Luglio 2017

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Sabato 1

Mmm...qualcosa mi dà fastidio.
In realtà non è la parola giusta, è piacevole ma mi distrae dal sonno a cui vorrei lasciarmi andare. Apro gli occhi e vedo MonEl intento a succhiarmi un capezzolo con una dedizione senza eguali.
Mi muovo un po' e i suoi occhi incrociano i miei.
"Ops."
Lo lascia andare con aria colpevole, stringendo le labbra in una morsa contrita nonostante veda il divertimento nei suoi occhi. Vedo anche il mio seno ancora umido, turgido ed eccitato...come me d'altronde.
"Ti stavi divertendo?"
"Abbastanza."
"E allora perché ti sei fermato?"
Pigramente noto la stanza illuminata dal sole e il leggero dondolio sotto di noi mi rammenta che siamo stati qui tutta la notte, nudi e senza dormire.
"Ti sei svegliata."
"Beh ormai il danno è fatto, tanto vale..."
Lo ribalto sulla schiena e prendo l'iniziativa.
"Pensavo ne avessi abbastanza dopo stanotte."
Mentre lo dico accarezzo la sua erezione più dura che mai.
"Non succederà."
"Vedo...vedo. Eppure, è successo."
"Ero malato."
Scoppio a ridere per la serietà con cui lo dice.
"E ora sei guarito?"
"Si."
"Niente panico? Ansia?"
"No."
Lo scruto meglio mentre continuo a toccarlo...un po' più seriamente.
"Mi stai mentendo?"
Esita a rispondere...ma non per cercare una scusa, solo perché le mie mani lo stanno facendo impazzire con un movimento regolare, su e giù.
"Sto aspettando una risposta."
"Io...no...la domanda era...?"
Sorrido, felice del mio ritrovato potere.
"Mi stai mentendo?"
"Su cosa?"
Se stesse male sarebbe evidente no? Il mio timore è che lasciandoci avvolgere dal vortice della passione, possa in qualche modo ignorare eventuali problemi.
Devo parlarne a zia Carol.
"Ti senti bene?"
"Decisamente...oh si...benissimo."
"Mmm..."
Abbandono la mia opera e mi sdraio su di lui.
"Ciao."
Il suo viso a pochi centimetri dal mio, ecco cosa mi manca quando sono sopra di lui, la sua pelle, il suo calore...il suo odore.
Strofino il naso sul suo in cerca di coccole.
"Stai bene?"
"Si...mi mancavi."
Sorride e si muove un po', finché mi ritrovo di nuovo seduta e lui tra le mie braccia.
"Così ti piace di più?"
Annuisco felice, ma il calore sul mio basso ventre mi distrae. Abbasso gli occhi e vedo la sua erezione incastrata tra di noi.
"Sai cosa mi piace di più?"
"Cosa amore mio?"
"Te..."
"Sono qui."
"...dentro."
"Ahh...speravo lo dicessi."
Mi solleva dalla vita come se non pesassi nulla e mentre i miei occhi si concentrano sulle sue braccia definite ed enormi lo sento entrare...oh si, che bello. Mi lascio cullare dalla sensazione di completezza e riesco a pensare solo a come mi riempie bene. Potrei stare così per sempre.
"MonEl..."
"Mmm..."
"Hai fatto palestra?"
"Cosa?"
Mi guarda confuso. Forse non è il momento giusto per parlarne, ma adesso che sono più soddisfatta rispetto a ieri, ed è di nuovo tra le mie braccia mi concentro sui dettagli, come ad esempio, quanto sia più...grosso.
"Sei...di più."
"Intendi..."
"No, tu. Braccia, spalle...sei enorme."
"Non ti piace?"
Come osa? Inizio a perdere le mie facoltà mentali con il suo viso sprofondato nel mio collo mentre mi lecca e bacia...di conseguenza il mio corpo decide in autonomia di cominciare a muoversi su e giù.
"Non ho...detto questo."
"E cosa hai detto?"
Lui è lucido. Lo so, nonostante l'erezione pulsante, la sua mente è concentrata su di me.
"Io...oh si..."
Gli infilo la lingua in bocca e non potrei essere più persa in lui. Sento il braccio avvolgermi mentre la sua mano mi accarezza il sedere e le sue dita sfiorano i miei angoli più nascosti.
E non cambierei nulla.
Voglio quest'intimità...non solo perché è mio marito, ma perché lo amo così tanto che neanche con la più vivida immaginazione avrei potuto pensare di arrivare a questi livelli.
E il pensiero che avremmo potuto perdere tutto...non solo per quello che Tommy ha fatto, ma se MonEl non avesse superato il trauma non so davvero come sarebbe finita.
Mi fermo e lo guardo...apre gli occhi mentre la sua lingua è ancora nella mia bocca. Ci fissiamo per un paio di secondi che sembrano eterni.
"Stai bene?"
"Si...ti amo."
"Anche io amore, tanto."
E torniamo a perderci in noi.

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