Un odore pungente, qualcosa tra l'incenso e il fumo, mi riporta lentamente in superficie. Le palpebre mi pesano, come se fossero state sigillate, e il mondo arriva a frammenti confusi: voci, passi, un tocco freddo sulla guancia.
«Respira... su, così.»
La voce è femminile, tesa, elegante. Narcissa.
Un'altra, più tagliente, quasi irritata:
«Se continua a svenire per ogni sciocchezza, non capisco a cosa serva.»
Bellatrix. Ovviamente.
Poi una terza, roca e severa, con un'autorità che schiaccia tutto il resto: Walburga.
«Una babbana priva di spina dorsale in casa. Non stupitevi se ho da ridire.»
Mi muovo di un millimetro. O almeno credo.
Subito sento una mano grande—calda, ferma—stringere la mia.
«Elisabeth.»
La sua voce taglia il brusio come una lama. Fredda. Concentrata. Infastidita... ma trattenuta.
Socchiudo gli occhi.
Sono sdraiata su un divano scuro, la testa appoggiata su qualcosa di morbido. Le luci sono basse, e tre figure mi sovrastano: Narcissa piegata in avanti con un fazzoletto umido, Walburga rigida come una statua, Bellatrix che guarda come se desiderasse farmi svegliare a calci.
E lui—Riddle—accanto al divano, inginocchiato, il volto vicino al mio.
Ha lo sguardo teso, quasi... preoccupato? O irritato dal mio debole corpo da babbana, come direbbe Bellatrix?
«Finalmente,» sussurra lui, sfiorandomi la guancia col dorso delle dita. «Stavi diventando pallida. Di nuovo.»
«Non...» tossisco. «Non volevo... svenire.»
Bellatrix ridacchia.
«Certo. Perché chiunque sviene per un serpente.»
«Basta.»
Una sola parola. Gelida. Tagliente.
Bellatrix si azzittisce istantaneamente.
Narcissa mi sistema una ciocca dietro l'orecchio. «È stato solo uno spavento. Sei al sicuro. Nessuno ti farà del male.»
Walburga sbuffa. «Finché non fa danni, sì.»
Lui ignora entrambe. Si china ancora di più verso di me.
«Sei sveglia? Riesci a stare seduta?»
Annuisco, anche se tremo. La sua mano resta a sostenermi, ferma sulla mia schiena.
Per un istante, il mondo è solo la sua voce e il battito del mio cuore che martella.
«Bene,» mormora. «Portatela nella mia stanza. È più tranquilla lì.»
Bellatrix apre la bocca per protestare, ma uno sguardo di lui basta a zittirla di nuovo.
Mi solleva da sotto le ginocchia, senza sforzo.
Io gli scivolo contro il petto, ancora confusa, il profumo della sua veste troppo vicino.
E mentre mi porta via, sento Narcissa sussurrare a Walburga:
«Se reagisce così a Nagini... non oso immaginare il resto.»
La stanza è silenziosa quando Riddle chiude la porta dietro di sé.
Il click della serratura mi fa sobbalzare.
Non l'ha chiusa a chiave. Ma non serve.
Lui è la chiave. E la prigione.
Sto seduta sul bordo del letto, con le gambe che pendono nel vuoto e le mani strette sulle lenzuola. Cerco di respirare piano, come se potessi rendermi invisibile.
La porta si apre di nuovo.
Lui entra.
Non di fretta. Non agitato.
Con quel passo perfettamente controllato che mi mette più ansia di qualunque urlo.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
