Non avevo mai urlato così. Né contro di lui, né contro nessuno.
«Tu non hai idea di cosa significhi famiglia!» gli gridai addosso, il fiato corto, le mani tremanti. «Non puoi controllare ogni mio respiro!»
Riddle avanzò di un passo, gli occhi stretti in due fessure gelide.
«Famiglia? E tu mi metti un GPS addosso? Coinvolgi una commessa—che poi scopro essere tua zia—per farmi credere che tu stessi collaborando?»
«Io volevo solo tornare a casa!» sbotto, sentendo la voce incrinarsi. «Tu continui a dirmi che non posso fidarmi di te, e poi pretendi che io lo faccia alla cieca!»
«Non puoi mentirmi. Mai.» ringhia.
Il cuore mi esplode nel petto.
Siamo talmente vicini che posso vedere la vibrazione furiosa delle vene sul suo collo.
E poi—
Uno sparo.
Il vetro del grande salone esplode in mille schegge, il fragore ci taglia il fiato. Una raffica d'aria gelida entra prepotente nella stanza.
«JON!» grido senza nemmeno pensare.
Mio fratello maggiore è lì, sporco di terra, ansimante, la pistola in mano. Solo.
Ha davvero affrontato tutto questo da solo per venire a prendermi.
«LASCIALA!» urla, puntando l'arma verso Riddle.
Per un secondo penso, illusa, che funzioni.
Riddle si limita ad alzare lentamente la mano.
«Carino il gesto eroico.»
Un lampo verde.
Una forza invisibile colpisce Jon allo stomaco, lo disarma, lo fa volare all'indietro come una bambola lanciata.
«JON!» corro verso di lui, ma un incantesimo mi blocca a metà passo, i piedi inchiodati al pavimento.
Jon è a terra, gemendo, cercando di rialzarsi.
Riddle si avvicina con passo calmo e terribile.
«Non dovevi venire qui.»
La sua voce è bassa, velenosa. «Hai interrotto una conversazione molto importante.»
E poi... lo fa.
Muove la bacchetta.
«CRUCIO.»
Il grido di mio fratello squarcia la stanza, gli si spezza la voce, le sue unghie graffiano il pavimento mentre il corpo si inarca in una tensione innaturale.
«NO! SMETTILA! TI PREGO SMETTILA!» urlo, cercando di liberarmi, ma è inutile. L'incantesimo mi incatena al suolo.
Jon soffoca un altro urlo. Ha gli occhi pieni di lacrime. Sta tremando così tanto che temo gli si spezzi la schiena.
«RIDDLE, BASTA! TI PREGO! TI PREGO! TI PREGO!»
Le lacrime mi colano sulle labbra, salate, calde, orribili.
«È mio fratello... ti supplico... ti supplico...»
Ma Riddle non mi guarda nemmeno.
E allora faccio l'unica cosa che posso.
Mi spezzo.
Mi libero dalla paura.
Da tutto.
Con uno sforzo disperato mi getto in avanti, strappo il corpo all'incantesimo abbastanza da buttarmi su Jon, coprirlo, stringerlo, proteggere almeno ciò che posso.
«BASTA!» urlo con un filo di voce, il volto affondato tra le spalle scosse di mio fratello. «Non lo toccherai più. Se devi fare qualcosa... fallo a me.»
Silenzio.
L'incantesimo si spezza all'istante.
Jon rimane tra le mie braccia, tremante, semicosciente. Io gli accarezzo i capelli, singhiozzando, incapace di pensare a nient'altro.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
