Lunedì 4
Questa si che è vita.
Adoro gli Hamptons e la tranquillità che li contraddistingue, sono una via di fuga rilassante dalla frenesia e dal caos di New York. In più il mare davanti a noi, calmo e azzurro, amplifica la pace di questo momento...mi ricorda qualcosa.
Kara.
I suoi occhi sono dello stesso azzurro, brillante e limpido.
La guardo sdraiata accanto a me, gli occhi chiusi mentre si gode la brezza leggera e il calore del sole filtrato dalle tende bianche. E poi c'è Danny.
È sdraiato a pancia in giù su Kara, con il volto posato sul suo seno...a metà strada tra il dormire e il rimanere cosciente per godersi la sua posizione preferita.
Adora dormire così.
Anche io adoravo dormire così.
Poi però qualcuno di piccolo e morbido mi ha rubato il posto, eppure non posso fare a meno di sorridere ogni volta che poso gli occhi su di lui.
È la creatura più adorabile del mondo, ogni giorno con lui è una scoperta diversa, c'è un nuovo sorriso, degli occhioni più vispi, delle gambette più attive, dei gorgoglii più rumorosi...ma per fortuna è un bambino tranquillo. Dorme ormai tutta la notte, dimenticandosi perfino di mangiare.
E ovviamente adora la sua mamma.
Il rapporto tra Kara e Danny è qualcosa che va oltre la comprensione umana, il modo in cui si fissano negli occhi in quelle loro conversazioni silenziose o quando le sorride solo perché gli sta davanti...non ho mai visto altri bambini fare cose del genere.
Così nonostante la mia esperienza in fatto di bambini sia molto limitata, per me rimane qualcosa di sorprendente...sopratutto per un bambino così piccolo.
Ringrazio ogni giorno il cielo di come Kara sia stata capace di accettare tutto, di come si fosse già innamorata di Danny e che sapere del mio coinvolgimento biologico non abbia cambiato i suoi sentimenti. Sono stato davvero miracolato.
Amo mio figlio, profondamente, ma non so se sarei capace di essere il padre che sto cercando di essere senza di lei. Il mio angelo.
Mi volto e mi avvicino piano a loro, cominciando ad accarezzare pigramente la coscia di Kara.
"Mmm..."
Sorride aprendo un po' gli occhi, mentre una mano è posata sul sederino di Danny e l'altra è impegnata ad essere stretta possessivamente dal nostro bambino.
"Anch'io voglio dormire su di te."
Lo dico con un mezzo broncio che la fa scoppiare a ridere...istivamente sposta la mano sulla nuca di Danny per proteggerlo dai sobbalzi delle sue risate mentre io mi godo la scena.
Il suo sorriso è luminoso, gli occhi azzurri come il mare sono contornati da milioni di lentiggini che iniziano a fare capolino, nonostante i litri di protezione solare con cui si cosparge il viso.
È bellissima. Ed è felice.
"Beh ci sono i turni, tu puoi farlo di notte e lui di giorno. Giusto patatino mio?"
Se lo trascina sul viso e inizia a baciarlo come se non ci fosse un domani, lui risponde con i soliti mugolii di apprezzamento accompagnati da mezzi sorrisi beati.
"A me niente baci?"
"Certo, tanti baci anche per papà..."
Mi avvicino ancora di più a Kara e quando le nostre labbra si toccano devo fare leva su tutto il mio autocontrollo per ricordarmi che siamo sulla spiaggia, quindi in pubblico e...cos'era l'altro? Ah si, c'è Danny.
Ecco perché probabilmente non vincerò il premio di padre dell'anno, ma il sapore dolce e il profumo di Kara mi distraggono...sono un uomo orribile.
Ovviamente lei non aiuta, sento la sua lingua cercare e stuzzicare la mia, mentre liberata una mano, avvolge il braccio intorno al mio collo per avvicinarmi di più a lei. La sento graffiarmi le spalle...io cerco di calmarmi e lei mi sta facendo eccitare, deve essere impazzita.
Contro ogni buon senso mi allontano di poco dalle sue labbra ma non lascia la presa.
"Kara...mmm...afpetta...mmm..."
Mi tira di nuovo a se e non ho molta scelta se non mettermi comodamente su un lato e abbracciare lei e la polpetta in mezzo a noi per continuare a baciarla.
"Prendetevi una stanza."
La voce suadente di Alex interrompe il nostro idillio mentre comincia a trascinare una sdraio al sole su cui stendersi.
"Buongiorno anche a te sorellina."
"Si si..."
"Sei sempre così di buonumore la mattina Alex?"
"No e lo sai. Sono stata benissimo in questi giorni, ma da quando Max ha saputo della gravidanza mi sta dando il tormento."
"Per cosa?"
Kara si siede sul...letto, si beh...è un vero e proprio letto, ma da spiaggia. Il tetto e le tende bianche sul davanti, sono l'ideale per Danny, ancora troppo piccolo per stare al sole nonostante Kara lo abbia ricoperto di protezione solare almeno due volte. Ed ecco la terza.
Incrocia le gambe e vi poggia Danny sopra mentre continua ad interrogare la sorella.
"Che devo stare attenta, i primi tre mesi sono delicati, di non dimenticare l'acido folico, se ho le nausee...mi da sui nervi."
Kara é perplessa per la reazione di Alex e io non riesco a trattenermi.
"A me sembra solo stia cercando di essere presente per te...di aiutarti in quello che può."
Mi guarda male...molto male. Sembra Kara.
