La luce del mattino entra a spicchi dalle tende pesanti, tiepida e ingannevole.
Per un istante penso di essere sola.
Di essere... viva, forse.
Poi sento un fruscio.
Un rumore vischioso, lento.
Qualcosa che striscia sul pavimento.
Mi giro.
E lo vedo.
Riddle è seduto sulla poltrona davanti al camino, le gambe accavallate, una mano abbandonata sul bracciolo come un re annoiato.
La fiamma gli disegna ombre taglienti sul viso.
Sul tappeto, accanto a lui, Il serpente.
Immensa.
Lucida.
Il corpo arrotolato in un cerchio perfetto, la testa sollevata.
Gli occhi puntati su di me.
Il mio cuore perde un colpo.
Salta proprio.
Come se volesse smettere di funzionare pur di non affrontare quella scena.
«Ah—!»
L'urlo mi scappa, acuto, incontrollabile.
Mi tiro contro la testata del letto, il respiro a scatti, le mani che cercano qualcosa da afferrare.
Il lenzuolo, una coperta, QUALCOSA che mi separi da loro.
Riddle non si muove.
Non all'inizio.
Inclina appena il capo.
Uno dei suoi sorrisi sottili — quelli che non arrivano agli occhi.
«Così tanta paura... appena sveglia?»
La sua voce è bassa, vellutata e velenosa come la pelle della sua dannata creatura.
Il serpente avanza di qualche centimetro.
Io sollevo le ginocchia al petto istintivamente, la gola chiusa, le unghie che mi scavano nella pelle.
«Tienilo fermo.»
Poi continua, calmo.
Troppo calmo.
«Hai dormito molto. Più del previsto.»
Si stira leggermente, come se avesse passato lì tutta la notte.
Come se il suo posto fosse quello.
A guardarmi dormire.
Mi viene un conato.
«D-dov'era Regulus?» balbetto.
La voce mi trema, esce storta, quasi rotta.
Un'ombra gli attraversa gli occhi.
Non è rabbia.
È qualcosa di molto peggiore:
possesso.
«Dove doveva essere.»
Sorride.
«Non qui.»
Mi manca l'aria.
Il mio cuore batte talmente forte che sento l'eco nel collo.
«Perché... perché c'è il serpente?» riesco a sussurrare.
Il serpente solleva la testa un po' di più, la lingua biforcuta che vibra nell'aria come una minaccia.
Riddle appoggia le dita sul suo cranio, lento, affettuoso, come si accarezza un gatto.
«Perché sei svenuta quando l'hai vista. Era necessario... abituarti.»
Abituarmi.
A COSA?
Alla sua presenza?
Alla paura?
A condividere una stanza con un assassino e la sua creatura?
«Non... non farla avvicinare,» riesco a dire, la voce crepata.
Lui si alza.
Con una lentezza studiata.
Ogni gesto controllato, elegante, letale.
Fa due passi verso di me.
Il serpente lo segue, strisciando.
Io mi schiaccio contro la testata.
Vorrei scomparire nel muro.
«Elisabeth,» dice.
Il mio nome nella sua voce fa male, taglia.
«Non ti farà del male se non le dai motivo.»
Lui si ferma a un metro dal letto.
Mi osserva.
Come se stesse valutando ogni mio respiro.
STAI LEGGENDO
Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
