Rimango ancora un po' davanti allo specchio, continuando a fissare quel rossore che non vuole andare via. Non so cosa fare. Ho testa che sta andando in fiamme, e la ragione che sta andando a rotoli. Continuo a picchiettare con le mie dita affusolate il lavandino, poi cerco di pensare in fretta a cosa fare. Ho paura che Alberto ritorni, dico sul serio, ma allo stesso tempo non vedo l'ora di rivederlo. Non avrei mai pensato di poter rivedere il suo viso fuori dai sogni, ammesso che questo non lo fosse. Mi sono lavata la faccia con l'acqua molto fredda e mi sono tirata un sacco di pizzicotti sulle braccia, eppure il rossore non è svanito.
No, non è decisamente un sogno.
Allora sono ufficialmente impazzita.
Ancora tremante e con le gambe pesanti, mi dirigo verso la porta e la apro. Voglio andare subito da Alessia per raccontarle ogni cosa, eppure qualcosa mi dice di non andare da lei . Una vocina fioca, nella mia testa, mi invita a rimanere qui in camera. Non la ascolto.
Mi affaccio nel corridoio, cercando di camminare sul tappeto per via dei miei piedi scalzi, e arrivo davanti alla porta di Alessia. Mentre avvicino la mia mano alla porta per bussare, quella vocina ritorna.
" Sesto senso, perché non mi lasci fare quello che voglio?", penso.
Busso due volte, poi attendo qualche minuto prima che Alessia mi apra la porta. E sul mio viso compare un'espressione strana, che neanche io avrei mai pensato di saper fare. Alessia sta cercando goffamente e disperatamente di mettere in ordine i capelli, e noto anche la sua espressione distratta.
-Ti ho disturbata per caso? - chiedo cercando di allungare lo sguardo nella stanza. Qualcosa non torna.
- No no figurati, che c'è? Ti vedo sconvolta - mi chiede ancora distratta e chiudendo leggermente la porta.
Collego immediatamente tutto.
- Sei con qualcuno, vero? - chiedo con le lacrime agli occhi e la voce tremante.
- Io veramente... - inizia a dire per cercare di giustificarsi - ALESSIA, CHI È ALLA PORTA? - urla una voce maschile simile a quella di Matteo da dentro la stanza.
- O mio dio - commento, poi mi appoggio con la schiena al muro di fronte alla porta. Alessia rimprovera Matteo, poi esce dalla sua stanza nonostante stia solo con una camicia bianca e gli slip. Lei cerca di giustificarsi, dicendomi che è stato solo un momento di debolezza e che non ha significato nulla. Non le credo.
Perché attiro solo persone bugiarde?
Forse io stessa sono una persona a bugiarda che ha bisogno di persone come lei per vivere?
Cosa ho fatto di male nella mia vita per avere solo delusioni?
- Melissa ti prego... - mi dice prendendomi la mano, ma io non ci vedo più. La mia testa è come offuscata dalla rabbia, e io non faccio altro che pensare ad Alberto e poi a lei con Matteo.
- Lasciami in pace - urlo liberandomi dalla sua presa e iniziando a piangere.
Alessia rimane in silenzio a guardarmi, con gli occhi lucidi. Il suo viso ora sembra come scavato dal dolore, ma non mi importa. Io sono scavata dentro.
- Non volevo che succedesse, lo giuro... - prova ancora a giustificarsi, ma io ho già aperto la porta della mia stanza per entrare.
- Oh ti prego - commento sarcasticamente e con il viso completamente bagnato, poi entro nella stanza e sbatto la porta. Mi stendo sul letto e sporco tutto il cuscino con il trucco misto alle lacrime. Non ho ancora sentito la porta della stanza di Alessia chiudersi, e questo significa che è rimasta fuori nel corridoio ad aspettare e io esca dalla mia stanza dicendole: "Ti perdono perché ti amo alla follia".
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600 chilometri
Mystery / ThrillerSpesso, la realtà, non è come sembra. Questo lo imparerà a sue spese Melissa, una giovane ragazza romana nel pieno della sua adolescenza che riceve una telefonata inaspettata, in una normale mattinata scolastica : il suo fidanzato è stato ritrovato...
