Il bosco sembra non finire mai.
Il cavallo corre finché le sue narici non fumano come vapore gelato nella notte di ottobre.
Io mi stringo al suo collo, tremando, pregando di non cadere.
Finalmente, dopo un tempo che potrebbe essere dieci minuti o un'ora, gli alberi si aprono in una radura.
Davanti a me compare un piccolo lago scuro come vetro fuso, e una cascata sottile che scende da una parete di roccia coperta di muschio. Il rumore dell'acqua è l'unica cosa viva in quel silenzio pesante.
«Va bene... va bene, ragazzo... ci fermiamo qui.»
Il cavallo rallenta, poi abbassa il muso verso il bordo del lago, bevendo avidamente.
Io scendo a terra con le gambe che tremano, affondo le mani nella sua criniera e gli sussurro un grazie strozzato.
Lui scuote la testa, spruzzandomi acqua sul viso.
È solo allora che mi rendo conto di quanto sto tremando.
Freddo.
Paura.
Adrenalina.
E sudore congelato addosso.
Devo calmarmi.
Devo respirare.
Devo lavarmi via questa notte maledetta dalla pelle.
Mi guardo attorno. Nessun rumore. Nessuna torcia. Nessuna voce.
Solo la luna pallida e il mormorio della cascata.
«Ok... Lizzie... fai la cosa più stupida possibile... ma fallo.»
Mi tolgo i vestiti bagnati, pesanti di sudore e umidità. La pelle urla al contatto con l'aria fredda.
Ottobre non è misericordioso.
Rimango completamente nuda, abbracciando me stessa un attimo, poi respiro a fondo e mi avvicino all'acqua.
È gelida.
Un gelo che morde.
Appena immergo un piede mi scappa un gemito.
«Dio santo... è ghiaccio...»
Ma continuo.
È come se il mio corpo avesse bisogno di un urlo, di uno shock, di qualcosa che mi riporti qui e non in quel castello.
Faccio un passo.
Poi un altro.
L'acqua mi arriva alle ginocchia, poi ai fianchi.
Quando mi butto sotto la cascata il mondo si spezza.
Il freddo mi attraversa come una lama, mi taglia il respiro, mi fa quasi urlare.
Ma è un dolore che mi fa sentire viva.
Viva e libera, anche solo per un istante.
Mi passo le mani sul viso, sui capelli, sul collo.
Il mio corpo sobbalza, la pelle diventa rossa, i denti battono forte.
«Ok... ok... ce la faccio...»
Sprofondo per un attimo, lasciandomi andare sotto il pelo dell'acqua.
Il mondo diventa ovattato.
Buio liquido.
Silenzio.
E per la prima volta da ore, non sento passi.
Non sento urla.
Non sento la sua voce.
Solo il battito del mio cuore.
Riemergo ansimando.
Il cavallo mi guarda dalla riva, le orecchie dritte, come se stesse aspettando un mio segnale.
«Va tutto bene... davvero...» gli dico a bassa voce, mentre l'acqua mi scorre sulle spalle.
Ma non è vero.
Non va tutto bene.
Sono nuda, sola, in un bosco sconosciuto.
Senza cibo, senza telefono, senza niente.
E soprattutto...
So che loro mi stanno cercando.
So che lui mi sta cercando.
L'acqua è così gelida che mi taglia la pelle, ma è la prima volta da ore che non sento il cuore scoppiare nel petto.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
