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-È una proposta questa?- chiese Thomas.

Non risposi, iniziai a mangiare e basta.
Lui mi stuzzicava, qualsiasi cosa dicessi lui trovava la battuta perfetta da farci sopra.
Non capivo se fosse un modo per essere simpatico o solo tremendamente fastidioso.

-Conosci tutti lì alla festa?- gli domandai.

-La maggior parte delle persone si, ma spesso vengono ragazzi dai paesi vicini, si presentano amici di amici di amici e così via. Quella casa sarà piena di gente, ti conviene starmi vicina se non vorrai perderti.- disse guardandomi.

-Troverò sicuramente la vita di casa. Ma dato che sono venuta con te di certo non mi dispiacerà chiederti aiuto in caso dovessi perdermi.- risposi restando al gioco.

-Sai una cosa Madison!? Fanculo le altre occasioni.- disse e si fiondò subito sulle mie labbra come se non ci fosse un domani.

Il mio stomaco era un subbuglio, mi aveva baciata proprio nel momento in cui meno me l'aspettavo.

Aveva le labbra morbide, con le mani spingeva la mia testa verso di lui, era uno di quei momenti da film, mancava solo la musica.

Un momento...
Sentivo una canzone, com'era possibile?
Era forse il mio subconscio che voleva crearsi dei film mentali.

Thomas si stacco dal bacio con una faccia infastidita ma allo stesso tempo divertita.

-Qualcosa non va?- domandai.

-Ti sta squillando il telefono.- disse ridendo.

Cazzo! Ecco cosa era quella musica, era mia madre che mi stava richiamando.

-Scusa...- sussurrai.

-Rispondi.- disse lui.

Presi il telefono ed accettai la chiamata.

-Mamma...-

-Ehi tesoro, mi hai chiamata!? Scusami stavo parlando con tua zia Mary.-

-Non fa nulla.- risposi.

Invece faceva molto, aveva appena interrotto IL MIO BACIO COM THOMAS!

-Che stai facendo?- mi chiese.

-Ceno con un...- guardai Thomas divertito e continuai. -...amico.-

-Amico eh!? Dai ti lascio cenare, ti richiamo più tardi.- disse lei, poi mi salutò e chiuse la chiamata.

-Amico eh!?- ripetè Thomas avvicinandosi a me.

-Si.- dissi io per poi dare un altro morso al mio panino.

Passammo io resto della cena a raccontarci cose imbarazzanti sul nostro passato.
Dopo aver finito di mangiare, Thomas avesse della macchina e buttò i sacchetti nel cestino più vicino a noi.

-Sei pronta?- mi chiese.

-Per?- domandai.

-Non lo so, di solito voi femmine in macchina vi sistemate.- rispose.

-Stai dicendo che ho bisogno di dovermi dare una sistemata?- dissi.

-Assolutamente no.- rispose lui ridendo.

-Allora direi che sono pronta!- dissi sorridendogli.

Thomas mise in moto la macchina e partimmo per andare verso la festa.

Accesi la musica e la alzai al massimo, il ragazzo dai capelli neri sorrise ed io feci lo stesso, non parlammo, ci "limitammo" a cantare.
Dopo più di venti minuti arrivammo in un posto a me familiare, ci trovavamo nello stesso posto nel quale lui mi lasciò a piedi.
Pensai che fosse una coincidenza.

-Dov'è la casa di Tyler?- chiesi guardandomi intorno.

-Non si trova esattamente qui.- rispose lui.

-Thomas...che stai dicendo?- disse.

-Dammi il modo di rimediare.-

-A cosa?- domandai.

-All'averti ferita!- esclamò quasi urlando.

-Non devi rimediare.- dissi.

-Vieni con me.- disse poi lui scendendo dalla macchina e venendomi ad aprire la portiera dell'auto.

Non risposi, non perché non volessi, ma perché non sapevo cosa fare. E Thomas per invitarmi ad uscire mi porse la sua mano ed io accettai.
Cos'altro poteva fare di male? Lasciami di nuovo a piedi? In caso dovesse farlo tornerei a casa camminando e di certo sarebbe un buon modo per tenermi in forma.

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28 Aprile 2022, 22:23

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