Tic...Tic...
Sento un lieve rumore provenire dal balconcino della cameretta e socchiudo gli occhi, non mi muovo dal mio sacro posto fisso sul letto, sotto le coperte e messa a pancia giù.
Tic...Tic...
Più di questo rumore in se, di cui non conosco il motivo, mi preoccupa il fatto che io sia riuscita a svegliarmi con così poco, quindi decido di ignorarlo e cercare di riaddormentarmi.
Potrebbe essere qualsiasi cosa e la tua risposta a tutto è dormire?
Il mio sonno di bellezza è sano, certo sono bella anche senza, ma al sonno non si dice mai di no.
Forse il tuo sonno di bellezza non funziona, visto che prima di addormentarti o appena sveglia sembri uno zombie appena tornato da un parrucchiere che come reale professione fa il giardiniere.
Tic...Tic...
Il lieve rumore purtroppo continua ed io non posso fare a meno di alzarmi per andare a controllare, non so cosa, ma almeno ci provo. Prima guardo l'orario dal mio telefono sopra al comodino e noto che sono le quattro di notte passate, dopo ciò spero vivamente che ne sia valsa la pena di alzarmi. Appena mi avvicino alla finestra sento altri due tocchi, quindi decido di aprire lentamente e con attenzione, e...
"Ma sei pazzo? Stava per colpirmi in testa, potevo morire!" Sussurro forte contro Christian, sotto il balcone della mia finestra, schivando per miracolo l'ultimo tocco che ha lanciato, ovvero un sassolino che credo abbia trovato nella stradina per entrare a casa mia. Per fortuna cade sopra il tappeto davanti all'armadio, non procurando né danni né rumori.
Allora si, ne è valsa la pena alzarsi.
"Eppure non è successo, ma morirò presto io di freddo se non mi fai entrare in fretta." Parla tremando.
"E chi ti dice che io voglia farti entrare?" rispondo incrociando le braccia.
"Ti ho portato una sorpresa" e niente, ho già calato i miei lunghi capelli per farlo salire.
Okay che da piccola ti chiamavano Rapunzel dei poveri, però adesso non esageriamo.
Tutta colpa della mia curiosità.
O della tua voglia di vederlo.
Gli indico il garage nel giardino, lo apre essendo una semplice porta di legno, prende la lunga scala e la poggia al muro.
A prova di furto, dicevano.
La motocross non ci può più stare, quindi non abbiamo niente di prezioso.
Attacca le mani al cornicione perché la scala non ci arriva, si alza con i muscoli e scavalca la barriera che divide il nulla dal balcone, lo faccio entrare in fretta dentro e chiudo la finestra per non far entrare ulteriore freddo.
Disse quella in canottiera e pantaloncini.
Infatti parlavo per lui.
Chiudo la porta a chiave, non vorrei che mia madre mi vedesse di notte sola con un ragazzo in camera.
"Come diamine fai a stare così? Io sto tremando" dice strofinandosi le mani.
"Abbassa la voce, cretino, stanno tutti dormendo" rispondo.
"Non vedo l'ora di dirti io, di non urlare."
"Sogna, comunque... Non ho quasi mai freddo, anzi."
"Io ti consiglierei di coprirti però" si china verso il mio viso posando le sue mani sui miei fianchi.
"Perché?" mi metto in punta di piedi circondando il suo collo con le mie braccia.
"Sennò l'unica persona accaldata non sarai tu. E almeno daremo un senso a questo tuo caldo" mi avvicino alle sue labbra per poi...
"Diamo un senso anche a questo tuo improvviso imboscamento a casa mia alle quattro e un quarto di notte" mi allontano leggermente e ripoggio tutto il piede sul pavimento.
"Forse volevo vederti" si ricompone mettendosi dritto.
"Intendo dire il motivo per cui ti ho fatto entrare" mi guarda alzando un sopracciglio, esce una scatola e me la porge, vado per prenderla ma... "Ohoh, nanetta, ad una condizione." la porta subito sopra la sua testa.
