Mi sveglio lentamente, come se stessi risalendo da un sogno pesante.
La prima cosa che sento è il calore.
Non il mio.
Il suo.
Apro gli occhi di scatto.
Sono a pochi centimetri da lui.
Non ricordo di essermi avvicinata. Non ricordo di essermi addormentata.
Ma eccomi qui, praticamente appoggiata al suo fianco, mentre Riddle è adagiato a metà sul cuscino, completamente sveglio.
Sta leggendo.
Per un secondo penso — spero — che sia un libro.
Che non si stia minimamente curando di me.
Poi riconosco la copertina.
E quasi mi viene un infarto.
È il mio raccoglitore scolastico.
Quello che era nella mia borsa.
Quello con dentro le mie pagelle.
Le mie catastrofiche pagelle.
Lui sfoglia la pagina della pagella di scienze con un'espressione tanto neutra da farmi gelare il sangue.
Mi tiro indietro di colpo, le lenzuola che frusciano rumorosamente.
«Cosa— cosa stai facendo?!» gracchio, con la voce ancora impastata dal sonno.
Solleva appena lo sguardo.
I suoi occhi incontrano i miei.
Sembra quasi divertito.
«Stavo valutando le tue... qualità accademiche.»
Inclina un sopracciglio.
«O la loro totale assenza.»
Sento le guance bruciarmi.
«Non hai il diritto di— di curiosare nelle mie cose! Quelle sono... private!»
Lui torna a guardare la pagina come se io non avessi parlato.
«Hai un quattro in matematica. Ricorrente.»
Sfoglia.
«Un tre in fisica.»
Sfoglia ancora.
«Tre insufficienze in condotta. E una nota che dice testualmente: tende a discutere con le figure autoritarie.»
I suoi occhi tornano su di me, con un lampo di malizia.
«Questo l'avevo già notato.»
«Riddle.»
Gli occhi mi diventano lucidi dalla frustrazione.
«Rimetti via quelle cose.»
«Perché?» chiede, come se fosse una richiesta assurda.
«Ho tutto il diritto di conoscere chi vive nella mia casa.»
«Non vivo qui!»
Silenzio.
Il tipo di silenzio che ti fa desiderare di non aver aperto bocca.
Lui chiude lentamente il raccoglitore.
Posa i fogli con una cura inquietante sul comodino.
Poi si avvicina a me.
Piano.
Come un predatore che decide di concedere alla preda un ultimo momento per respirare.
«Elisabeth,» mormora, «tu vivi qui. Fino a quando lo decido io.»
Mi si stringe la gola.
Il cuore corre.
Poi aggiunge:
«E se non vuoi che io legga le tue pagelle...»
si sporge appena, i suoi capelli sfiorano il cuscino
«...dovrai tenerle lontane da me. Sempre che tu ci riesca.»
Non so se mi sta sfidando o se mi sta avvertendo.
O tutte e due le cose.
«Ridammele.»
La voce mi trema, ma la rabbia mi dà uno slancio improvviso.
Prima che lui possa fermarmi, mi lancio in avanti.
Gli salgo letteralmente addosso, ginocchia ai lati dei suoi fianchi, mani tese verso le pagelle sul comodino.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
