Ho sognato
come un fanciullo
su una poltrona di falso raso
di calma profumo nel naso
Ero adulto
ancora non barbuto
gli occhi li avevo ancora adatti al buio
il sorriso illuminava tutto
Avevo appena pubblicato un libro
era finito
finto in 4 nomi
lo stesso tatuaggio che porto sul sinistro
3 mascherati
1 che si presenta ai fasci di luce
si odiano tutti con gli altri in modo truce
scaramucce tra fratelli affidatari
Uno sedeva e parlava della sua opera giovanile
uno correva e cantava del mondo costretto a vivere
un altro si presentava con un cappuccio e tonsille finte
e l'ultimo aizzava le folle col suo lessico infantile
Il mio sogno lo stavo vivendo in quel mondo
un viaggio onirico
criptico
bellissimo
I miei amici erano con me
sempre insieme
nulla era cambiato
mi davano una mano come fosse niente
Ero innamorato
avevo chi ebbi desiderato
ma si sa
nell'immaginario siamo noi che decidiamo
So che è tutto falso
ma devo raccontarlo
la morsa al cuore a pensarlo
fa troppo strano
Lei cantava
eravamo nella stessa casa
la sala con i gradini per la cucina
il divano, un'unica finestra che illuminava ogni mattina
Stavamo bene
ognuno con le proprie carriere
pronti a tornare in camera
a leggere e poi spegnere le candele
È bambinesco come sorrida a tutto questo
stupido in se
ma mi fa sentire bene
come completo
Un giorno lei rimase in cinta
una bambina
avevo una figlia
Io che non seppi neppure prendermi cura della mia sorellina
Lei era spaventata
eravamo giovani
però l'ho sempre amata
quindi sono cambiati i giorni
Non era desiderata la gravidanza
sul bancone, in lacrime disperata
"vuoi tenerlo ?" "si"
si riempì l'idea di diventar papà e mamma
Ma perché mi sento così ?
non è realtà
non è verità
e solo un sogno, ma come sembra ?
Mollai tutto
niente musica
niente di niente
nulla
Mollò tutto
era un segreto per tutti
riflettori spenti
un pò di amici, chiusi
Ci organizzammo
ogni giorno imparavo
ero preoccupato
e Lei non mi facilitava l'incarico
Nacque
le si ruppero acque
però resistemmo al parto
Io non svenni, e Lei mi tenne la mano
Era nata
eravamo felici
o almeno credo
questa è solo un'immagine sfuocata
Tuttavia, chi sono Io per dirmi cosa fare ?
forse è giusto che riprenda a sognare
cerchiamo tutta la vita di tornare bambini
poi quando ci siamo vicini, per la paura, ci tocca scappare
Lei era terrorizzata
tremava ogni giorno
il freddo si percepiva quando le stavo intorno
la neve scendeva già ad Agosto
Demoralizzata
non sapeva se fosse adatta
a cosa ?
a diventare mamma
Come se Io fossi adatto ad essere padre
scappato da tutto senza lasciare tracce
viziato col fumo beccato in un locale
abbonato ad una terapia d'urto mentale
No
non lo era nessuno dei due
ma non lo si è mai
anche quando lo si programma da anni ormai
"Però - le dissi - se mi annuisti
significa che eri sicura, nei tuoi dubbi
di poter essere pronta ad insegnarle bene e male
mezzi e fini e a farle sentire i tuoi vinili"
Forse è questo che significa "amare"
l'odio attrae perché possiamo pensare solo al personale
invece, ora, è universale
conti su di me perché Uno e non particolare
Ma Io che ne so
o Eros che non t'ho mai conosciuto
m'entri nei sogni per mostrarmi il futuro ?
o per prendermi per il culo ?
Pianse
lacrime pesanti come ancore
le pianse su di me
e Io piansi sulle sue spalle
Non so perché
nei sogni è tutto perfetto solitamente
eppure, se in minima parte
inserisco il dolore, nei miei racconti
Ce la facemmo
non ci mollammo
il che è impressionante
2 ragazzi neanche sposati di appena 25 anni
Ma si sa
nei sogni nulla è realmente importante
nell'esistenza di tutti i giorni
spesso si dividono le strade
La piccola crebbe
non uscì musica, non si produsse
assolutamente
non c'era bisogno economicamente, ma artisticamente
Io ricominciai
lo studio al piano terra
festa per la "bombetta"
lei rideva e Io registrai
Lei, però, non ce la faceva
davvero voleva
ma la voce non le usciva dalla gola
fosse stata muta
Decisi di portarla dove c'eravamo conosciuti
volevo portarci la bambina
bagagli chiusi
era ora di una gita
Gli amici ci aspettavano per vedere la nuova arrivata
era perfetta
una foto scattata nella mia testa
infetta dei germi della fantasia, la mia
Dopo un pò dovemmo tornare
Lei però rimase
la feci stare
aveva bisogno di riposare
E mentre Io le insegnavo a ballare
a rimare
a guardare
Lei poteva cantare
Non sarebbe stato un problema
qualche sera
la mamma torna presto
tu aspetta
Stando fuori
i fiori
le onde
i portici bianchi corrosi
Era tutto così uguale
ma così diverso
il tempo
era passato davvero
Con un foglio bianco ricominciò a scrivere
neanche a vivere
sblocco le sinapsi e le tonsille
"sguardi oltre confine"
Fu la prima canzone che scrisse
chitarra alla mano
sabbia nelle calzine
ebbe inizio l'album
Stette li in riva al mare giorni interi
senza feste, giochi o altri intenti
se non quello di esprimere
i propri sentimenti
Essere la madre che avrebbe voluto essere
perdere la testa per la figlioletta
entrare nel sogno
e insegnarle a fare la prima rima perfetta
Chiuse una pagina
dopo l'altra
mentre a casa nevica
un pò per la sua mancanza
Quanto tornò eravamo sul divano
a guardare Nemo
con una mano
mi accarezzò il capello
E nulla, il sogno finisce
ma è solo questo
un "sognando"
ecco perché è triste
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Poetry
PoesíaGli anni sono lassi di tempo così relativi da farmi dubitare della loro esistenza. Guardo il mondo che va avanti da dietro una finestra e mi chiedo se sia possibile definirlo "anno" un periodo fermo ad una scrivania. Probabilmente no, però "Poetry"...
