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Era sera tardi, quando Eli la chiamò al telefono. Stava per dormire, ma un tuffo al cuore e una capriola dello stomaco la invitarono a rispondere.

«Eli? Che succede?» non aveva mai provato tanta ansia in vita sua.

«Ho un'idea per migliorare gli allenamenti. Ti va di aiutarmi? Quest'anno dobbiamo andare alla grande» era così emozionato che le si strinse il cuore. Sarebbero stati fantastici, ma senza di lei, ancora una volta.

«Ti aiuterò, dimmi tutto» sorrise tra sé, non poteva fare altro.

Le parlò per ore dei suoi progetti, ma lei si limitò ad annuire e ad ascoltare il suono della sua voce.

La mattina seguente si svegliò che Miguel era già andato via. Sicuramente voleva vedersi con Sam. Le faceva piacere, anche perché le andava un giro in moto.

Chiamò Eli e, nemmeno mezz'ora dopo era da lei.

Mentre apriva la porta le parole di Daniel le risuonarono in testa. Quando lo avrai davanti saprai cosa fare.

Lo guardò negli occhi e sentì il fiato mancarle per un attimo. Era innamorata follemente, ma doveva chiuderla, proprio per questo motivo.

Lo avrebbe fatto, ma un altro giorno, ora dovevano andare al dojo: avevano un progetto da portare a termine!

Lo aveva detto Dimitri: Eli era un genio del design, ma prima doveva ripulire tutta l'erbaccia. Cosa che Raven non riusciva a sopportare.

Indossò un paio di guanti trovati nel dojo, in uno dei cassetti.

«Che. Schifo.» continuò a ripetere per tutto il tempo. Anche se, in realtà, le faceva piacere. Voleva lasciare il suo segno prima di partire.

«Rav! Casa mia?» le propose Eli, mentre si rivestivano.

«Sì... sì, va bene...» indugiò nel rispondere. Non capiva se fosse meglio prendere le distanze o passare qualche giorno più intenso con lui.

«Allora andiamo!»

Salirono sulla moto. Si strinse a lui, con la testa tra le sue scapole e le braccia attorno alla sua vita. Il vento sulle guance li isolava dal mondo.

«Allora. Oggi hai qualcosa che non va. Racconta» le intimò, togliendosi il casco.

Si immobilizzò. Era incredibile quanto la conoscesse bene quel ragazzo.

«No...io...preciclo...ho un sacco di crampi» mentì, impanicata.

«Mh... fingerò di crederti...avresti già preso almeno due pillole» osservò.

«Eli...davvero, non è nulla di importante» mentì ancora. Poi gli si avvicinò e fece collidere le loro labbra: insieme si completavano come pezzi di un puzzle.

Il mondo era completamente sparito, esistevano solo Hawk e Raven, al centro di tutto l'universo.

«Eli...»

«Si?»

«Devo dirti una cosa. Giura che non cambierà in peggio le cose»

«Giuro»

«Ti amo, Eli» sussurrò, come se avesse paura ad ammetterlo, come se solo lui dovesse asctarle.

La guardò, immobile, con quei suoi dolcissimi occhi che tanto le sarebbero mancati.

«Ti amo, Viviane» ricambiò.

Si tenevano stretti le mani, le iridi incatenate tra loro con un incantesimo antico e potente.

Una lacrima di Rav spezzò quella magia, scorrendole calda lungo la guancia arrossata per il vento.

Lui la asciugò con mano tremante, come se la pelle potesse creparsi come porcellana sotto al suo tocco.

Non si rendevano conto di essere fuori da circa dieci minuti, troppo concentrati sul loro amore.

«Ragazzi? Volete pranzare o no?» li risvegliò la madre di Eli.

«Mamma!» la rimproverò. Raven scoppiò a ridere. Quanto le sarebbe mancata anche la signora...

Perché mamma?... Pensò, con la testa bassa, entrando in casa, dove aleggiava un buon odore di carne alla griglia.

Quando lo avrai davanti saprai cosa è giusto... E lo sapeva bene...aveva capito cosa era giusto.

Allora, sono venuta in palestra a fare il tampone, per poi allenarmi. Siamo tutte negative, ma sì è scoperto che tre sono state in contatto con la figlia di una positiva, quindi tutti a casa! Che schifo...ho cenato alle 18 con un panino per nulla...

Wings -bird's souls sequel-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora