capitolo trentacinque - l'ultimo valzer del ballo sanguinario

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Per tutte le donzelle, il ballo del ceppo era l'evento più eclatante dell'anno; quel pomeriggio fiocchi, nastri, seta, velluto e magie acconciatrici riempivano le camerate femminili delle Grifondoro.
Sophie era la direttrice della preparazione, in quanto abituata a frastuoni delle sfilate di moda.
"Mary, posa quella piastra babbana!"
Rose rideva ad ogni esclamazione isterica della sua migliore amica.
In fondo, lo sapeva per certo, quel controllo che impose le piaceva tantissimo: tipico degli stilisti.

Il ballo si apriva alle sette in punto -molte ragazze erano pronte dalle cinque- e, dopo che Sophie si sgolò per convincerla a vestirsi, Rose andò a prepararsi.
Il suo abito da cerimonia era uno dei più semplici della camerata: il vestito, composto principalmente da seta brillantinata azzurra, era stretto in vito e si adagiava dolcemente ai fianchi. L'unico particolare erano le maniche sottili poggiate alla metà del braccio; sembrava una fata fiabesca e l'effetto piacque a tutte.

Decise di sistemarsi da sola i capelli: Sophie era molto creativa e a lei non piacevano troppe decorazioni.
Arricciò i capelli e legò due ciocche in una treccina, lasciando i ciuffetti liberi; non era molto abile con le acconciature ma non si lamentò di ciò che fece per la festa.
"Come sto?" chiese Rose volteggiando
Sophie la squadrò e sorrise. Andava bene.

Poco dopo, un ragazzo del primo anno le porse un bigliettino simile a quello che le aveva dato Mattheo tempo prima.
"Grazie, Charlie"
Il ragazzino arrossì e fuggì dall'amico.
Ella, ch'era scesa nella sala comune deserta, si sedette sul divanetto e aprì il foglietto.

Esci

Capì chi era il mittente dalle giravolte della E: il Riddle galante, Mattheo.
Ma, non appena uscì, vi trovò un ragazzo in un classico smoking nero, il ciuffo scuro ordinato e il viso nascosto dietro una rosa rossa.

"Che vuoi?" chiese apparendo infuriata: in cuor suo, la gioia era alle stelle.
Egli mostrò il volto in una smorfia dolce, curvando il labbro il inferiore verso il mento.
"Mi perdoni, principessa, c'erano cose che dovevo sistemare. Sei libera per il ballo?"
Rose aggrottò la fronte; non amava lasciarsi andare e mostrare le proprie vulnerabilità, soprattutto con lui.
Le porse la rosa, con un gesto galante, e quella fu la prima volta che vide un tatuaggio nero raffigurante una goccia di sangue.
Fu tentata da chiedergli quando e perché si avesse tatuato quel simbolo, ma non ne ebbe il tempo.
"Rose, mi dispiace interrompere questo momento romant-"
"Non c'è niente di romantico nella tua rosa"
La rosa cadde dalle proprie mani e il gambo finì sotto il tacco azzurro.
Jonn sospirò pazientemente e continuò:
"C'è una spia di Delphi. Il ragazzo che si è candidato con James, Henry Evans"
"È il suo migliore amico, impossibile!"
Scosse la testa e mostrò una foto grigia e in movimento.
Raffigurava un ragazzo dai capelli chiari e lo sguardo smarrito, il quale si trovava in un'aula vuota.
"E allora?"
"Jeffry non ha fatto una foto decente da mostrare che c'era una donna con lui"
"Delphi" dissero in coro.
Rose non aggiunse altro: era quasi l'ora dell'inizio del ballo e doveva raggiungere James al culmine delle scale.
"Buona serata, amor mio"
Rose, però, non sentì queste amabili parole.

Sophie si trovava al fianco di Sirius, sorridente e raggiante.
"Guarda! È arrivata Rose!" esclamò la giovane sottobraccio al Potter.
Alzò li sguardo e vide la bellezza di sua sorella con quel vestito.
Una visione di Morgana gli ammalò la vista.
"È molto bella, non credi, Sir?"
Sophie ammirava l'amica come se fosse una dea; in quella stessa amica, lui vedeva una pozza di sangue nero e raggi di disperazione attorno alla testa.
Temette che la mano di James potesse sanguinare al tocco di quella di Rose.
Prima voleva bene a quella ragazza, adesso lo spaventava: l'effetto angelico non funzionava su di lui.
I pensieri cupi vennero scacciati dalla stretta di Sophie che lo portò all'interno della sala.

𝐇𝐚𝐫𝐫𝐲 𝐏𝐨𝐭𝐭𝐞𝐫 𝐚𝐧𝐝 𝐭𝐡𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐧𝐠 𝐡𝐞𝐢𝐫La tua prossima ossessione. Scoprilo ora