"MonEl ha ragione Alex, è dolce."
A lei non la guarda così male.
Posa la testa giù e torna a crogiolarsi al sole.
Sento un leggero vociare alle nostre spalle e vedo arrivare il resto della ciurma che ci ha raggiunto per festeggiare il Giorno dell'Indipendenza. Max, Felicity, Oliver, Caitlin e Iris ci raggiungono in spiaggia. Mi domando pigramente dove siano gli altri ma non approfondisco, aiuto le ragazze con ombrelloni e sedie per avere la perfetta direzione del sole, parole loro, e torno dai miei due amori.
"Ma solo io sono bianca come un cadavere?"
Kara si alza dal letto per andare a guardare più da vicino le sue amiche e mi ritrovo a fissare il suo corpo quasi nudo, l'essenziale è coperto da una fascia azzurra sul seno contornata da qualcosa di bianco e plissettato.
Mi commisero brevemente nel realizzare la mia vasta conoscenza in termini modaioli, solo per lasciarmi distrarre dalle rotondità del suo fondoschiena tondo e morbido.
E sodo, lo so per certo.
Anche lì una mutandina striminzita e azzurra lascia poco spazio alla fantasia...stranamente però non sono geloso, sono troppo occupato a ripensare a come vorrei riportarla a letto e ricominciare da capo il nostro buongiorno. Ma siamo in compagnia...ergo, devo calmarmi.
"Ehi, non guardare me, io non faccio testo."
"Sei l'unica perdonata Iris."
Ridiamo tutti ma Kara si concentra sulle altre tre.
"Quindi...Alex e Caitlin non mi sorprendono, hanno una carnagione più scura della mia, ma tu...come hai potuto?"
Fissa Felicity e le punta il dito contro con espressione decisamente minacciosa.
"Cosa vuoi che ti dica sorella? Tre settimane di viaggio di nozze in Sudamerica hanno dato i loro frutti."
"Traditrice."
Torna a sedersi accanto a me con il broncio.
"Io e Danny siamo gli unici pallidi, vieni qui amore mio."
"Anche io sono pallido."
"Ma smettila, hai cominciato ad abbronzarti venti minuti dopo che siamo arrivati."
La risata è contagiosa mentre Kara si accuccia sotto il mio braccio in cerca di conforto.
"Hai avuto notizie per l'adozione?"
"No Cait, nulla."
"Ma è normale?"
"Si beh, un mese di attesa è ancora nella norma."
"Fammi capire, il giudice potrebbe rifiutare?"
Kara esita alla domanda di Felicity, ma si tira su e torna ad essere l'avvocato che molti studi legali di New York ormai mi invidiano.
"Si potrebbe."
"Anche con il consenso del genitore biologico?"
"Si."
"Ma come?"
"Beh le leggi dello stato di New York non hanno specifiche richieste, è tutto a discrezione del giudice. Ho letto dei casi simili che..."
"Cosa?"
"Senti lo so che avevamo detto di non farlo e che avremmo deciso cosa fare quando avremmo avuto una risposta, ma non ho resistito. Fammi causa."
Mi sfida con lo sguardo, ma non riesco a tenerle testa e scoppio a ridere...e Kara mi segue a ruota.
"Era una di quelle battute da avvocati che capiscono solo gli avvocati?"
"Sicuramente."
Kara tira fuori la lingua verso Felicity e Iris e riprende il discorso.
"Comunque, in alcuni casi hanno rinviato la sentenza di adozione di sei mesi per supervisionare la convivenza tramite un assistente sociale o ascoltare l'opinione del bambino, oppure..."
"C'era qualche neonato abbandonatosi alla nascita in quei casi?"
Si volta a guardarmi come se fossi pazzo, ma è la verità. Ogni caso è diverso, e se qualcuno avesse da obiettare basterebbe portare Danny in tribunale per vedere quanto adora sua madre.
"Mmm...no."
"Allora non sappiamo come andrà. È probabile che reagiscano in modo diverso a seconda della situazione e dell'età dei bambini, il nostro è un caso piuttosto facile."
So quanto é preoccupata e sto cercando di fare del mio meglio per rassicurarla, ma fin quando non arriverà la risposta dal tribunale sarà sempre in ansia. Alex capisce lo stato d'animo e interviene.
"Ok ragazzi, nell'attesa che qualche stupido giudice si decida, mi aiutate a dire ai miei della gravidanza?"
Il terrore nella sua voce è palese.
"Perchè hai così paura?"
"Non lo so Iris, è una specie di sesto senso...sento che non andrà bene."
"Io non credo, è una bella notizia."
Alex non si lascia convincere dalle parole di Felicity e Kara le corre in aiuto.
"Ok, facciamo così, puoi dirglielo a pranzo. Ci rilassiamo, mangiamo e quando vedrai arrivare il dessert sarà il tuo segnale per sganciare la bomba."
"Immagino che almeno non rovinerò il pranzo a nessuno."
Kara va a sedersi sulla sdraio accanto a lei e la abbraccia.
"Stupidina, andrà tutto bene. Ti aiuto io."
Alex le circonda la vita con le braccia e rimangono così, abbracciate sotto il sole a darsi e a cercare conforto l'una nell'altra.
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Law and Love
FanfictionEd eccomi di nuovo qua. Dopo un anno dalla mia prima storia, mi sono decisa a pubblicare e questa volta mi sono buttata in un universo alternativo. I protagonisti sono sempre loro : Kara e MonEl, li vedremo alle prese con una vita normale fatta di l...
