Mi sveglio lentamente, come se stessi risalendo da un fondale profondo.
La prima cosa che sento è il calore.
Non quello delle coperte.
Non quello del letto.
Il suo.
La mia guancia è appoggiata sul petto di Riddle, proprio sopra il punto in cui il tessuto della camicia si apre leggermente.
Il suo respiro è regolare, impercettibile, quasi un movimento d'ombra.
Il suo cuore non batte veloce: è un ritmo calmo, costante, che mi sorprende.
Come può essere così tranquillo mentre io... no.
Io sono rigida come una statua.
Mi accorgo di essere praticamente sdraiata su di lui: una gamba piegata tra le sue, un braccio sul suo fianco, la mia mano che stringe un lembo della sua camicia come se, nel sonno, avessi avuto paura di perderlo.
Vorrei scappare per l'imbarazzo, ma ho la sensazione che ogni mio movimento sia amplificato, come se lui percepisse tutto.
E infatti, dopo qualche secondo, la sua mano si solleva dai cuscini e si posa sulla mia schiena.
«Sei sveglia.»
La sua voce mi attraversa come un colpo di vento freddo.
Non è una domanda: è una constatazione.
Sapeva esattamente il momento in cui ho aperto gli occhi.
Non rispondo subito.
Mi tiro leggermente indietro, giusto quanto basta per guardarlo.
Lui non sta dormendo.
Non credo abbia dormito nemmeno un'ora.
Ha gli occhi aperti, scuri, lucidi e... calmi. Troppo calmi.
Osserva ogni mio movimento come se fosse un'equazione che solo lui può risolvere.
«Ti ho... usato come cuscino,» balbetto.
«Non mi ha disturbato.»
Una risposta semplice, ma la sua voce ha quella nota profonda che provoca un brivido che cerco disperatamente di ignorare.
Provo ad alzarmi del tutto.
Lui non mi ferma, ma la mano sulla mia schiena resta lì, come un'àncora.
Quando mi siedo, porto una mano ai capelli, cercando di sistemarli, sentendomi troppo nuda pur essendo completamente coperta dal pigiama.
Lui si solleva appena, appoggiando meglio la schiena alla testiera del letto.
Si passa una mano tra i capelli scuri, spettinati, e sembra... quasi umano.
Ma poi i suoi occhi incontrano i miei, e la sensazione sparisce.
«Hai dormito più di quanto pensassi.»
È difficile capire se sia soddisfatto o sorpreso.
«Ero stanca.»
«E spaventata.»
Annuisco, senza guardarlo.
Lui prende il mio mento tra due dita, costringendomi a rialzare lo sguardo verso di lui.
Non è un gesto brusco, ma nemmeno delicato: è un comando.
«Non devi aver paura di me quando dormi.»
«E quando sono sveglia?» sussurro, senza riuscire a trattenermi.
Lui inclina appena la testa, come se la domanda fosse interessante.
«Quando sei sveglia, devi imparare a fidarti.»
È un paradosso.
Una follia.
Eppure... la sua mano lascia il mio mento per spostarmi una ciocca di capelli dietro l'orecchio, un gesto lento, misurato, che fa ronzare l'aria intorno a noi.
«Ho mandato qualcuno a preparare la colazione,» aggiunge, come se fosse la cosa più normale del mondo. «Ti porterò giù tra poco.»
Mi rendo conto solo in quel momento che sono ancora praticamente accovacciata sulle sue gambe, troppo vicina, troppo esposta.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
