Non riesco a dormire.
Riddle sembra tranquillo, quasi assopito, ma io resto sveglia a fissare il soffitto. Ogni tanto sento il rumore di un ramo contro il vetro, il vento... fino a quando non sento qualcosa di completamente diverso.
Sirene.
Lontane, ma reali. Crescono. Si avvicinano.
Mi irrigidisco di colpo. Riddle apre gli occhi nello stesso identico istante, come se fosse stato sveglio da sempre, come se avesse semplicemente finto di dormire.
Non dice nulla.
Non si muove.
Ascolta.
Le sirene aumentano, diventano molte. Non è un'auto. Non è una pattuglia. È... un'operazione. Di quelle grandi.
Il mio cuore rimbalza nel petto.
«Sono venuti a prendermi,» sussurro, senza riuscire a contenere un minuscolo filo di speranza.
Riddle si volta verso di me, lento, come se il mondo fuori fosse rumore di fondo, e solo io contassi davvero. Il suo sguardo è gelido, tagliente.
«Sono venuti a morire.»
Una frase. Un verdetto.
Si alza dal letto e in pochi secondi è già vestito. Io resto immobile, non sapendo se correre alla finestra o nascondermi sotto il materasso.
Poi sento le urla.
Da fuori.
"Polizia! Aprite immediatamente!"
Il mio respiro si spezza.
Li hanno trovati. Hanno trovato la villa.
La mia zia... deve aver chiamato chi serviva.
Forse... forse posso—
Un boato scuote le pareti.
Uno sparo.
Due.
Voci che urlano ordini.
Io salto giù dal letto, corro verso la finestra ma Riddle è già sparito dalla stanza.
La porta si apre da sola, con uno scatto secco.
Un odore pungente di polvere da sparo, di ferro, di magia — anche se io non so che sia magia — riempie il corridoio.
Mi affaccio tremando.
Luci rosse e blu lampeggiano oltre il cancello. Le sento filtrare dalle fessure delle finestre chiuse con le assi. È la prima volta che vedo il mondo reale così vicino... e così impotente.
Intravvedo uomini in divisa che avanzano nel giardino con le torce e gli scudi.
Poi accade tutto insieme.
Una luce verde.
Una.
Poi un'altra.
E un'altra ancora.
Una dopo l'altra, come una falce che taglia teste invisibili.
Gli agenti iniziano a cadere come bambole senza fili.
Io urlo. Una mano mi si preme sulla bocca: è Walburga.
«Zitta. O sarai la prossima.»
Sento i passi pesanti di qualcuno correre. Volto il viso e il mio sangue diventa ghiaccio.
Sono i miei genitori.
Mio padre è ferito al braccio. Mia madre piange, disperata, ma correndo verso la villa... verso di me.
«Lizzi! Lizzi dove sei?!»
La mia gola si stringe.
«MAM—»
Walburga mi stringe più forte, tappandomi la bocca.
«Non vogliono salvarti. Sono pedine. Tutti lo sono.»
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
