Lampada ad olio

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Misera e tremante
la luce della fiamma.
Una lingua giallognola
si scompiglia e si contorce.
Ora rossastra
si schiaccia
e al soffio si piega.
Ad illuminare il pasto
si presta
nel mezzo
della fredda stanza.
Ombre furtive lascia
sulle scure
e fumose pareti.
Un filo di luce
la lampada regala
al dì morente
tra fatiche e sospiri
ai poveri commensali.
Parca la cena
basse le voci
spogli i desideri
sui volti rugosi
scolpiti dal buio.
Si pensa al domani
ai suoi perché
le teste dondolano
le mani gesticolano
su quel tavolo
segnato dagli anni.
Lacunosa la luce
sulle stanche facce
maltrattate dal sole.
Nasce una speranza
in quella bisognosa
cucina
nel cuore della sera
a un possibile domani
diverso dagli altri.

Poesia 4 (tutti i diritti riservati)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora