A cena provo a sembrare normale.
O almeno... a sembrare la versione di "normale" che Riddle si aspetta da me.
Mangio piano, guardo il piatto, annuisco quando parla.
Ogni volta che alzo lo sguardo, però, lui è già lì che mi studia.
Con quella calma glaciale che è peggio della rabbia.
Io cerco di respirare.
Di non pensare al caldo della pelle di Regulus, al suo respiro sulla mia bocca, alle sue mani, ai suoi occhi spaventati.
Non devo pensarci.
Non posso pensarci.
Non qui.
Non davanti a lui.
Ma Riddle capisce tutto.
Sempre.
E stasera... è ancora più silenzioso del solito.
A metà della cena posa la forchetta.
Non fa rumore.
La posa piano, come se volesse che il suono della mia paura sia l'unica cosa udibile nella stanza.
«Elisabeth.»
Una sola parola.
E già il mio stomaco si stringe.
«Sì?»
La mia voce esce troppo alta. Troppo acuta. Troppo colpevole.
Lui inclina la testa, poi allunga la mano verso il mio piatto, come se stesse aggiustando qualcosa.
E invece deposita una fiala.
Piccola.
Trasparente.
Tre gocce per far crollare un impero.
Mi si gela il sangue.
«Bevila.»
La sua voce è morbida. Educata. Quasi gentile.
È questo che fa davvero paura.
«Tom... io... non—»
«Elisabeth.»
Il mio nome, detto così basso e lento, mi attraversa la pelle come una lama.
«Hai qualcosa da nascondere?»
Io no.
Io sì.
Io tutto.
«No...» sussurro.
«Allora non avrai nulla da temere.»
Mi resta solo una scelta: obbedire o morire.
E non sono sicura che lui faccia differenza tra le due.
La prendo.
La bevo.
La gola brucia per un secondo.
Poi non c'è più niente che trattenga la verità.
Mi guarda negli occhi.
Fermo.
Imperscrutabile.
Letale.
«Elisabeth,» dice lentamente, «cosa è successo oggi mentre io non c'ero?»
Il mio cuore inizia a battere troppo forte.
Le labbra tremano.
Sento la verità premere contro i denti come un urlo.
«Io...»
Riesco solo a boccheggiare.
Lui si sporge verso di me.
Mi prende il mento tra le dita.
«Dimmi. Tutto.»
«Ho...»
Respiro.
Tremo.
Non posso fermarmi.
«Ho baciato Regulus.»
Silenzio.
Un silenzio così totale che sembra piegare l'aria.
Gli occhi di Riddle non si allargano.
Non lampeggiano.
Non mostrano nulla.
Ed è questo, questo esatto vuoto, che mi spezza il respiro.
Poi parla.
Una sola parola.
«Come.»
Non "perché".
Non "quando".
Non "dove".
No.
Vuole sapere come.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
