell'ultima canzone.

"Siete il pubblico più bello che potessi avere questa sera..." dico ancora.
"C'è una persona che non è qui presente, per svariati motivi che non sto ad elencarvi, ma voglio che questa persona sappia che se sono qui sopra, su questo palco, è merito suo! 
Grazie!

Il pubblico ricambia con un applauso strepitoso e, nel frattempo, io mi ritiro dal palco con l'adrenalina ancora a mille.

Julia

È arrivato il momento.

"Julia noi ci vediamo direttamente domani va bene?" mi dice Bella; io annuisco prima di entrare di soppiatto nei camerini.

Federico

"ragazzo... sei stato un portento!" si complimenta con me Marco, il mio manager, che è quasi più emozionato del sottoscritto.

"Tu sei libero di andare... ci vediamo domani!" mi saluta poi.

Entro con calma nel mio camerino pronto a spruzzarmi un'intera confezione di deodorante in attesa che raggiunga l'hotel per farmi una doccia, ma non appena metto piede dentro, un cappuccio nero mi cade in testa coprendomi la visuale.

le mie grida sono inutili e non riesco a liberarmi dato che chiunque mi stia trasportando sulle spalle deve esser sicuramente qualcuno dall'aspetto robusto, ma riesco a sentire una voce femminile che sembra dargli degli ordini, peccato che non capisco di chi si tratti.

2 minuti dopo sento la forte chiusura di uno sportello ed il rumore di un suv accendersi, ma l'atmosfera all'interno è molto tesa e nessuno dice niente, neanche io, ma spero solo che sia uno scherzo di cattivo gusto.

Passano altri 5 minuti, quando la macchina si ferma, qualcuno apre lo sportello e con forza mi trascina fuori.

Dall'aria frasca che sbatte sui miei capelli capisco che siamo all'aperto, ma la vera domanda che mi sto ponendo in questo momento è: perché sono qui? 

"Mi fai male!" mi lamento girando la testa verso il 'presunto uomo' che mi tiene fermo il braccio, ma a lui sembra non importare perché continua a spintonarmi in avanti fin quando non arriviamo all'inizio di una scalinata.

"Ecco fatto!" dice poi, e dal silenzio che c'è intorno a me capisco che se ne sia andato; peccato che la faccenda non si è chiusa lì, dato che la 'voce femminile ' di prima, con una mano appoggiata alla mia schiena, mi incita ad andare avanti.

Compiamo due rampe di scale, quando decidiamo finalmente di  fermarci; credo che siamo sopra ad un balcone dato che dalle scale capisco che siamo saliti, e dall'aria che ancora non vuole placarsi capisco che c'è, per lo meno, una grande finestra.

Rimango immobile per alcuni instanti, dopo di che la ragazza si decide finalmente a togliermi questo cappuccio di testa.

La prima cosa che noto è che non siamo in un semplice balcone, ma nel balcone di Romeo e Giulietta.

La seconda cosa che noto, nonché la più importante e che mi sorprende maggiormente è la persona che mi si presenta davanti.

"Cosa ci fai qui?" chiedo con voce roca, dato che la sorpresa mi ha letteralmente mangiato le parole.

GOOD VIBES || Benji e Fede La tua prossima ossessione. Scoprilo ora