Epilogo

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«No, dico, ma sei sicura che vuoi sposarti quella specie di carciofo?»

la guardo nella sua bellezza pura, con i capelli raccolti e il vestito bianco ampio. Non avrei immaginato altro vestito adatto a lei, è proprio come pensavo l'avrebbe scelto. È bellissima, Claudia, nel suo trucco semplice, con quelle lentiggini che spuntano appena sul suo viso coperte dal fondotinta. E pensare che ci sarei dovuto essere io al suo fianco, ma nel corso di questi tre anni tante cose sono cambiate e siamo riusciti a trovare la nostra dimensione, la nostra felicità. Claudia è il mio primo amore e mi fa effetto sapere che tra qualche minuto sposera l'uomo di cui si è innamorata.

Insomma, non è esattamente bello come me però per lo meno lo ama, ed è quello che conta.

«La smetti di parlare di Gabrio in quel modo?» mi sorride appena, mentre la guardo dallo specchio. «Sei geloso per caso?»

faccio spallucce e mi avvicino sfiorandole la spalla, annuisco.

«Certo, qualcuno mi sta togliendo il primato» ridacchio.

«C'è già qualcun altro che da tre anni te l'ha tolto, Umberto!» nel frattempo che lo dice vediamo Emanuele correre verso di noi e gettarsi tra le mie braccia.

«Come sei bella, mamma!»

«Vero» confermo guardando il piccolo, «ma mai bello come lo zio Umberto!» Emanuele mi dà un bacio sulla guancia, mi si riempie il cuore tutte le volte che lo fa. Purtroppo, come me, ha dovuto affrontare l'abbandono troppo presto e, sicuramente, questa cosa lo segnerà così com'è successo a me. Giancarlo, il padre biologico, non si è più fatto vivo benché abbia provato a cercarlo quando si è scoperto che fosse lui il padre; ha detto che non ne voleva sapere nulla, a detta sua Claudia era stata ingiusta nei suoi confronti e meritava di crescere un figlio da sola, non si è reso conto che così facendo ha punito il suo bambino. Da quel giorno, non l'ho mai lasciata sola, così come le avevo promesso. Non ho potuto darle il mio amore, al cuor non si comanda, ormai apparteneva ad un'altra donna, ma almeno il mio appoggio si.

«Dai, adesso uscite che siamo in ritardo e sta per arrivare la macchina che mi porterà in chiesa» la stringo a me e le faccio gli auguri, le faccio capire che anche in questo giorno sono con lei, poi torno dagli altri che mi aspettano.
Riccardo è vicino alla moglie e ai suoi figli, e Marco è accanto a Siria che ha appena scoperto di aspettare un bambino. E poi c'è Bernardo che, con il suo solito sguardo adorante, guarda Bianca, anche loro ce l'hanno fatta a trovare la loro dimensione, benché non sia stato facile. Lei ha accettato di trasferirsi a Napoli da lui, anche se a volte ha bisogno di evadere perché è fatta così ma ha dimostrato ampiamente di tenere al mio amico.

E poi c'è lei...

c'è lei e non riesco più a dire nulla, se non che mi manca il fiato tutte le volte che ce l'ho davanti e finge indifferenza con me, fa sempre la donna glaciale. È bellissima fasciata da un vestito azzurro che le fa risplendere ancora di più gli occhi. Mi guarda da lontano e fa un finto sorriso, mi avvicino e faccio scorrere le mani sui suoi fianchi. Questi tre anni con lei sono stati un'altalena di emozioni, non finirò mai di ringraziarla perché mi ha fatto capire cosa significa non sentirsi sbagliati. Non mi ha mai fatto pesare le mie giornate con Claudia per via del bambino, anzi mi ha sostenuto aiutandomi tutte le volte che ha potuto. All'inizio Claudia non la voleva intorno, era ancora innamorata di me e le faceva male sapermi insieme a lei, poi conoscendola ha capito perché la amo.

«Come sta lei?» chiede riferendosi a Claudia.

«Agitata. Insomma sta sposando quel cretino del tuo amico dopo aver perso uno perfetto come me, lo sarei anch'io al suo posto!» lei ridacchia. Un'altra si sarebbe arrabbiata, ingelosita, Giorgia invece sa come sono fatto e non vede alcuna malizia nelle mie parole. Sa che la risceglierei altre tre mila volte.

The last Day (Completa)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora