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"Lu, devi stare fermo, se no viene un pasticcio!"

Lo avevo rimproverato non so quante volte, quel pomeriggio. Luigi era peggio di un bambino di seconda elementare, non riusciva proprio a stare fermo: era iperattivo, doveva sempre tenere in movimento almeno una parte del suo corpo, altrimenti andava in crisi.

Sbuffò.

"Ma quanto ci vuole? - mi domandò, esasperato – ti ho chiesto di aiutarmi con la matita nera sugli occhi, non di truccarmi da arlecchino" si lamentò.

Fermai la mano che stava tratteggiando con la matita nera una linea sotto la palpebra del suo occhio destro e lo guardai. Era seduto su una delle sedie che avevamo rubato dalla cucina, in camera mia, ed io ero davanti a lui che cercavo di non perdere la calma.

"Mi spieghi perché non hai chiesto a Carola? - gli chiesi, portandomi una mano sul fianco – lei ha molta più pazienza e manualità, in queste cose"

Luigi sospirò, lasciandosi cadere sulla sedia.

"Meglio di no – mi rispose, piano – tra me e Carola è un po' così, al momento"

"Cosa vuol dire così?"

Mi sedetti per terra di fronte a lui, con le spalle appoggiate al letto di Serena.

"Non lo so – mi guardò dritto negli occhi, come se cercasse qualche risposta – mi sembra che stiamo andando un po' troppo in fretta"

"Intendi per i video in puntata?" gli chiesi, portandomi le gambe al petto.

Lui annuì.

Mi piaceva parlare con Luigi, era facile confidarsi con lui. E mi piaceva anche semplicemente ascoltarlo, eravamo molto amici, ed aveva anche una bellissima voce calda e piacevole.

"Per te non è la stessa cosa?" mi domandò, poi, guardandomi incerto.

Sembrò quasi che sperasse di udire un sì, da parte mia, per non sentirsi sbagliato.

"Non lo so, non ci avevo mai pensato"

Inconsciamente aveva insinuato in me un dubbio.

Quella era una questione a cui non avevo mai pensato. Stavamo andando troppo in fretta, io e Luca?

Ci eravamo scambiati solo qualche bacio, a stampo per di più. Ci abbracciavamo e ci guardavamo in un modo che di sicuro non era lo stesso con il quale abbracciavo e guardavo Luigi, o Albe.

E mi domandavo anche perché ogni volta che dovessi fare questi esempi il nome di Christian non uscisse mai.

"Ragazzi, venite in gradinata?"

Dario ci richiamò, interrompendo (grazie a Dio) il filo dei miei pensieri.

"Che succede?" gli chiesi, camminando con lui e Luigi per il corridoio.

"Gara di improvvisazione, miss Bianca" mi mise al corrente.

"Wow, che bello!" esclamai, felice.

Mi accomodai in gradinata affianco a Dario, e Maria ci salutò.

Ci informò appunto che avremmo dovuto affrontare una gara di improvvisazione, con un premio finale, in quanto al contrario dei cantanti che erano stati "puniti" con una gara di cover, noi ballerini ci eravamo dimostrati più umili ed inclini all'impegno.

Avremmo partecipato tutti, tranne Guido, in quanto essendo entrato dopo i complimenti, non sarebbe stato corretto farlo partecipare insieme a noi, per ottenere un premio non meritato.

Ce l'avevo con lui? No.

Quando lo guardavo vedevo la causa per la quale Matt non era più con me? Sì.

Indelebile ~  CHRISTIAN/LDALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora