Shana Anderson , ha 17 anni vive in una piccola periferia malfamata di Los Angeles , con una madre assente , ed una sorella più piccola Elizabeth, ed un migliore amico Ray , convive con i suoi segreti , i suoi dolori , e la lotta per sopravvivere...
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Non avevo mangiato .
Il cibo della mensa faceva schifo , erano tutti scarti ed io lo lasciavo sempre tutto , invece Ray divorava tutto quanto visto che lui come me a casa non trovava nessuno a prepararle un pasto caldo , i suoi nonni erano troppo anziani per occuparsi di lui. Lo avevano sempre fatto ma anche lui ora era solo , i suoi genitori lo avevano lasciato all'età di cinque anni la notte di Natale in un incidente stradale , risi appena nel vederlo avvinghiare quella minestra , e sporcarsi le labbra . Eravamo in un tavolo lontani da tutti . Come se nel nostro mondo nessuno volesse entrarci . << Come fa a piacerti questo schifo? >> gli chiesi facendo una smorfia con le labbra , lui mi guardò sistemandosi meglio gli occhiali sopra il naso . << Sei tu che non apprezzi le cose buone come il cibo a me piace e tu dovresti mangiare stai scomparendo Shana . >> Disse con la bocca ancora piena addentando una mela gialla . Io scuotendo il capo allontanai il vassoio da me , e rimasi a guardarlo sotto quei occhiali neri . << Non è vero .. solo che il cibo di questo posto mi fa schifo . >> Ammisi stringendomi nelle mie spalle piccole . << Shana .. togliti gli occhiali. >> Mi disse . Con quell'espressione seria , sapevo riconoscere quando scherzava e quando diveniva serio. << Ray per favore .. >> Mormorai sospirando appena . << Toglili.>> Al suo tono di voce lo notai infastidito . Così sospirando li tolsi lentamente poggiandoli sulle mie gambe esili, cercando di non alzare gli occhi verso nessuno se non su di lui. << Oh cristo .. Shana lo ha fatto ancora ? Guarda come ti ha ridotto. >> Mormorò dispiaciuto lo vidi nei suoi occhi come se il mio dolore fosse anche il suo. Quei lividi piu quanto cercassi di nasconderli più erano evidenti . << E stata colpa mia .. dovevo solo farmi gli affari miei . >> cercai di giustificarlo. John. L'uomo che era entrato nella nostra casa un'anno fa . Un'uomo più grande di mia madre di dieci anni , che passava tutto il tempo in casa ad aspettare che mia madre le portasse a casa la sua dose . << Non è vero .. finirà per ammazzarti così . Dovresti andare in infermeria. >> Mi disse con tono pacato e basso . Io scuotendo il capo rimasi in silenzio e indossando gli occhiali neri, e afferrando la mia borsa . << Ora devo andare ho lezione di biologia ci vediamo dopo. >> Dissi con voce bassa . Non tutti i nostri corsi combaciavano, gli diedi una pacca sulla spalla sentendo solo un suo " Va bene . " Mi allontanai dalla mensa con passo veloce raggiungendo il bagno , quel bagno maledetto che mi portava alla mente così tanti ricordi , grazie ad Ashley e alle sue amiche . Entrando mi guardai allo specchio , mi mancava l'aria , tolsi gli occhiali e odiavo quello che vedevo. Una ragazza insignificante che non aveva niente nella vita , ne il suo primo bacio, ne il suo primo amore , ne un abbraccio, neanche un sorriso , non avevo niente . Nessuno . Gli occhi si riempirono di lacrime che cercai di tapparmi la bocca con le labbra non volevo che mi sentisse qualcuno, ma per fortuna ero da sola , almeno così credevo. Così tirai fuori dalla borsa del cotone e dell'acqua ossigenata per potermi tamponare i due tagli e il livido strinsi i denti per il dolore mugolando appena sotto voce quando sobbalzai nel sentendo degli ansimi di piacere provenire dal bagno che erano giunti al termine , una porta si aprì . Ad uscire fu una ragazza mora , dal fisico slanciato , jeans stretti e camicetta che si sistemava ignorando la mia presenza uscì indiscreta il abbassai il capo per non mostrare gli orrori sul mio volto . Ma ad uscire non fu solo lei , ma un'altra figura che mi venne un nodo alla gola nel vederlo. Era lui, Bieber. Sistemava il suo chiodo sopra quella maglia bianca sopra quei jeans strappati , uscendo si sistemava i suoi capelli biondi cenere leggermente scombinati , dalla strana forma. Il suo corpo era ben scolpito. Afferrai la mia borsa sperando che lui non si accorgesse di me , volevo solo uscire da lì , non avrei mai voluto vedere ciò che avevo visto Bieber non era fedele alla sua Ashley? Ma qualcosa mi fece scontrare , su qualcuno ed era lui. << Cosa ci facevi qui dentro Anderson? >> mi chiese con arroganza , alzando il capo lentamente verso di lui lo guardai ignorando il fatto di non indossare i miei occhiali. << Adesso il bagno e anche tuo? Non credo . È un bagno comune . >> Ammisi , mi azzardai a rispondergli io che non gli avevo mai rivolto parola anzi era lui che con una come me non ci aveva mai provato a farlo. Notai i suoi occhi color caramello grandi sul mio viso , come se fosse rimasto folgorato da qualcosa era un'espressione stupita quella che aveva ? << Mi lasci passare ? >> Ammisi , cercando di scostarlo . Ma lui fece dei passi verso di me . << Guai a te se direi una parola a qualcuno di quello che hai visto o te la farò pagare a te e a quel coglione del tuo amico.