Dopo molti tentativi di invocare le fiamme infernali e aver capito che l'assoluta concentrazione non serve assolutamente a nulla, Alice si mette a chiacchierare con l'unica persona che c'è lì, ovvero Pan. Il silenzio tombale la imbarazza, non le piace e parlare da sola consoliderebbe solo il suo essere fuori di testa. Non siamo a questi livelli. Però poteva almeno esserci un'anima morta in giro con cui parlare, pensa la piccola, quando ti serve un morto non lo trovi nemmeno a pagarlo oro. Accidenti.
< Allora, tra poco ci sarà il ballo di primavera, tu ci vai? > chiede leggermente nervosa, per ciò che gli vuole chiedere nel caso lui voglia andarci.
< Non lo so, perché? > domanda lui curioso.
< Beh, mi stavo chiedendo, magari possiamo andarci, ecco, come dire...> prende un bel respiro e butta fuori tutto d'un fiato:< che ne dici se ci andiamo insieme? > per poi diventare del tutto rossa, che a confronto un pomodoro è pallido.
Peter sorride senza accorgersene, in modo istintivo:< Davvero vuoi andarci con me? > dire che è scioccato dalla richiesta della ragazza è un eufemismo.
< Sì, per tenerti d'occhio >
Non ci sta credendo nessuno, ma nessuno dei due vuole più tornare sull'argomento. Alice per il fatto che è bordeaux, Peter perché la sensazione che prova ora, cioè i sentimenti che prova ogni volta che si tratta della ragazza, cioè attrazione, voglia di proteggerla anche da sé stesso, felicità, moltiplicati per centomila e il cuore che batte a mille sono strane per lui. Non ha mai provato cose del genere per nessuno, insomma nemmeno per suo figlio.
< Dunque ce la fai a fare questo incantesimo? > il tono di Pan da serio e severo è diventato più tranquillo, oserei dire gentile, in un certo senso.
< Direi di no, sono stanca, voglio dormire, e poi è notte, quindi ne ho tutto il diritto > risponde onestamente. Sta ancora sognando il suo bellissimo letto, voleva fare la doccia e poi rifugiarsi sotto le coperte calde e accoglienti, che sostituiscono, per quanto possono, l'abbraccio dei suoi genitori, ma prima è arrivato Felix a rompere e poi il ragazzo immortale.
< Oh, è vero che tu hai bisogno di dormire, allora ti porto a casa > non lo fa apposta, si scorda facilmente i bisogni primaria della ragazza, dato che lui non ha certe necessità.
Peter prende Alice tra le sue braccia e si teletrasportano in camera della bionda.
< Questa è davvero una figata pazzesca, devo impararlo al più presto > si eccita la padrona di casa, ma subito dopo uno sbadiglio non molto principesco va a scemare il suo entusiasmo:< Ma ci penseremo più avanti, magari tra una settimana, perché dopo la giornata di oggi ho bisogno di dormire almeno per sette giorni > si mette direttamente sotto le coperte, senza mettersi il pigiama o lavarsi i denti. È davvero distrutta, ma ce lo si può aspettare dato che ha evocato un potere degli dei, non è una cosa che ti scivola addosso senza problemi, soprattutto se non sei abituata.
< Perché non fai la bella addormentata già che ci sei? Lei ha dormito per cento anni > ridacchia Pan, mentre si posiziona al fianco della piccola Alice.
< Non tentarmi, quasi quasi lo faccio > la sua voce è già impastata dal sonno e i suoi occhi sono già chiusi.
< Allora preparo un bellissimo arcolaio per te, così potrai pungerti e il tuo desiderio verrà esaudito > continua a prenderla in giro lui, mentre le sistema una ciocca dietro l'orecchio.
< Ti sei preso bene a non dormire con me eh > "non dormire" dato che lui non ne ha bisogno. Lei sorride a suo volta e si volta verso di lui, ma continua ad essere sulla soglia del mondo dei sogni.
< Non so ancora bene cosa mi stai facendo, piccola > la voce di lui inizia ad essere più seria, ma ormai Alice non lo sente più perché è sprofondata tra le braccia di Morfeo.
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Peter Pan 2
FantasyOra il nostro Peter Pan non è più sull'Isola Che Non C'è, ma a Storybrooke, dove abitano molti altri personaggi della fiabe. Che cosa succederà in questo nuovo mondo? Scopritelo
