21

378 19 16
                                        

«Grazie, signor Moskowitz! Non so come avrei fatto senza di lei» sorrise grata, mentre attendevano che i suoi genitori entrassero in aula. Fuori, in caso fossero serviti, Carmen, Yasmine e Robby aspettavano: Yasmine aveva sentito quel che succedeva dal telefono, Robby l'aveva salvata, Carmen aveva le cartelle cliniche.

Erano anche riusciti a rintracciare alcune chat e telefonate dai registri della polizia postale.

Mise su un'espressione neutra, quando sua madre e suo padre varcarono la soglia. La guardarono così male, che se avesse perso sarebbe scappata lontano, per paura di cosa poteva accaderle.

«Bene. La signorina Adams sostiene di essere stata vittima di abusi da parte della madre e di non essere più oggetto di interesse da parte dei genitori. Cosa avete da dire?» iniziò il giudice.

«Giudice, mi permetta. Gli imputati sostengono di aver continuato a offrire alla figlia tutti i comfort di cui aveva bisogno. Qua le foto della sua stanza, la più grande della casa. Inoltre, visti i problemi di voti a scuola, le hanno assunto dei tutor per studiare a casa.»

Il giudice annotò qualcosa, poi guardò Viviane.

«Obiezioni?»

«Giudice, la ragazza sostiene di aver subito gravi limitazioni: solo venti minuti per una doccia, aveva possibilità di usufruire del cellulare pochi minuti al giorno, non aveva possibilità di uscire di casa ed era costretta a cucinare e pulire per i genitori. Sostiene che, la sera in cui è fuggita, la madre l'abbia chiusa nella propria stanza senza possibilità di chiedere aiuto, incolpandola dei problemi matrimoniali» spiegò il signor Moskowitz, impassibile.

Ancora una volta il giudice annotò qualcosa, poi guardò accusa e imputati.

«Avete qualcosa che può provare ciò che avete detto?» chiese.

«Qua abbiamo i tabulati telefonici di alcune chiamate con l'amica della signorina»

L'uomo passò dei fogli al giudice, che li legge attentamente.

«Si sente di sottofondo la voce della madre, accompagnata da forti rumori di colpi, che grida di scendere a cucinare la cena. Inoltre, fuori ci sono i due testimoni che che l'hanno soccorsa dopo la sua fuga» continuò il padre di Eli, serio e carismatico.

«Fate entrare i testimoni»

A passo incerto, entrò Robby, seguito da Carmen, aggraziata e professionale.

«Prego, vorrei sentire la vostra versione di cosa è accaduto quando l'avete soccorsa» li esortò il giudice.

«Io...ecco...» Robby esitava, in soggezione. Carmen, comprensiva, gli posò una mano sulla spalla.

La guardò per un secondo, poi riprese a parlare.

«Ero allo skate park, era...mattina presto... l'ho sentita chiamarmi e chiedermi aiuto. Era sporca, sudata, tremava. Quando l'ho presa tra le braccia, ho notato che era molto dimagrita, dall'ultima volta che ci eravamo visti, molti mesi prima...poi ha perso i sensi, quindi ho chiamato i soccorsi» raccontò, giocherellando con un anello che aveva al dito.

«Signora Diaz?» chiese il giudice.

«Ho qui la cartella clinica di Viviane. Quando è arrivata, era per un pelo nel peso forma, disidratata e con alcuni livelli  nel sangue sbagliati. Sembrava che avesse mangiato a lungo troppo poco e male...» passò i documenti al giudice.

«L'accusa ha qualcosa da obiettare?»

La madre di Viviane si alzò di scatto, gli occhi lucidi.

«È mia figlia! Credete che possa averle davvero fatto qualcosa di male?! L'unico sbaglio è stato viziarla troppo!»

Viviane sorrise beffarda.

«Mamma, anzi, Lucy. Ti faccio una domanda semplicissima, per capire quanto ti interessa...cosa mi era successo alla caviglia?» chiese, seria.

La donna sembrò nel panico.

«Era rotta, giusto?»

«Papà»

«Frattura, ha ragione»

«No, era una lesione. Ho anche quei documenti» si inserì Carmen.

«Benissimo. Dichiaro che la Signorina Viviane Adams ottenga l'emancipazione!» concluse il giudice.

«Voi non...!» gridò Lucy, arrabbiata.

«E che la signora sia sottoposta nell'immediato ad un TSO»

Abbracciò Robby, poi Carmen, infine strinse Yasmine con tutte le sue forze.

«Non ci credo!» quasi si mise a piangere.

«Grazie, Robby» si avvicinò al ragazzo e gli stampò un bacio sulla guancia.

«Io...mi sembrava la cosa giusta» sorrise timido e impacciato.


La preside sta facendo una parte al mio prof di arte perché non ha rispettato i protocolli covid. Raga questo due anni fa ha lanciato un dizionario di latino...io ho paura ahahaha

Wings -bird's souls sequel-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora