Presente
Natasha poggiò le mani sul tavolo, passò lo sguardo da Elizabeth a Will ed inclinò leggermente il capo di lato.
- Non ha altro da aggiungere? - domandò l'ispettore capo, la semi-automa fece cenno di no - Bene, facciamo una pausa. Ispettore Brown, potrebbe sostituirci per qualche minuto? -
- Sì. - rispose lui avvicinandosi. Aiutò l'agente ad alzarsi porgendole la mano, quindi prese il suo posto di fronte a Natasha. Will ed Elizabeth salirono di sopra, nella camera di Komaski.
- La sua versione combacia sia con quella di Komaski che con quella di Serjev - esordì l'ispettore - non credo stia mentendo. -
- Nemmeno io, anche se ritengo che il suo aspetto parli già da sé. - Elizabeth si sedette sul letto rassettato alla bell'e meglio - Cosa proponi di fare? -
- Procedura standard: la arrestiamo e la portiamo a Londra per il processo, come ogni altro criminale. -
- Se permettete io avrei un'idea alternativa. - in quel momento il Presidente Serjev entrò nella stanza.
- Signor Presidente, la prego gentilmente di aspettare fuori la fine del nostro colloquio, se non le dispiace. - disse Will, leggermente irritato dall'intromissione.
- Credo di avere diritto tanto quanto voi di partecipare a questa discussione. - replicò l'uomo - Qualora ve ne foste dimenticati, avete arrestato questa criminale sul suolo russo, senza contare il tentato omicidio nei confronti della mia persona. Sarà la polizia russa a prenderla in custodia, e sarà un tribunale russo a processarla. Non mi guardi in quel modo, agente Windfield, non ho dimenticato il nostro accordo, né tantomeno ciò che avete fatto per me. Mi avete salvato la vita, avete la mia più profonda gratitudine e sarete premiati con tutti gli onori, ma Natasha resterà qui. -
- Signor Presidente - fece Will con voce quanto mai ferma - come lei ben sa, il motivo per il quale ci siamo recati qui era catturare l'assassina di un nostro connazionale e, francamente parlando, credo che non saremmo qui a discuterne se non l'avessimo fatto. Ha detto che saremmo stati premiati per averle salvato la vita, allora ci lasci portare Natasha in Gran Bretagna, così da permettere alla Giustizia di fare il suo corso. Sarebbe il riconoscimento più grande per noi. -
- Quello che mi chiedete è impossibile; Natasha rimane pur sempre una cittadina della Repubblica di Russia, rea di un crimine commesso nella Repubblica di Russia. -
- Se permettete - intervenne in quel momento Elizabeth - al momento la nostra priorità è un'altra: mettere sotto custodia Natasha Kuznetsov; prenderemo in un secondo momento la scelta di quale Paese debba processarla. Signor Presidente, se per lei va bene propongo di trattenere la semi-automa all'ambasciata inglese, in questo modo non lascerà la Russia e noi avremo la sicurezza che non sarà sottoposta ad un processo senza che prima si sia raggiunto un accordo diplomatico. -
Serjev meditò qualche istante, quindi disse: - La sua soluzione mi sembra equa, inoltre ho motivo di fidarmi di voi. E sia, trasferiremo Natasha all'ambasciata il prima possibile. -
I tre scesero di sotto. Mentre Brown cedeva nuovamente il posto ad Elizabeth, Will gli lanciò un'occhiata come a dire: "Avrebbe potuto fermare Serjev", alla quale il giovane ispettore rispose stringendo le spalle.
- Mi ascolti attentamente, Natasha. - proferì l'ispettore capo - Lei è in arresto per l'omicidio di Sir Thomas Hall e per il tentato omicidio del Presidente Andrej Serjev. Ora la scorteremo all'ambasciata inglese, dove sarà trattenuta finché non sarà deciso il luogo in cui avverrà il processo per i suddetti crimini. -
La semi-automa scosse il capo e cominciò a muovere le mani.
- Cosa sta dicendo? - domandò Will.
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ERGO EST
Science FictionSequel di "Homo Ex Machina". Sono passati sette anni dagli eventi di Parigi; da allora l'ormai ispettore capo William Pitwood conduce una vita relativamente ordinaria. Ma una nuova minaccia incombe sulla caotica metropoli di Londra, gioiello dell'in...