>> Mi disse con il suo tono di voce roca e i suoi modi di fare così arroganti . Mi allontanai da lui facendo dei passi all'indietro . << Non m'interessa di quello che fai quindi stai tranquillo. >> Dissi cercando di ignorare quel nodo alla pancia che mi avvolse con i suoi occhi addosso . Nessun ragazzo mi aveva mai guardata prima a parte Ray. Ma fummo interrotti da Ashley che entrando , con le sue amiche rimase perplessa . << Amore cosa ci fai qui con questa cessa ? >> Chiese avvinghiandosi a Bieber che sorride beffardo . << Nulla volevo darle una lezione ma ora che sei arrivata tu .. te la lascio. >> Mormorò lasciando un bacio sulle labbra della ragazza bionda . Voltando le spalle uscì . Era ciò che non volevo rimanere con quelle . Indietreggiai appena . << Allora devo insegnarti che i ragazzi delle altre non si toccano? >> Quella bionda sembrava ignorare i lividi sul mio volto , io scuotendo il capo cercai di metter le mani avanti . Sentii qualcuno afferrarmi per i capelli , e tirarmi verso l'interno di uno dei bagni. << Adesso te lo farò capire meglio. >> Mormorò con arroganza , Ashley afferrandomi per i capelli e portandomi la testa dentro il gabinetto sentendo l'acqua fredda bruciare nel mio viso dove i lividi pulsavano. << Per favore Ashley basta ! >> Cercavo di supplicarla ma non smetteva di farlo. Era troppo presa a scagliarsi contro di me come ogni giorno , da tre anni a questa parte . Per me non c'era nessuna salvezza . Nessuna via di scampo. Ero stata di nuovo derisa ed umiliata . Ancora una volta .
Justin's Pov.
La scuola mi annoiava , tranne i bagni della scuola . Le lezioni le seguivo a malapena ma la mia media era ottima forse era grazie al fatto di esser il figliastro di uno dei più potenti imprenditori di tutta Los Angeles , un'altra sigaretta era terminata , seduto sulle panche di quel cortile , la campanella segnava la fine di un'altra giornata di merda . Odiavo studiare . Odiavo quel posto nonostante fosse il mio regno. L'unica cosa che mi aveva salvato era quella bella scopata con Janette Davis , del terzo anno, era da un po' che provavo attrazione per lei e per il suo bel culo, tutte erano finite nel bagno con me , ma Ashley questo non lo sapeva ma pur di rimanere al mio fianco avrebbe accettato qualsiasi cosa . Ma non stavo pensando alla scopata ma a Shana Anderson , i suoi occhi color ghiaccio , e quei lividi , chi l'aveva ridotta così ? Cosa nascondeva quella ragazza ? Pensieri inutili mi invasero il cervello che cercai di mandar via . << Fanculo. >> imprecai sottovoce , passandomi una mano tra i capelli scombinandoli ancora di più . Quando notai qualcuno darmi una pacca sulla spalla . << Allora Jus , vieni con noi al Molly's? Ci prendiamo qualcosa da bere . >> Ryan disse buttando il borsone per terra . Lo guardai scuotendo il capo. << No non posso devo andare a casa ho delle cose da fare vi raggiungo direttamente alla festa . >> Affermai guardando colui che definivo il mio migliore amico . Ma forse nessuno di chi mi circondava lo era . << D'accordo amico , mi raccomando puntuale . >> Disse allontanandosi verso il suo pick up insieme a Percy li salutai con un cenno della mano , e mi ritrovai da solo per poco istanti fino a quando non notai Ashley con i libri al seno raggiungermi felice uscendo per ultima . << Andiamo amore ? >> Mi chiese accogliendomi con un bacio pieno di foga . Risi dandole una pacca sul sedere e afferrandola per mano. << Ti sei divertita con la Anderson? >> chiesi aprendo l'auto con il telecomando. << Non sai quanto che vita triste che ha quello schifo . >> La guardai dopo le sue parole e mi resi conto che io e lei eravamo fatti della stessa pasta , era me al femminile . Così sorridendo salii nell'auto e mettendo la prima sfrecciai lungo il viale lontano dalla scuola . Solo che non capivo perché il viso di Shana mi tornava inmente , e nel mentre pensavo ai suoi lividi qualcosa mi avvolse così tanto da farmi stringere il manubrio con la mano destra.