Non so quanto tempo passi dopo il mio attacco.
Basta un battito di ciglia, o un'eternità, e Riddle non c'è più.
Sparito.
Letteralmente.
Al suo posto ci sono due figure che sembrano uscite da un incubo in versione aristocratica:
Narcissa — composta, elegante, glaciale —
e Bellatrix, che sembra sul punto di scoppiare a ridere o di uccidere qualcuno.
Probabilmente entrambi.
«Elisabeth,» dice Narcissa, con la sua voce morbida e gelida allo stesso tempo. «Il Signore Osc— Riddle desidera che tu non rimanga sola.»
Io la guardo, confusa. «Perché?»
Bellatrix scoppia in una risata spezzata.
È un suono che mi fa accapponare la pelle.
«Perché sei divertente, piccola babbana.»
La parola babbana mi viene lanciata addosso come un insulto sputato.
«E non vogliamo che tu faccia qualche... sciocchezza.»
Si avvicina troppo.
Sempre troppo.
La sua faccia è a pochi centimetri dalla mia, gli occhi spalancati, lucidi, affamati.
Ha l'aria di una che parla con le voci nella testa e ci va pure d'accordo.
«Una sciocchezza come... scappare?» ride, arricciando le dita come artigli.
Mi irrigidisco.
Lei lo nota — ovvio — e ride ancora più forte.
«Per favore, Bellatrix,» la calma Narcissa, come se fosse abituata a frenare un cane rabbioso. «Dovremmo... farle compagnia, non spaventarla.»
Bellatrix la ignora.
Mi gira intorno come un avvoltoio.
«Cos'ha visto Nagini? Oh, ma certo...»
Si piega su di me, gli occhi febbrili.
«L'hai fatta impazzire.»
«Non sapevo che ci fosse un serpente gigante in casa!» scoppio, la voce incrinata.
Lei batte le mani, entusiasta.
«Oh, sì! Urla ancora così. Mi piace.»
Narcissa le mette una mano sul braccio.
«Basta.»
Bellatrix ringhia ma si ferma.
Mi siedo sul divano perché non mi reggono più le gambe.
Narcissa prende posto accanto a me, composta come una statua di porcellana.
Bellatrix invece si accovaccia per terra, al livello delle mie ginocchia, sorridendomi come una bambina crudele.
«Quindi,» dice Narcissa, «c'è qualcosa che vuoi sapere?»
Io deglutisco.
Guardo Bellatrix — che inclina la testa come un gufo indemoniato — e poi Narcissa.
«Sì...» mormoro. «Lei è sempre così?»
Narcissa sospira appena.
«Oh, no,» risponde.
«A volte è molto peggio.»
Bellatrix scoppia a ridere, come se fosse il complimento più bello che le abbiano mai fatto.
Narcissa sospira, come se avesse previsto tutto sin dal primo istante.
«Bella, per favore,» mormora con una calma quasi innaturale. «Non è il momento.»
Bellatrix scatta in avanti, un sorriso storto che le illumina gli occhi come due schegge di vetro.
«Oh, ma è sempre il momento quando c'è una babbana inerme in mezzo ai piedi.»
Si passa la lingua sulle labbra, un gesto lento, disturbante. «Solo un assaggino. Un taglietto. Un urletto piccolo piccolo...»
«Non ti avvicinare,» sussurro, stringendomi le braccia attorno al busto.
Non serve: la mia voce trema più di me.
Bellatrix ride — una risata corta, spezzata, che sembra più un tic nervoso che un suono umano.
Fa un passo, poi un altro.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
