L'altalena

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Credere fermamente

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Credere fermamente.

Chissà se sia una malaugurata sorte

o una grande benedizione!?

Io, intanto, Credo.

Credo in tutte quelle emozioni 

che, in maniera così delicata,

mi accarezzano l'anima.

Ogni qualvolta la vita

mi invita a fidarmi

della sua altalena,

salgo su quel sedile

e lascio fare al vento,

leggero e soffice,

che dolcemente mi culla.

Chiudo gli occhi

attendendo di assaporare

tutta la bellezza

di quel leggero movimento.

L'altalena si spinge in avanti

e mi riempie di infinite emozioni;

torna indietro e in un baleno

si sbarazza del superfluo:

è come fare un respiro profondo

per fare spazio ad aria nuova,

fresca e profumata,

liberandosi di quella asfissiante,

pesante e maleodorante.

La coccola dell'altalena

diviene condanna quando

arriva la tempesta:

la spinta acquista forza

e mi scaraventa a terra.

Dio, se fa male!

Il dolore è inevitabile ma

posso imparare a controllarlo.

Il dolore esiste ma

non posso rinunciare

a quella sensazione di

beatitudine,

che mi sfiora la pelle.

L'altalena mi regala dolcezza

e, la bellezza di un singolo istante,

non posso negarla al mio cuore.

Mi rialzo da terra e

torno a sedermi:

voglio combattere per quel posto,

se necessario.

Non importa quante altre volte

la caduta sarà straziante,

non importa se sarò

triste e dolorante.

La pena sarà valsa

per esser cullata da quella quiete

che alla tempesta si sostituisce.

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