Mossa da bastardo.
"Quale?" provo a prenderla ma niente.
Fanculo.
"Lo sai bene" ed ecco spuntare il suo ghigno.
Essere o non essere? Bacio o non bacio? Sorpresa o non sopres-... ah ok, lo stai già limonando, brava ragazza.
"Mi sarebbe bastato anche uno a stampo, ma così è decisamente meglio. Tieni, nanetta." Dice abbassando il braccio e dandomi la scatoletta che non tardo ad afferrare.
"I brownie, i miei preferiti!" Dico cercando di non urlare.
Ne apro uno, facendo una cosa che faccio raramente: gliene porgo un pezzo.
"So che lo fai solo per gentilezza, quindi no" rimango a bocca aperta.
Non è un bello spettacolo per ora...
È quello giusto.
E lo capisci da un brownie?
Ti stai lamentando?
Nono, assolutamente, sono mesi che cerco di fartelo capire.
"Tranquillo, non è l'unico pacco. E poi sono i tuoi, dai" accetta.
Pacco? Il suo?
"Vuoi dormire qua con me?" Non so con quale coraggio io glielo abbia detto ma so solo che l'ho fatto e basta.
Sono fiera di te, brava soldata, ottima mossa.
"Ah, perché? Non era scontato? Dopo questa sorpresa..." risponde.
Sistemo letto e scatola mentre lui si leva giubbotto e scarpe, mettendoli alla fine della stanza. Infine ci sediamo sul letto, lui con la schiena poggiata al cuscino, io con la schiena poggiata all'armadio, uno di fronte all'altro.
"Non solo ti imboschi a casa mia, ma pure ti auto inviti"
"Non solo mi hai accettato solo per la sorpresa, pure ti stai lamentando"
"Non solo ti ho fatto entrare, pure pretendi altro"
"Molto, altro"
"Ah si?" mi avvicino lentamente verso lui, invadendo il 'suo' spazio.
"Alexander, non ti conviene" afferra la mia vita.
"Dici?" mi metto a cavalcioni sopra di lui.
"Alexander, smettila" coricandosi del tutto.
"Che c'è? L'onnipotente Christian Dean è succube di una piccola ragazzina?" mi chino verso le sue labbra.
Capovolge la situazione mettendosi sopra di me, mi blocca i polsi sopra la mia testa con le sue mani, e i miei piedi con le sue gambe, impedendomi di muovermi.
"Che c'è? L'onnipotente Alexander Josh ha smesso di parlare e muoversi sotto un mr?" sorride, mi stampa un veloce bacio, sorride di nuovo.
"Ci riesci solo perché sei il doppio di me." Cerco di liberarmi invano.
"E dovresti vedere anche cos'altro c'è ancora..."
"Per ora è l'ultimo dei miei pensieri, sto cercando di non morire soffocata da un cretino" mi lascia andare, si sposta mettendosi di lato a me.
"Stai comodo? Hai freddo?" alzo le coperte coprendolo.
"Si per la prima domanda, per l'ultima, bhe... credo proprio che freddo io non ne abbia, ora come ora" si posiziona vicino a me.
"Allora ci addormentiamo che fra qualche ora dobbiamo andare a scuola? Come minimo ti devi svegliare un quarto d'ora prima per non farti scoprire da mia madre"
"Va bene, ci proverò..." trattengo una risata.
"Buona notte, stupido".
"Buona notte, stupida".
Dopo poco' ci addormentiamo così: il suo fiato sul collo, le sue mani che mi circondando e, soprattutto, con l'alba fuori.
Amo dormire, ma amo di più lui.
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Night or Day?
General FictionSono completamente distinti, come il nero e il bianco, il buio e la luce, il dolce e l'amaro, ma soprattutto come la notte e il giorno. Due ragazzi con storie diverse, con caratteri diversi, con pensieri diversi, con passioni diverse... Tranne una:...
