Sweet Melody

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Il giorno seguente, sulla via del ritorno, carichi di succose informazioni, ma moralmente a pezzi, ci prendemmo tutto il tempo necessario per elaborare tutto ciò che Peter ci aveva letteralmente vomitato addosso come un fiume in piena. Le possibilità su come agire erano tante, ma la realtà era che entrambi sapevamo già quale era la migliore tra tutte, anche se eravamo moralmente esausti. Le prime due ore trascorsero in un silenzio tranquillo, carico però dei nostri pensieri e dei nostri tormenti.

Sapevamo entrambi molto bene che, una volta tornati al branco, le responsabilità ci avrebbero occupato del tutto la mente e ci avrebbero costretto a prendere una decisione per agire in tempi brevi. Quello era il momento di riflettere, quello era il nostro piccolo momento per ponderare attentamente le informazioni che avevamo, per decidere come agire. Avevamo un obbligo verso il branco, ma ne avevamo uno anche verso noi stessi. Era tutto più grande di noi, più grande di me che ero la nipote del grande Fenrir, più grande di Filtiarn, il mio compagno e signore dei lupi.
«Sai che ti amo più della mia vita, vero?» La voce roca e pragmatica del mio compagno mi distrasse dai miei pensieri. Il peso delle sue parole mi piombò addosso come una doccia gelata, rendendomi consapevole di una verità che mi ero taciuta per troppo tempo: io per lui sarei morta.
«Lo so. Anche io ti amo allo stesso modo.» Ammisi, avvicinandomi a lui per prendere una sua mano e stringerla tra le mie.

«Allora devi aiutarmi a capire cosa è meglio fare. Ho un caos assordante in testa Leigh. Non so cosa fare ed è la prima volta che mi capita in tutta la mia vita.» Mi strinsi a lui, posandogli una mano sulla spalla, mentre l'altra gli stringeva ancora la mano. Incastrai i miei occhi nei suoi e poi lasciai che fosse il cuore a parlare. Non la mente con i pensieri opprimenti, non i ruoli che ci eravamo cuciti addosso per il bene del branco, non i doveri di cui ci eravamo fatti carico. Solo il cuore, con le sue emozioni pure e sincere.
«So che hai paura, perché ce l'ho anche io. Ma sappiamo entrambi che così non sarà mai uno scontro alla pari. Loro sanno cose che noi non sappiamo. Hanno fatto tutto questo senza che ce ne rendessimo conto. Dobbiamo riunire ancora Il Cerchio e questa volta dovremo essere spietati.» L'unico modo per non soccombere era agire su un fronte compatto. Dovevamo essere tutti coesi e uniti se volevamo prevalere su Jennifer e i suoi piani da malata di mente. Dovevamo mettere da parte i dissidi passati e unire le forze per poter avere un futuro, diversamente temevo che un futuro per noi non esistesse affatto.

«Hai ragione. Hai sempre ragione. Meno male che ci sei tu.» Si avvicinò a me, posando la fronte sulla mia, per poi chiudere gli occhi.
«Sei nata per comandare e si vede. Non trattenerti mai con me, sai quanto per me tu sia importante.» Aprì gli occhi di scatto e io sprofondai in quel nero splendente che ormai amavo con tutta me stessa. Mi fiondai sulle sue labbra, mordendole e baciandole come se fosse la prima volta. Dio, che paura l'amore. Ti rende cieca e sorda di tutto, ma per lui sarei rimasta cieca e sorda tutta la vita. Le mani di Filtiarn si avvolsero intorno al mio corpo, stringendo e plasmando il mio corpo al suo. Ricambiò il bacio con la sua solita e travolgente passione, capace di rendermi gelatina malleabile tra le sue mani. Avremmo continuato per ore, passando volentieri allo step successivo, se non fosse stato per un boato assordante che ci costrinse a staccarci e voltarci verso il bosco alle nostre spalle.

Avvolta in una nuvola giallognola di puro potere vi era lei, la Dama Rossa, custode e protettrice degli esseri soprannaturali sulla terra, seconda ad importanza solo alla Dea Luna. Era una rarità vederla, non accadeva da centinaia di anni che si mostrasse a una creatura soprannaturale e, in quel momento, lo stava facendo a noi. Si stava mostrando a noi. Una scia di brividi mi invase la colonna vertebrale, mi sentivo tremendamente in soggezione in quel momento. Doveva essere per un motivo molto importante se la Dama Rossa si mostrava a noi.

«Figli della notte, avvicinatevi.» La sua voce era vellutata come petali di rosa, eppure arrivava dritta in testa, quasi assordandomi con il suo tono di voce limpido e dirompente.
«Siete in pericolo, così come lo fu Fenrir nei secoli bui.» Io e Filtiarn eravamo ancora stretti l'uno all'altra, le mani unite, ma gli sguardi incantati sulla donna di fronte a noi.
«Ascoltate attentamente ciò che sto per dirvi.» Sussurrò, svolazzando leggiadra come una foglia che cade, fermandosi solo quando fu qualche passo più vicino a noi. Il potere sfrigolò sulla pelle, rendendomi irrequieta e procurandomi una leggera bruciatura sulla pelle scoperta dai vestiti delle mani e del collo.
«Sei saranno le fredde notti di sangue, due gli scontri che avverranno, ma solo uno di voi tutti soccomberà. Vegliate su colui il cui manto è bianco come la neve, sarà tutto ciò di cui avrete bisogno.» Poi così come era apparsa, scomparve nel nulla, lasciando solo uno strano fumo giallognolo nell'aria.

Lord of the wolvesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora