Everytime we touch

2.4K 87 4
                                        

Non appena mettemmo piede nelle fredde, ma poi non così tanto, terre del nord che avevano quel non so che di casa, l'odore di Charlie ci invase le narici, facendo nascere subito sul viso di entrambi un sorriso. Il Beta perennemente in ansia stava arrivando.

«Sarà qui in una manciata di secondi.» Constatai, sapendo che il bentornati di Charlie sarebbe stato sicuramente esagerato e melodrammatico, proprio come lui.
«Inizierà a parlare a macchinetta come suo solito.» Annuì con un sorriso di sbieco Filtiarn, mentre si fermava davanti alla radura che si estendeva poco prima della casa branco, immersa nel bosco adiacente.
«È mancato anche a me.» Gli sorrisi, sentendo in lontananza il familiare rumore di zampe mannare in avvicinamento. Sarebbe stato un periodo intenso e difficile dal punto di vista psicologico, ma eravamo tutti una famiglia e dovevamo farci forza a vicenda, perché certamente l'unione fa la forza e noi ne avevamo un disperato bisogno.

•••

La situazione peggiorò solo tre giorni dopo il nostro ritorno, quando inspiegabilmente mi erano iniziate a venire delle voglie carnali molto esplicite e del tutto fuori luogo. Avevo pensato molto a ciò che Peter aveva detto riguardo il mio stato, eppure ogni test di gravidanza fatto era stato inconcludente. Non ero incinta.
«Ti voglio.» Sussurrai all'orecchio di Filtiarn per poi iniziare a mordergli e leccare la pelle del collo appena sotto. Ero già bagnata e pronta per lui.
«Leigh, buon Dio santissimo, siamo appena usciti dalla camera da letto. L'abbiamo fatto tre volte stamattina, tre!» Filtiarn cercò di tenermi ferme le mani, mentre io cercavo in ogni modo di spingerlo contro la sua scrivania per continuare con l'esplorazione.

La porta del suo studio l'avevo già chiusa a chiave dall'interno per cui nessuno poteva disturbarci. Avevamo tutto il tempo necessario. Era giunto il momento di dedicarci a qualcosa di decisamente interessante.
«Filtiarn ti voglio ora.» Continuai esplicita, finendo di sbottonargli la camicia, per poi fare la stessa cosa con i jeans e aprirgli anche la cerniera. Iniziai a passare la mano su e giù sul contenuto dei suoi boxer, sperando che il messaggio fosse chiaro.
«Mi farai diventare matto.» Sussurrò lui trattenendo un gemito, prima di catturarmi le labbra in un bacio vorace e darmi ciò che volevo.

Un'ora dopo ero seduta sul bancone della cucina con Filtiarn seduto di fronte a me sullo sgabello, intento a fissarmi attentamente. Ero sorridente e soddisfatta, molto soddisfatta.
«Non sei incinta?» Chiese con un sopracciglio inarcato, del tutto scettico della mia risposta che già sapeva.
«No.» Negai con il capo, continuando a mangiare indisturbata.
«Ma sei sicura? Perché i segni ci sono tutti...» Mi lanciò uno sguardo esplicito, mentre continuavo a mangiare con disinvoltura una barretta di cioccolato in una mano e patatine con ketchup nell'altra.
«Hai visto anche tu i sei test che ho fatto. Sono tutti negativi, anche se mi comporto come una donna incinta con le voglie di cibo a ogni ora del giorno e la voglia di fare sesso con te continuamente.» Con la bocca piena e un pizzico di tristezza negli occhi, diedi sfogo ad alta voce a quelli che erano anche i miei pensieri.

«Su questo ultimo dettaglio non mi lamenterei mai, amore.» Una mano di Filtiarn si posò subito su una mia coscia stringendola, provocandomi quella reazione che avevo imparato a tenere sotto controllo in quei minuti solo grazie allo sfogo sul cibo.
«Ma se stamattina mi hai detto che ti farò diventare matto, perché lo avevamo già fatto tre volte!» Borbottai acida, spingendo via la sua mano dal mio corpo. Meglio mantenere le distanze, altrimenti avremmo passato il nostro tempo a fare altro.
«Nel giro di neanche due ore e tre orgasmi Leigh! Senza considerare i preliminari durante i quali credo ci abbiano sentito anche gli umani giù a valle. Cerca di non essere troppo ingorda.» Rise allargando le braccia con fare ovvio quel bambinone del mio compagno, per poi riposare la sua mano sulla mia coscia e muoverla seducente. Non sapevo se avevo più voglia di baciarlo o di prenderlo a schiaffi... Una scelta difficile.
«Beh io avevo voglia e ne ho voglia anche ora, visto che tu continui a toccarmi così. Ma so che abbiamo cose più importanti da fare, per cui andiamo.» Scattai in piedi, come se avessi appena preso la scossa, andando a mettere a posto tutto quello che avevo tirato fuori dalla dispensa per il mio spuntino improvvisato.

Lord of the wolvesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora