41. Colors

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I'm sorry,

I know it's tiring [...]

When everyone's gone, you can fall apart

You will see it's always been

You and I (You and I, you and I)

Oh, you and I (You and I, you and I)

Stay (Stay)

Like the colors on the wall

[Lauren Jauregui]

***

Oltre le tende sottili che il personale del motel aveva diligentemente raccolto accanto alle imposte delle finestre segnate dall'acquazzone, la luce lunare filtrava delicatamente, e donava alla stanza che Camila aveva affittato fino a mezzanotte una parvenza mistica e una segretezza mai esperita, inedita, ma confortevole in ogni sua componente: il pavimento in terracotta, l'impalcatura cigolante del baldacchino, il crocifisso che sovrastava la porta d'ingresso...

Ella stazionava in piedi tra lo scalcagnato comò e le molle poco affidabili del letto, su cui invece sedeva Lauren. Non padroneggiava un lessico di sufficiente ampiezza per descrivere in pochi aggettivi quanto, in quei mesi, avesse sofferto la sua assenza. Ma solo quando le voltò le spalle, la solidità dei suoi intenti cominciò a vacillare. Le palpitazioni che la scotevano da capo a piedi erano prodotte tanto dall'eccitazione in sé, quanto da un vanescente senso di colpa. A condurla lì, però, non era stato il peccato tanto demonizzato dalla gente del paese, ma il desiderio prepotente che nutriva: non poteva reprimerlo più. Non esisteva nulla che non si sarebbe permessa, non quella sera. Sii creta, si diceva. E lascia che lei ti modelli come il più talentuoso dei Fidia. Così scivolò agilmente fuori dall'impermeabile da detective che non lasciava trasparire alcunché.

Se sua madre l'avesse vista con indosso quella biancheria di pizzo e quelle giarrettiere provocanti, di certo sarebbe morta di crepacuore ancora prima di riuscire a rimproverarla e di intendere per chi si fosse addobbata in quel modo indecente. Altri genitori si sarebbero purgati la vista con il sodio ipoclorito.

E che dire invece di Christopher? Come minimo, nonostante non gli si potesse in alcun caso affibbiare l'epiteto di cornuto (piuttosto di bastardo traditore), l'avrebbe ammazzata a mani nude. Per un uomo sposato non esisteva nulla di peggio di una moglie infedele e invertita, soprattutto. Ma in tutta sincerità, riflessa nello specchio rotondo che sovrastava il comò, ella si sentiva non solo a proprio agio, ma anche piacevole come le modelle delle riviste, come Phoebe Cates; e non provava alcuna paura che non coincidesse con l'ansia di un annegamento nella voluttà.

Un gesto fluido dell'indice destro bastò ad attrarre Lauren alla sua mercé. Non voleva che, rimirandola, esprimesse un'opinione in merito: troppe parole erano intercorse in quei mesi, parole colme di vuoto e irraggiungibili, di cui si era invano nutrita. Voleva che a commentare fossero le sue sole labbra.

Primamente, esse si posarono sulla sua cervice. Avanzando sul collo, la costrinsero a reclinare il capo di lato, in un sussulto di acerbo piacere. Le sue mani scivolarono sotto l'elastico delle giarrettiere, all'altezza delle anche divenute più scarne, e la guidarono contro di lei con una confidenza talmente solida che avrebbe potuto spazzare via un monolite, erodendolo da cima a fondo. Pur nella sofferenza della mancanza, ella si impegnò per non essere precipitosa. Non v'era un singolo indizio, in quei tocchi, che non alludesse a un intrinseco rinnovamento, a una genesi tutt'altro che profana.

Ancorandosi al suo ventre, discese lentamente, e tracciò una scia umida dalla guancia ai lombi, marcando, vertebra dopo vertebra, il sinuoso scavo creato dalla spina dorsale rientrante. Assai più del penetrante odore di benzina, che proveniva dalla vicina stazione di servizio ed era stato dimenticato in fretta sigillando la finestra, la stordiva la fragranza inebriante di cui Camila era impregnata. Poteva percepirla sorridere, tra i sospiri.

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