Ognuno di noi vive molteplici stati d'animo nel corso della vita e perfino nel corso di una singola giornata. La nostra emotività risponde costantemente agli stimoli esterni e dunque si adatta e varia continuamente. Tuttavia in ognuno di noi prevale...
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Elijah
-"Eccoci, siamo amici tuoi,e io sono Peter Rei,eccoli che ci assalgono,non aver paura mai,perché qui c'é chi pensa a te." La sigla del mio cartone preferito,Gundam,riecheggiava in tutto il salone di casa mia. Guardavo ogni giorno quel meraviglioso cartone e come sempre la canticchiavo con la mia vocina dolce di soli cinque anni. Ero seduto ai piedi del televisore nella mia classica posizione a gambe incrociate. Dondolavo un po' di qua e di la ballando a ritmo della canzoncina e la stanza intorno a me era completamente buia. Papà spesso chiudeva tutte le tapparelle proprio per non far capire nulla alle persone fuori. Lui diceva che le persone nel mondo esterno erano tutte cattive e che mi avrebbero fatto del male continuamente. Iniziai a pensare che avesse ragione e dunque uscivo solamente per andare a scuola o qualche volta insieme a loro per fare la spesa. Non giocavo mai con nessuno,non ne avevo nemmeno il permesso in realtà. Non ricordavo nemmeno un giorno in cui un mio amico o una mia amica erano venuti a casa per giocare insieme a me,in realtà non ricordavo nemmeno di avere qualche amico. Forse così pensavo. Mi strinsi nelle spalle racchiuso nella mia magliettina color carne e nei miei pantaloni cargo militari osservando ogni movimento di quel super eroe che tanto amavo.
-"Sta zitta puttana!" Sussultai quando mio padre urlò in cucina,mi strinsi ancora di più in me stesso senza dare retta alle continue parolacce di papà,succedeva davvero spesso che urlasse o picchiasse mamma. Ormai ero abituato a vedere quelle situazioni,quegli scenari orrendi.
-"Vaffanculo! Tu e quella Troia che ti porti a letto da mesi! Hai proprio stancato,basta! Sono esausta!" Udii la voce di mia madre rotta dal pianto,mi allungai leggermente per osservarli in cucina. Mamma era una semplice donna dai capelli biondi e gli occhi verdi,indossava una veste da casa con i fiori rossi e aveva delle mani meravigliose,spesso mi accarezzava. Papà invece era la mia copia da grande,tratti duri,occhi verdi e capelli castano chiaro,odiavo somigliargli così tanto. Purtroppo non l'avevo scelto io,la famiglia non la scegli,è questa la verità.
-"Esausta di cosa?! Che non ti scopo più?! Mi fai schifo ecco perché non ti tocco!" Vidi mio padre urlare di più e spingere mia madre contro il bancone della cucina. Lei sussultò appoggiando le mani sul suo petto spaventata. -"Vuoi che ti scopa come una maledetta puttana vero? Dillo che sei una malata del cazzo! Dato che mi fai schifo però non posso guardarti in faccia!" La prese per i capelli e dandole un calcio sulle gambe la fece voltare faccia contro il mobiletto della cucina. Mamma piangeva,tantissimo. I suoi occhi slittarono verso di me e immediatamente cercò di bloccare le azioni di quell'uomo perfido che le aveva rovinato la vita.
-"T-ti prego no..E-Elijah ci guarda.." mio padre si stava abbassando i pantaloni e la gonna di mia madre era alzata,potevo vedere l'eccitazione di mio padre negli occhi nel farle quelle cose. Non capivo cosa le stesse facendo ma sapevo solo che quando lo faceva mamma soffriva tantissimo,tanto da piangere per giorni interi dando poi la colpa a cose inutili.